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Stazione Foster di Firenze: tra Santa Maria Novella e la via Emilia

La Stazione dell'Alta Velocità poteva essere fatta a Campo di Marte, si dice oggi. La stessa Alta Velocità avrebbe potuto concretizzarsi attraverso l'allargamento del sedime ferroviario esistente, sfruttando una delle Stazioni fiorentine decentrate che consentono il mero transito e non una di fine corsa come è invece Santa Maria Novella. Al contempo si guarda la terra e si pensa, sempre oggi, che in un Paese con il più alto tasso di rifiuti sparsi in ogni dove, forse sarebbero stato meglio comprendere fin dall'inizio che per scavare grandi quantità di materiale occorre un aiuto dalla chimica e la sabbia lubrificata non è detto che produca pomodori già conditi. Infine c'è chi ha iniziato a pensare che togliere terreno dalle fondamenta di un'area edificata con palazzi di due o più piani può mettere in crisi la stabilità al pari di quanto accaduto in via Carracci a Bologna. Già, Bologna.. dove oggi i Comitati ricordano "Sono crollati palazzi" e "i binari di superficie sono oggi deserti". E ieri, tutto questo non si sapeva?
Il Sindaco di Firenze chiede oggi chiarezza: "I miei concittadini hanno il diritto di sapere se la Grande Opera si farà oppure no". Tra chi schiera apertamente a favore della conclusione dei lavori, chi scuote il capo scommettendo per l'ennesima Cattedrale nel deserto e chi spera di riempire il Camerone con l'acqua per farne una piscina, resta una bella domanda: cosa avrebbe potuto realizzare l'Italia con i soldi spesi in questi anni per mantenere aperti i cantieri? Se la risposta fosse "nulla" perché è andata come doveva andare, o perché ci sono state incapacità o svogliatezza, non ci saremmo persi niente. Se invece la risposta fosse "un futuro migliore", ecco, allora, Firenze per recuperare qualche minuto, sarebbe oggi parecchio in ritardo.

COSA E' ACCADUTO A BOLOGNA (REPORTAGE FOTOGRAFICO)

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