Infogroup: i sindacati chiedono un tavolo al Mise

Secondo Fim e Fiom Intesa Sanpaolo intende vendere senza alcuna garanzia. Il sindaco di Firenze assicura il sostegno dell’amministrazione comunale ai lavoratori in sciopero incontrandoli sotto Palazzo Vecchio


Massima attenzione a tutta la fase di trasferimento della proprietà di Infogroup da Intesa SanPaolo a Engineering e richiesta immediata di un incontro a Roma al ministero dello Sviluppo Economico, con le due aziende, le organizzazioni sindacali e il Comune di Firenze.E’ quanto ha assicurato il sindaco di Firenze, Dario Nardella, incontrando stamani in via de’ Gondi, sotto Palazzo Vecchio, i lavoratori di Infogroup che, in sciopero, hanno attuato un presidio e un volantinaggio per sensibilizzare la città e chiedere di nuovo che il passaggio da Intesa Sanpaolo alla nuova proprietà avvenga con tutte le garanzie necessarie. Al presidio erano presenti il segretario Fiom-Cgil Firenze Daniele Calosi e il segretario Fim-Cisl Toscana Alessandro Beccastrini ed hanno portato la loro solidarietà anche i segretari generali di Cgil e Cisl Firenze, Paola Galgani e Roberto Pistonina. Lo sciopero, per l’intera giornata di oggi, rientra nel pacchetto di iniziative votate dall'assemblea dei lavoratori che venerdì scorso hanno chiesto l'apertura del tavolo presso il Mise.Una richiesta sposata anche dal primo cittadino di Firenze che ha detto inoltre di voler utilizzare il rapporto positivo esistente con Intesa SanPaolo per avere dal Gruppo bancario un impegno non di facciata ma sostanziale su Infogroup e di essere impegnato a far sì che non ci sia un solo esubero da questa operazione. Il sindaco ha anche ribadito che, alla luce del valore dimostrato da Infogroup, le professionalità dell’azienda sono il primo elemento da tutelare e che l’amministrazione comunale ha intenzione di stare accanto ai lavoratori finché tutta la vicenda non sarà chiusa in modo positivo.Lo stato di agitazione in Infogroup proseguirà finché non ci saranno novità positive sulla vicenda: l’assemblea dei lavoratori ha già deliberato altre due giornate di astensione dal lavoro, una in concomitanza con l'incontro al Ministero e l'altra sotto la sede centrale di Intesa San Paolo a Milano.

L’antefatto

La mediazione istituzionale del 16 ottobre sembrava aver prodotto un ammorbidimento delle posizioni di Infogroup e Intesa Sanpaolo rispetto alle garanzie richieste dai lavoratori in termini di territorialità, volumi dell'accordo commerciale di vendita del pacchetto azionario ad Engineering e tenuta occupazionale.Mercoledì scorso invece, a fronte della richiesta delle rappresentanze sindacali di formalizzare gli impegni assunti, Infogroup ha ribadito con una lettera la chiusura di ogni rapporto negoziale. “Singolare che la lettera porti la sola firma di Infogroup e non quella di Intesa Sanpaolo, detentrice dell'intero pacchetto azionario” sottolineano Fim e Fiom. Ieri mattina i lavoratori riuniti in assemblea con Fim, Fiom e la RSU di Infogroup hanno giudicato inaccettabile questo passo indietro. “Intesa Sanpaolo, non può pensare di cedere Infogroup ad Engineering senza riconoscere le dovute garanzie. Vogliamo rimetterci al tavolo e veder riconosciuto il ruolo di lavoratori, per questo intendiamo portare la discussione al Ministero dello Sviluppo Economico prima della conclusione della vendita e alla presenza di tutte le parti in causa, Engineering compresa” è la dichiarazione delle organizzazioni sindacali.

Redazione Nove da Firenze