Corecom: l'accesso a Internet è un diritto fondamentale

La Toscana tra le regioni meno digitalizzate secondo il PMI Digital Index 2020. Lettera aperta di Enzo Brogi ai candidati alla presidenza: "Date spazio e visibilità a questo tema nei programmi e nel dibattito in campagna elettorale". Il 23 luglio partono i lavori per la connessione veloce a Terricciola, Capannoli e Vecchiano


Firenze- Tra le regioni meno digitalizzate spunta la Toscana, con Massa Carrara e Arezzo tra le province in maggiore difficoltà, seguita dalla Sicilia e dall’Abruzzo. Tuttavia i margini di miglioramento sono ancora molto ampi. È quanto emerge dalla seconda edizione del PMI Digital Index 2020 stilato da GoDaddy Inc. (NYSE: GDDY) che, con oltre 19 milioni di clienti, è il più grande provider al mondo di domini e supporta gli imprenditori di tutti i giorni, fornendo aiuto e strumenti necessari per avere successo online. Le regioni meno digitalizzate per il PMI Digital Index 2020 sono dunque Toscana, Sicilia e AbruzzoLe province con più difficoltà sono invece quelle di Massa-Carrara, Arezzo e Chieti.

Non è un caso che il Corecom della Toscana rende pubblica la lettera aperta rivolta ai candidati alla presidenza della Regione Toscana, in vista delle prossime elezioni. "L’emergenza sanitaria che ha colpito il nostro Paese ha evidenziato, tra tante altre cose, la centralità del diritto alla connessione alla rete come presupposto necessario e irrinunciabile di cittadinanza", si legge nella lettera del Comitato regionale per le comunicazioni, firmata dal presidente Enzo Brogi. "Considerare l’accesso ad Internet come un diritto fondamentale della persona e condizione per il suo pieno sviluppo individuale e sociale è sempre più compito della politica, non solo come condizione teorica di collegamento alla rete, ma anche e soprattutto come possibilità sostanziale e adeguata alle necessità di lavoro, studio, accesso all’informazione. Questo significa garantire condizioni di parità a tutti i cittadini, senza distinzioni legate al genere, alle condizioni economiche, alla salute o alla zona di residenza". Di qui, l'appello rivolto a tutti i candidati, "affinché diano ampio spazio e visibilità a questo tema nei propri programmi e nel dibattito che si svilupperà nel corso della prossima campagna elettorale, con proposte che tengano conto aspetti sociali, economici e culturali del nostro territorio". La Regione Toscana, scrive ancora Brogi, ha lavorato "intensamente su questo fronte" negli ultimi anni, "impegnandosi direttamente, spesso a fianco di sindaci e cittadini". Restano tuttavia alcune criticità, "legate in particolare ad aree montane o comunque isolate, che necessitano di un piano di interventi mirato ad una ulteriore riduzione del digital divide".

Continuano ad aprirsi, intanto, i cantieri della banda ultralarga, per consentire anche a chi abita in frazioni più isolate di poter navigare veloci su internet fino a mille megabit al secondo. Giovedì 23 luglio sarà la volta di Terricciola, Capannoli e Vecchiano nel pisano. I lavori, finanziati dalla Regione Toscana, rientrano nella gara che ha vinto Open Fiber e che permetterà di realizzare una rete pubblica in fibra ottica che l’azienda, che l’avrà in concessione per venti anni, metterà a disposizione degli operatori privati interessati. La Toscana è stata tra le prime in Italia ad impegnare risorse pubbliche e a mettersi al lavoro per portare la banda larga e poi la banda ultralarga nelle cosiddette ‘aree bianche’, ovvero i territori dove, per i i pochi abitanti, la distanza e la scarsa presenza di aziende, gli operatori privati hanno deciso (e dichiarato) di non voler investire. I lavori realizzati da Open Fiber, finanziati con 55 milioni di risorse regionali, permetteranno di realizzare una infrastruttura che ne vale duecento.

Redazione Nove da Firenze