Rubrica — Pugilato

“Maravilla”: Olmo incontra Obbadi all'APF nell'ambito della campagna conto il bullismo

fotografie: Lisa Giannini

​Il 14enne affetto dalla sindrome di Down, al centro del recente episodio di bullismo, incontra Moha e i pugili della palestra fiorentina di pugilato


7 Novembre 2017: sono passati pochi giorni da quel pezzo di focaccia intrisa di acqua sporca fatta mangiare a forza da “tre non amici” di Olmo che-sapore-ha-una-focaccia ma Olmo e la Mamma Beatrice hanno deciso di ripartire da quello che di buono c'è stato: “dall'amico” del ragazzo che ha, prima tentato di impedire il sopruso e poi ha denunciato il fatto. Tutto ciò ha portato alla sanzione per i tre, alle loro scuse, al perdono di Olmo ed alla solidarietà che un storia come questa può far nascere.

I passi in avanti di Olmo e della mamma li hanno portati oggi nella nostra palestra per condividere una giornata di allenamento con Mohammed Obbadi, il Maestro Boncinelli, il presidente Moreno Mencucci e gli altri pugili dell'APF.

Puntualissimi, Olmo e la mamma Beatrice varcano la soglia dell'APF alle ore 16,15. Dopo le presentazioni si passa subito all'azione: Olmo scavalca le corde del ring ed inizia a fare le figure con Obbadi - si tratta di mettere in pratica un'azione preordinata, scaricando la serie di colpi sui guantoni del pugile che si ha di fronte. Mentre Olmo lavora sul ring, la mamma racconta dei suoi prossimi impegni: “domani e venerdì si allena a calcio e il 19 novembre farà il suo esordio nel campionato” - Olmo gioca nel Bagno a Ripoli, ruolo: attaccante ovviamente.

Olmo scende dal ring e le sua mani sono prese dal Maestro Boncinelli che inizia a fargli i bendaggi, la fasciatura della mani è un rito principe della Boxe, un momento intimo fra Maestro e Pugile, prima del ring, prima della lotta. Con le mani bendate Olmo raggiunge i fratelli Diani, i promettenti pugili dilettanti dell'APF, che per lui hanno preparato un regalo: la felpa dell'Accademia. Indossata la felpa Olmo mette anche i guantoni e prova una serie al sacco, destro e sinistro e poi una combinazione conclusiva dietro i consigli di Moreno Mencucci e Paolo Vitullo.

È il momento di posare per una foto con Mohammed “Maravilla” che ha voluto, insieme all'amico Paolo Vitullo, questo incontro. Dopo la foto Moha si toglie la maglietta dell'Associazione Vivere da Sportivi a scuola di Fair Play, associazione che collabora con l'APF per la campagna contro il bullismo. Olmo mostra fiero la maglia con la scritta #Mettikoilbullismo, e visto come si è svolta la vicenda possiamo dire che stavolta il bullismo è andato davvero al tappeto per il conto totale.

È arrivata l'ora dei saluti, Moha saluta Olmo dicendo “torna a trovarci quando vuoi”, Olmo sorride e dice “sì” all’amico. Poi i due si avviano verso le rispettive case, molti passi li aspettano in futuro, passi diversi ma che i due ragazzi sono decisi a compiere dandosi appuntamento alla prossima volta.

In accordo con la Mamma Beatrice abbiamo deciso di non soffermarsi troppo sull'aspetto della violenza subita da Olmo, per questo abbiamo inserito ad inizio articolo il link dell'Associazione Trisomia 21.

Ufficio Stampa Accademia Pugilistica Fiorentina

Redazione Nove da Firenze