Covid: morta "Mirella" Fedora Guerrieri, Santa Croce in lutto

Era un'ostetrica amatissima. Il sindaco Giulia Deidda: "Ha fatto nascere intere generazioni di bambine e bambini, me compresa. Se ne va un pezzo di noi"


Serata di dolore per Santa Croce sull'Arno. E' morta di Covid  una persona conosciuta da tutti nella cittadina del Comprensorio del cuoio. Fedora Guerrieri, per tutti "Mirella", un'ostetrica amatissima, che era solita definirsi "la mamma di scorta". Aveva 87 anni e tanti nipoti. Ne dà notizia il sindaco Giulia Deidda, con queste parole:

"Ho appena ricevuto una notizia dolorosa per la nostra comunità: ci ha lasciato Fedora Guerrieri, Mirella per le santacrocesi e i santacrocesi; ci ha lasciato per aver contratto il covid-19, perché non è vero che il virus è meno aggressivo, come si sente dire in giro, ci sono ancora contagiati con sintomi importanti e, purtroppo, si continua anche a morire di covid-19.

"Stavolta posso davvero dire, senza retorica, che con Mirella se ne va un pezzetto di noi, perché Mirella ha fatto nascere intere generazioni di bambine e bambini, me compresa: per oltre sessanta anni ha portato avanti la sua carriera di ostetrica, accompagnando le donne del nostro paese nell’avventura più straordinaria della vita, l’esperienza del parto e del diventare mamme. Proprio lo scorso anno, in occasione dell’8 marzo le avevamo dato un riconoscimento a nome della nostra comunità per il lavoro di una vita, un lavoro di donna al fianco delle donne. Sono sicura che ognuno di noi rivolgerà un pensiero a lei nelle prossime ore, pur non potendolo fare di persona, e ognuno di noi conserverà la sua immagine di professionista sicura, caratterizzata da una solida umanità, che si scioglieva in grandi abbracci e sorrisi ogni volta che incontrava per strada tutte le sue bambine e i suoi bambini, come amava chiamarci e ricordarci perché lei amava definirsi “la mamma di scorta”.
Ciao Mirella, Santa Croce sarà un po’ più sola senza di te".

"Mirella" aveva ricevuto diversi premi per la sua attività straordinaria.

Redazione Nove da Firenze