Tavolini "bocciati" a Firenze, ore decisive

Lapo Cantini (Confesercenti): "Quando questa opportunità la si dà a tanti, ma non a tutti, si produce una distorsione importante del mercato. Se si vuole dare un aiuto concreto a queste imprese lo si faccia subito"


Si svolgeranno nell’arco delle prossime 24/48 ore i preannunciati sopralluoghi e/o incontri del Comune di Firenze con i proponenti dei n.6 progetti di pedonalizzazione che, complessivamente, hanno avuto un diniego all’approvazione nel corso dell’ultima Conferenza dei servizi.

"Le centinaia di richieste (in larghissima prevalenza semplice comunicazione suolo pubblico) che sono giunte in questi mesi all’Amministrazione Comunale - commenta Lapo Cantini di Confesercenti Firenze - dimostrano sicuramente una cosa: in epoca Covid se si vuole mantenere un minimo di garanzia di sopravvivenza, è assolutamente necessario ampliare all’esterno la propria attività di vendita.

Proprio da questa intuizione nasce il provvedimento sgravio Cosap del Governo e il conseguente “lancio”, da parte di tanti Sindaci, dell’idea dell’uso massivo di tavolini e sedie all’aperto.

Il problema è che quando questa opportunità la si dà a tanti, ma non a tutti, si produce una distorsione importante del mercato, con imprese che, non potendo “pareggiare” l’altrui offerta commerciale, risultano, alla fine, doppiamente penalizzate dal diniego.

Per queste ultime attività siamo già in grande ritardo visto che, presumibilmente, quel poco che ancora gira per la città andrà progressivamente “rarefacendosi” con l’avvio del mese di agosto e settembre risulta comunque molto lontano per chi, dopo 3 mesi di lockdown, ha bisogno estremo di ossigeno e liquidità.

Se si vuole dare un aiuto concreto a queste imprese lo si faccia subito, anche partendo dalle cose che alla fine non costano niente e contribuiscono alla generale vivibilità della città.

Ecco perché confidiamo (e chiediamo) che nelle prossime 48 ore prevalga il buonsenso rispetto ad alcune richieste che vanno valutate non solo da un punto di vista “tecnico”, ma anche economico e di sopravvivenza del tessuto economico e commerciale del territorio.

Nel centro storico, in Oltrarno, come nei quartieri della città: ce lo chiedono gli operatori interessati, ma anche coloro che dovrebbero avere a cuore il lavoro di famiglie e imprese mai colpite prima con tanta virulenza e profondità". 

Redazione Nove da Firenze