Isia: la situazione è insostenibile

Partita la campagna di mobilitazione di Cgil Cisl Uil del Pubblico impiego sul Progetto di Riforma della Pubblica Amministrazione. In piazza i lavoratori della Seves. Sviluppo Molteni: firmato il protocollo per la bonifica. Integrativo Unicoop Firenze: 11 milioni di euro nelle tasche dei 7200 dipendenti, apprendisti inclusi


Firenze- “La situazione è insostenibile. L’anno accademico si concluderà in condizioni di agibilità e funzionamento veramente difficili”: è il giudizio di Mario Batistini (Segreteria della Camera del Lavoro Metropolitana) e Paola Pisano (Segretaria della FLC CGIL di Firenze), dopo l'incontro nella sede dell’ISIA (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) con il Direttore Dott. Furlanis, per una ricognizione sullo stato della struttura che ospita l’Istituto. Aggiungono Batistini e Pisano: “La CGIL solleciterà nuovamente il Ministero, purtroppo fino ad ora inattivo, per un intervento urgente, necessario a garantire la piena attività di una istituzione di alta formazione che rappresenta un punto di eccellenza nei settori della Conoscenza, e che potrebbe fornire un contributo determinante in ambito di progettazione e ricerca se ricevesse la dovuta attenzione e fosse messa in condizione di funzionare al meglio”. Per questo, la CGIL e la FLC CGIL di Firenze hanno nuovamente coinvolto l’Amministrazione Comunale di Firenze per una soluzione urgente e temporanea che assegni una nuova sede all’istituto. Il vice sindaco Dario Nardella ha confermato che per il prossimo anno accademico l’ISIA potrà essere ospitato nei locali dell’ex Tribunale di piazza San Firenze, ribadendo, allo stesso tempo, l’impegno per una definitiva collocazione nell’ambito della ristrutturazione dell’area del Meccanotessile.

Ieri è partita la campagna di mobilitazione di Cgil Cisl Uil del Pubblico impiego sul Progetto di Riforma della Pubblica Amministrazione. A Firenze e a Empoli si sono svolte in modo molto partecipato le assemblee dei lavoratori dell'Ente Provincia di Firenze, dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi, della Asl 10 di Firenze, della Asl 11 di Empoli, dei Ministeri e Agenzie Fiscali, degli Enti Pubblici non Economici e degli Uffici Giudiziari. Nelle assemblee è stato ribadito che è inaccettabile un'ennesima riforma della Pubblica Amministrazione senza il confronto con le rappresentanze dei lavoratori, che risulta sempre indispensabile per la concreta fattibilità di qualsiasi riorganizzazione. Cgil Cisl Uil hanno risposto ai 44 punti del progetto di riforma aggiungendone uno, fondamentale “Renzi rinnova il mio contratto”, invitando tutti i lavoratori pubblici a comunicarlo alla mailrivoluzione@governo.it. In risposta all’apertura della casella di p.e. governativa, Cgil Cisl Uil hanno attivato la loro casella lavoropubblico.cgilcisluil@gmail.com, in cui raccoglieranno proposte e segnalazioni dei lavoratori. Nelle assemblee gli interventi dei lavoratori si sono focalizzati sulla necessità non solo di svecchiare l’organico della PA e di superare il blocco del turn over, ma anche di ridefinire gli organici non guardando al solo risparmio di spesa, ma soprattutto al mantenimento del livello di servizi ai cittadini. Rispetto all’accorpamento di sedi ed Enti, è stata ribadita la necessità di mantenere la presenza della PA nel territorio, tagliando sugli sprechi, ma non riducendo i punti di accesso dei cittadini ai servizi. I lavoratori hanno espresso la loro disponibilità a un processo di riforma condivisa e non calata dall’alto, sia pure accompagnata da un confronto via mail, dai risultati poco verificabili. Hanno sottolineato con forza come un tale processo non possa essere fatto a costo zero, ma necessiti di forti investimenti, di assunzioni, di garanzia di mantenimento del servizio pubblico contro le manovre non troppo nascoste che mirano a privatizzare interi pezzi dello Stato sociale. Cgil Cisl Uil esprimono soddisfazione per il risultato di queste prime iniziative e si preparano a proseguire il percorso di mobilitazione.


