Ganzaroli non molla, accordo su esuberi e restyling negozi

 L'azienda riduce gli esuberi ed è pronta ad investire sul marketing. Cgil: "Nessun aiuto dalla Regione Toscana"


Dopo una prima fase di scontro, con il susseguirsi degli scioperi e degli incontri istituzionali, cambia il piano aziendale della famiglia Ganzaroli rispetto a quanto dichiarato inizialmente.
Il colosso di via Lanza propone un sostegno economico per i lavoratori in esubero che alla fine di giugno usciranno dall'azienda, ma che per un intero anno avranno il diritto di essere richiamati in forza, nel caso in cui l'azienda, recuperando efficienza, abbia la necessità di assumere nuovamente.

“E’ un epilogo che non ci soddisfa pienamente, pur tuttavia registriamo significativi cambiamenti di atteggiamento" dichiara Marco Pesci della Filcams CGIL di Firenze.
L'azienda ha ribadito l'intenzione di rilanciarsi attraverso un percorso di riorganizzazione e riqualificazione del personale, piani di formazione e nuove strategie di marketing che si affiancheranno ad una rivisitazione dei locali di vendita.

Il privato non molla dunque ma assente ingiustificata risulta essere la Regione Toscana. “Ciò non può che essere registrato favorevolmente - prosegue Marco Pesci - anche se come Filcams CGIL dobbiamo rimarcare il fatto che nel corso degli ultimi 2 anni, sia durante la fase del Contratto di Solidarietà che durante la Cassa Integrazione, pur avendo condiviso con l'azienda un importante piano di formazione e riqualificazione del personale, non si sia riusciti a ricevere il benché minimo aiuto dalla Regione Toscana alla quale ci eravamo rivolti per ottenere i finanziamenti per la formazione”

I fondi per la Formazione? Sarebbero rimasti bloccati tra le maglie strette e contorte della burocrazia.
“Il nostro territorio è ricco di aziende del terziario meritevoli di maggiore attenzione - conclude Pesci - soprattutto quando, come la Ganzaroli non si arrendono, non ci stanno a cedere il passo ai colossi multinazionali e decidono di scommettere investendo sul proprio territorio". In bocca al lupo e viva il lupo.

Antonio Lenoci