​Firenze e il Turismo a 5 Stelle: economia e lavoro

Serve investire in pianificazione e formazione: la ricchezza c'è, ma va saputa cogliere


Per analizzare l'effetto che farà la presenza di tante stelle in una città come Firenze, abbiamo chiesto aiuto a Confcommercio Toscana che annovera tra gli associati anche Federalberghi.

L'esperto del settore turistico, Emanuele Scali, a Nove da Firenze spiega innanzitutto che l'uso della locuzione "turismo di qualità", che anche noi abbiamo preso in prestito dalle recenti dichiarazioni istituzionali relative a strutture di alto livello, non è propriamente corretta.
"Dobbiamo tenere ben presente - sottolinea Scali - e specificare cosa si intende quando si parla di 'turismo di qualità' perché la qualità la ritroviamo in molte imprese del territorio che magari non hanno standard di riferimento elevati, ma che comunque offrono accoglienza a livello eccellente per la loro categoria di appartenenza".
Quale sarebbe allora il modo migliore per caratterizzare l'insieme? "Un turismo ad alto tasso di spending".

Per vivere di lusso abbiamo appreso che occorrono strutture di pregio o finemente curate, accessoriate con il meglio che può offrire il mercato dell'arredamento e del design e che non sarebbe male dotarsi di infrastrutture adeguate. Può bastare? "Per intercettare questo tipo di turismo occorre avere anche personale estremamente qualificato. Pertanto chi opera in questo settore, partendo dagli alberghi fino ai ristoranti le agenzie di viaggio ma anche chi noleggia vetture con autista deve avere personale all'altezza. Purtroppo non sempre questo avviene".

Cosa occorre fare? "Occorre che ci sia una pianificazione, una formazione adeguata del personale affinché tenga comportamenti consoni alle diverse tipologie di ospiti che arrivano da parti del mondo che hanno lingue, usi e culture diverse. L'approccio del personale deve essere diverso a seconda dell'occasione. Molto spesso gli ospiti importanti non si muovo da soli, se hanno un seguito occorre gestire l'intero gruppo: la star o personaggio pubblico ad esempio, compreso lo staff. In certi casi la poca professionalità corrisponde a creare un danno d'immagine collettivo".

Se il turista è ricco la ricaduta sul territorio è realmente più alta? "Certo è molto forte, ma non è la stessa per tutti. Occorre fare alcune considerazioni. Prendiamo le Vie dello Shopping ad esempio; si finisce per favorire spesso brand internazionali convogliando i flussi sui soliti noti. Gli ospiti fanno delle richieste è chiaro, ma ci sono eccellenze artigianali locali che devono trovare la forza di inserirsi con la capacità di promuoversi ed al tempo stesso le strutture alberghiere potrebbero trovare il modo di sostenere non solo i grossi brand o le grosse cantine ad esempio, ma anche altre destinazioni enogastronomiche interessanti da far conoscere. Creare questa rete potrebbe far emergere il brand Toscana, il solo che può redistribuire il ritorno economico".

Intende dire che Ospite e Buyer sono entità diverse? "Servono iniziative sinergiche, per lo sviluppo delle aziende più piccole servono ad esempio opinion leader che facciano da tramite per far conoscere il territorio. Servirebbero politiche regionali che consentissero questo: cosa che ad oggi non c'è. Le agenzie di viaggi sono determinanti da questo punto di vista perché, stando alla normativa, sono le sole autorizzate a promuovere i pacchetti turistici ed in tal senso si potrebbe spingere maggiormente sulle realtà minori ma egualmente competitive".

Sono in vista a Firenze nuove aperture di strutture stellate, porteranno lavoro? "Dati alla mano il futuro della Toscana è il turismo. Camerieri cuochi ma non solo. Servono programmatori, ma anche manager, dirigenti, esperti di comunicazione digitale. Nascono nuove figure professionali a servizio del settore ed alcune oggi non sono neppure presenti. Ci sarà grande movimento ed il consiglio è di investire nella formazione sul settore".

Ma di che tipo di rapporto di lavoro si tratta? "In Toscana il turismo risente molto della stagionalità, pertanto spesso si entra con contratti a tempo determinato, i cosiddetti stagionali. Molti sono contratti in apprendistato. Per direttori di albergo, responsabili di sala, camerieri e cuochi ci sono più probabilità di ottenere presto un rapporto di lavoro continuativo".

Come mai? "Perché nel caso di queste specifiche attività la componente umana ha ancora un grande valore. L'esperienza, la professionalità, il talento personale fanno la differenza. Oramai è la recensione, ancor più che il responsabile delle risorse umane, a fare la selezione. Se l'ospite gradisce il servizio è più facile ottenere un contratto a tempo indeterminato".

Antonio Lenoci