E' iniziata a Riccione la Convention Var Group "Inspiring Innovation"

Fotografie di Miriam Curatolo

L'impresa IT empolese, un esempio di azienda tradizionale riconvertita al futuro, tenendo al centro dell'attenzione il cliente


FOTOGRAFIE — RICCIONE- In un mercato dis-intermediato e trasparente, il cliente diventa più veloce, le aziende generaliste risultano inadatte ad catturarlo. Naturalmente gli anelli forti delal catena del valore non subiscono danni, ma anche loro hanno la necessità di evolvere.

Su queste parole d'ordine si è aperta stamani al Palacongressi di Riccione l'annuale Convention Var Group, alla quale partecipano tutte le aziende Var Group, oltre ad ospitare imprese provenienti da numerosi settori industriali. Var Group è il gruppo IT, nato 40 anni fa a Empoli, e oggi leader del mercato italiano di servizi tecnologici (750 dipendenti in 23 sedi per 200 milioni di fatturato annuo) in collaborazione diretta con i maggiori produttori mondiali di informatica.

Per questo le aziende protagoniste dei comparti si chiamano Amazon (retail), Netflix (entrerteinment), Uber (trasportation), Airbnb (hospitality), Square (finacial services). Ma anche l'Italia ha i suoi pionieri, come Elica (aspirazione) ITT (automotive) ecc.

Per far crescere altre realtà innovative, Var Group anche quest'anno ha dato vita al Inspiring Innovation Hackathon, dedicato al tema del Cognitive Computing e della Data Analysis. Chiusi da ieri in un hotel di Riccione, cinque team di hackatisti di provenienza universitaria stanno lavorando, con il supporto sia di consulenti Var Group sia IBM, allo sviluppo, di progetti concreti, commissionati da aziende del calibro di Boggi, che rivestiranno anche il ruolo di giuria. Il progetto vincente sarà premiato con una collaborazione del valore di 5000 € per ciascun componente e sarà presentato in occasione della sessione plenaria di domani.

Insieme all'ammnistratore delegato Var Group, Francesca Moriani, stamani alla sessione plenaria anche Agostino Santoni, presidente di Assinform, l'associazione dell'industria digitale, federata Confindustria, che raccoglie in se l'85% dei ricavi del settore: "Il nostro è un mercato da 66 miliardi di euro l'anno, che è tornato a crescere dopo anni di crisi, facendo aumentare anche l'occupazione di 273.000 unità rispetto al 2011 -ha spiegato Santoni- la spinta degli ultimi due anni sono stati anche i 6 miliardi di investimenti pubblici, più altrettanti privati, sulla banda larga, i 4,6 miliardi per la semplificazione della pubblica amministrazione e il piano del Ministro Calenda per l'industria 4.0, che, in collaborazione con Confindustria, tiene al centro il tema della digitalizzazione delle imprese. Grazie al piano del Mise si possono ottenere benefici fiscali di preammortamento, in cambio di finanziamenti a progetti di digitalizzazione. E' questa l'unica chiave per aprire all'Italia la porta della ripresa".

"Nel nostro paese -ha aggiunto il presidente di Assinform- mancano almeno 780 addetti, specializzati in comparti digitali come cybercrime, statistica, ecc. Ripensare il modo di studiare nelle diverse fasce di età, è un'altra delle grandi sfide che i tempi ci impongono".

Nicola Novelli