Giornata di sciopero ieri alla CommProve di Scandicci, azienda operante nella produzione di sistemi hardware per la gestione delle reti di telefonia mobile, dopo che si è chiuso con un mancato accordo, l'incontro di giovedì pomeriggio in Provincia con la dirigenza della CommProve, la Rsu e la Fiom Cgil. "Abbiamo proposto all'azienda di utilizzare ammortizzatori sociali alternativi alla messa in mobilità di 9 dipendenti sui 68 totali, primo tra tutti il Contratto di Solidarietà, ma la dirigenza ha rifiutato in maniera categorica il vaglio di altre possibilità" ha fatto presente Stefano Angelini della Segreteria della Fiom Cgil di Firenze. "Non è una prassi per la Fiom giungere ad un mancato accordo, tutt'altro, ma stavolta non è stato possibile evitarlo. Non possiamo accettare che il disagio ricada solo sui lavoratori, anche perché l'azienda stessa ha esplicitato che i licenziamenti non costituiranno da soli l'elemento risolutivo del problema di riduzione dei costi di gestione della CommProve. Rimaniamo basiti, vi erano tutti gli strumenti e le possibilità per gestire questa fase in maniera diversa. L'azienda ci dica adesso come intende rilanciare l'attività e ci illustri il piano industriale che intende attuare" avverte Angelini.

"La proprietà ascolti le richieste dei lavoratori e conceda la cassa integrazione, scongiurando i licenziamenti e permettendo di approfondire le manifestazioni di interesse arrivate da possibili acquirenti. Le Istituzioni, a tutti i livelli, giochino la loro parte, e lo facciano con determinazione, mettendo al centro il lavoro, bene fondamentale in questo momento di crisi". Sinistra Ecologia e Libertà rinnova l'appello per la Seves nel giorno del corteo promosso dai lavoratori della storica aziEnda fiorentina, al quale hanno preso parte anche il coordinatore nazionale di SEL Nicola Fratoianni, il coordinatore regionale Giuseppe Brogi, la senatrice Alessia Petraglia e il candidato sindaco Tommaso Grassi. "La Seves - hanno dichiarato - è un simbolo di eccellenza fiorentina e italiana nel mondo. La Seves non deve scomparire: oggi siamo qui in piazza con i lavoratori per ribadire la nostra solidarietà e il nostro impegno in ogni sede affinché questa vertenza si risolva senza che si perda un solo posto di lavoro".

“Nella vicenda dello stabilimento fiorentino Seves esistono i margini per attivare gli ammortizzatori sociali, con l’ammissione dei lavoratori alla cassa integrazione straordinaria. Un aspetto che è emerso con chiarezza nell’incontro all’Assessorato Regionale alle Attività produttive e al lavoro: concedere un anno non è tempo perso, perché può dare la possibilità di formalizzare eventuali e nuove offerte di acquisto dell’azienda”. Lo ha dichiarato la senatrice fiorentina Rosa Maria Di Giorgi, al termine dell’incontro negli uffici dell’assessore regionale Gianfranco Simoncini, con i vertici dell’azienda, le rappresentanze dei sindacati e delle istituzioni locali. “Non si spiega, a questo punto – prosegue la senatrice Di Giorgi -, l’urgenza dell’azienda di mettere in mobilità i 97 dipendenti dalla metà di giugno, se non con la volontà di svuotare di contenuti e manodopera specializzata lo stabilimento della Seves, per poterlo cedere al Fondo Triton. E’ stato fissato un nuovo incontro per lunedì prossimo ed è bene capire che ne le istituzioni locali, ne le rappresentanze parlamentari, sono disposte a tollerare speculazioni sulla pelle dei lavoratori”.

Firmato ieri il protocollo tra Regione Toscana, ditta Molteni, Comune di Scandicci e Provincia di Firenze che permetterà all' azienda farmaceutica un ulteriore sviluppo sul territorio di Scandicci. A sottoscriverlo, il presidente della Regione Toscana, il sindaco di Scandicci, il presidente della Provincia di Firenze e i rappresentanti dell'azienda. Scopo dell'accordo, la bonifica della falda acquifera, la definizione di tempi certi e condivisi e per quanto possibile rapidi per l'espletamento delle procedure necessarie alla bonifica, la possibilità da parte di Molteni di chiedere un permesso a costruire. Molteni intende infatti concentrare parte delle proprie attività a Scandicci nell'attuale sede dove prevede di espandersi e investire in magazzini e uffici. Il terreno su cui si trova però deve essere bonificato. L'inquinamento risale agli anni '80 ed è stato prodotto da un'altra azienda chimica, la Sirac srl.

