Clet Abraham: ''Ho pensato al ricorso, ma c'è l'affitto da pagare''

L'artista francese che ha creato un caso con i suoi cartelli stradali rivisti e corretti creativamente è stato beccato dalla Municipale durante uno dei suoi blitz artistici. "Ho anche pensato al ricorso per rivendicare la libertà di espressione"

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
02 novembre 2010 17:13
Clet Abraham: ''Ho pensato al ricorso, ma c'è l'affitto da pagare''

L'eclettico Clet Abraham, artista francese, preferisce però che si dica Bretone, è finito sotto il riflettore (ma meglio sarebbe dire il lampione vista la sua vocazione urbanistica) della cronaca fiorentina negli ultimi mesi dopo aver regalato a Firenze dei veri e propri blitz di creatività. Da Luglio si muove lungo le strade fiorentine in cerca di cartelli stradali che possano solleticare la sua ispirazione e li converte in opere d'arte con l'ausilio di adesivi facilmente rimovibili. Intervenuto alla trasmissione televisiva Tele "G", al fianco del conduttore conosciuto in Toscana come "G", all'anagrafe Gianni Greco, sull'emittente web VideoFirenze.tv, ha raccontato l'esperienza della multa ricevuta da parte della Polizia Municipale che lo ha colto sul fatto durante una delle sue esibizioni su strada. "Non mi sono mai nascosto, anzi è stato divertente, molto - ha detto l'artista - certo meno lo sono i 400 euro da pagare.

Ho pensato ad un ricorso, sarebbe un'idea interessante anche per difendere il diritto di espressione ed evidenziare l'importanza artistica del mio lavoro che esalta i cartelli senza deformarli o cambiarne il senso pratico, ma ho ancora l'affitto da pagare e se mi respingono il ricorso sono costretto a versare il doppio". "Non modifico l'aspetto dei cartelli - ha spiegato l'artista a più riprese - non li piego e neppure li oriento a mio piacimento, resta tutto intatto e gli adesivi che uso, al contrario di tanti altri che troviamo per strada, sono facili da togliere.

Casomai il mio intervento esalta il cartello stesso che magari viene addirittura notato con maggiore attenzione" Su internet è possibile ammirare le sue opere ed i commenti dei cittadini sono unanimamente favorevoli alla crociata portata avanti da questo artista che ammette di aver dato vita a questa idea per un duplice motivo pubblicitario e creativo: "Vivo della vendita delle mie opere - ha risposto al conduttore che, forte dei suoi 33 anni di esperienza radiofonica e televisiva, gli ha posto la pungente domanda - ed ammetto di averlo fatto per dare risalto a quel che faccio, per un tornaconto economico, ma anche perché ho sentito di volerlo e doverlo fare in un sistema nel quale spesso il senso pratico si disperde nell'abbondanza, ci sono a volte troppi segnali disposti in maniera inappropriata e la confusione può indurre in errore più che una immagine ritoccata.

Mettiamola così - ha poi concluso - se fosse stato solo per la pubblicità non l'avrei mai fatto anche se l'idea di rischiare mi piace" Tutto è iniziato con il Cristo sul cartello che indica una strada senza uscita, per poi proseguire con l'omino nero che si prende il peso del divieto di transito, piuttosto che il diavoletto che invita ad andare all'inferno coloro che sono indecisi sulla direzione da prendere fino all'angioletto che osserva il mondo dal segnale che indica l'obbligo di proseguire diritto.

I significati che Clet Abraham attribuisce ad ogni sua opera hanno un senso che lo stesso ideatore tende ad evidenziare affinché non siano solo immagini prive di significato: "Nel cartello che è diventato un simbolo - spiega - l'uomo si prende carico del divieto inteso come male del sistema, lo solleva e magari si allontana anche, lasciandoci tutti a guardare" Nello studio di via dell'Olmo, una traversa di una zona simbolo della fiorentinità come San Niccolò, si possono ammirare non solo le famose riproduzioni adesive degli omini stradali, ma anche incisioni, statue e quadri.

Come l'autoritratto che l'artista ha lasciato per 24 ore dentro Palazzo Vecchio al posto di un'opera del Bronzino, una intera giornata accanto ai grandi di sempre senza che nessuno si accorgesse dell'intruso. "Si ma quella era solo una copia - ha detto ancora a Videofirenze.tv - all'originale ci tengo" Per quel che gli utenti del web già definiscono "Genio" il saluto da parte della città è stato di quelli meno gratificanti, niente chiavi dorate, niente targa celebrativa, solo un foglio di carta che vale 400 euro di debito verso le casse comunali, perché a Firenze il decoro è una cosa sacra, l'arte anche, forse, ma dipende da chi interpreta l'opera. di Antonio Lenoci Nell'immagine un fotogramma dell'intervento di Clet Abraham al fianco di Gianni Greco ("G")

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