Vale 11 milioni di euro, sono lordi è vero, ma sono tanti, il contratto integrativo firmato fra sindacati di categoria e Unicoop Firenze. 11 milioni, il 25% dell'utile commerciale della cooperativa, che andrà nelle tasche dei 7.200 dipendenti, apprenditi inclusi, di negozi, magazzini e sedi di Unicoop. Si tratta di un premio di risultato variabile per unità produttiva con una quota fissa di 250 euro uguale per tutti. La media stimata è di oltre 1200 euro e a qualcuno, quelli che lavorano nelle strutture più performanti, andranno oltre 2000 euro. 'Un ottimo risultato” commentano i sindacati, difficile dar loro torto di questi tempi. “Un obiettivo centrato”, aggiungono FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UILTUCS, “in controtendenza rispetto a quanto avviene in molta grande distribuzione e che mette in evidenza come la distintività e la partecipazione siano la base del rapporto con i lavoratori ed i loro rappresentanti per ottenere buoni risultati e soprattutto che la buona contrattazione integrativa paga”.


Si è tenuta ieri presso la Camera del lavoro di Viareggio la riunione dei delegati Fiom Cgil dei cantieri nautici Toscani congiuntamente alle strutture sindacali Fiom delle province di Massa, Lucca, Pisa, Livorno, Grosseto e la Fiom Cgil Regionale per discutere della grave situazione che sta attraversando la cantieristica da diporto, della grave perdita occupazionale avvenuta in questi anni e quali possibili evoluzioni può riservare il settore. Nella riunione è emersa la necessità di definire una strategia sindacale del sistema della cantieristica Toscana e di dar vita ad un coordinamento sindacale Regionale. A tal fine si è convenuto di istituire il Coordinamento Regionale Fiom dei cantieri nautici della Toscana individuando nel Segretario Regionale Massimo Braccini la figura di coordinatore. Il coordinamento si propone di, fermo restando l'autonomia di ogni singolo territorio, affrontare la crisi in una visione d'insieme perché il settore, seppur distribuito su un vasto territorio, è organizzato come un sistema locale unico. Il coordinamento ritiene necessario altresì aprire una vertenza generale al fine di salvaguardare il settore, le straordinarie professionalità dei lavoratori, l'indotto e la sua occupazione. In Toscana era collocato circa il 35% della produzione nautica nazionale, con un fatturato di oltre 2 mld di € e con un'occupazione stimata in circa 12.000 addetti. Con la crisi iniziata nel 2008 vi è stato un crollo enorme della produzione a seguito del calo degli ordinativi, cosa che ha comportato un tracollo occupazionale e del sistema produttivo ( che sindacalmente è stato sempre contestato) che si reggeva per la gran parte sull'utilizzo di lavoratori di ditte in appalto e sub appalto a cui è stato fatto pagare il prezzo più alto della crisi.


"Da Piombino arriva un messaggio forte e chiaro all'Europa: lavoro e politica industriale devono essere la prioritá del nuovo Parlamento". Lo afferma la deputata Simona Bonafè, capolista del Pd alle elezioni Europee del 25 maggio nella circoscrizione Centro, in visita ieri in Val di Cornia per la chiusura della campagna elettorale. "Sul caso Lucchini, il governo e la Regione hanno dato un segnale concreto per la riqualificazione dell'area e la sopravvivenza della storica industria siderurgica con un accordo che complessivamente stanzia 250 milioni di euro. Ma il rilancio della Lucchini deve uscire dai confini italiani ed approdare a Bruxelles. L'Europa si impegni per mettere a punto un piano comune dell'acciaio che preveda forti investimenti in innovazione e nuove tecnologie per impianti all'avanguardia e sostenibili dal punto di vista ambientale". Presenti all'iniziativa il sindaco Gianni Anselmi e il candidato sindaco Massimo Giuliani, il sottosegretario Silvia Velo, l'on Andrea Manciulli, il candidato alle Europee Roberto Gualtieri e il segretario Pd Val di Cornia Valerio Fabiani.

Redazione Nove da Firenze