Contributo di Bonifica: ecco chi si oppone al pagamento

I consiglieri di Forza Italia e Fratelli d'Italia in Regione e Comune si mettono a disposizione dei cittadini che stanno ricevendo in questi giorni i bollettini 


Il pagamento del tributo ha scatenato polemiche in tutta la regione, è il tema dell'estate: pagare o non pagare il Contributo di Bonifica?
Se le opposizioni scalpitano per fornire ai contribuenti gli strumenti per opporsi, i sindaci dei comuni interessati si sono stretti attorno al presidente  del Consorzio Marco Bottino che continua a ricevere attestati di stima e si dice convinto di poter proseguire serenamente un'opera utile al di là di ogni ragionevole dubbio.
Ma esiste oppure no quel "beneficio" che i contribuenti trarrebbero dal lavoro svolto lungo i corsi d'acqua e nei terreni assegnati ai tecnici consortili?

In tanti hanno aperto gli occhi per la prima volta sui Consorzi di bonifica, scoprendo l'esistenza e le mansioni. Qualcuno si è spinto oltre, approfondendo la querelle toscana che ha visto anni infuocati trascorsi attorno alla formazione dei vertici consortili, a partire dalle elezioni "dai costi esorbitanti" poco partecipate.

Facile, secondo alcuni, parlare di "tributo ingiusto" in tempi di pace, ma si tratta di una pace apparente visto che sia la siccità che le alluvioni interessano in egual modo un territorio sensibile ed instabile come la Toscana dove spesso i geologi sono costretti ad usare l'evidenziatore e mettere voti negativi a chi non si interessa di prevenzione o non  affida agli esperti la gestione delle opere idrogeologiche propedeutiche a qualsiasi scelta politica.

Altro aspetto, parallelo e complementare al punto di vista tecnico è quello amministrativo. La regolamentazione è cambiata nel 2016 durante le vacanze di Natale e la pubblicazione della normativa a Marzo non sembra essere stata recepita dalla cittadinanza che in molti casi ha scoperto di dover pagare per la prima volta con il bollettino inviato a luglio 2017.

Nel dibattito entrano i consiglieri comunali di Forza Italia Jacopo Cellai, Mario Razzanelli e Mario Tenerani, il consigliere regionale di Forza Italia Marco Stella ed il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Francesco Torselli che da Palazzo Vecchio intendono intraprendere nelle prossime settimane un percorso verso l'abolizione dei Consorzi di bonifica con la discussione in Consiglio regionale di una Mozione presentata dal vicepresidente Stella.

Per il momento invitano i cittadini ad aspettare per il pagamento visto che "la scadenza non è il 31 luglio ma si può pagare entro i prossimi 120 giorni".

“In Italia abbiamo circa 127 consorzi di bonifica, enti nati in epoca fascista che andrebbero aboliti per trasferire le competenze alle Regioni - sottolinea Mario Razzanelli - Il solo costo di gestione dell'ente Consorzio di Bonifica Medio Val d'Arno ammonta a 10 milioni di euro, di cui 8 milioni solo per il personale; moltiplicando tale valore per tutti i 127 enti nazionali si supera abbondantemente il miliardo. Chiudendoli si otterrebbe un risparmio di risorse che le Regioni potrebbero usare per effettuare i lavori di bonifica. Non sosteniamo che questi lavori non debbano essere eseguiti ma che non vi sia nessun bisogno che a coordinarli sia un ente terzo. Se allo stato attuale all'interno dei consorzi ci sono degli operai specializzati deputati a occuparsi degli argini e dei fiumi costoro dovrebbero essere trasferiti all'ente regionale. Dopo l'arrivo del bollettino con la nuova tassa io ho deciso di non pagare – aggiunge Mario Razzanelli – e di affidare il mio personale ricorso all'avvocato Giovanni Dirindelli che ha già sostenuto azioni legali contro i consorzi di bonifica toscani. Insieme come centrodestra vogliamo poi dare la possibilità a tutti i cittadini di ricorrere in giudizio con un ricorso collettivo” conclude Razzanelli.

“Forza Italia – ha detto il capogruppo in Comune Jacopo Cellai – evidenzia una lacuna profonda. Nessuno di chi governa in Comune ed in Regione è stato fino ad ora capace di spiegare adeguatamente cosa stava succedendo e perché si dovrebbe pagare questa nuova tassa. Ci sarebbe stato tutto il tempo per avvertire i cittadini sul perché cambiavano i numeri, perché andava a crescere il numero dei contribuenti, perché c'erano nuovi meccanismi di calcolo che portavano numeri diversi rispetto al passato per chi già pagava questa tassa, perché ci si affidava al catasto. Si è giocato sull'ignoranza dei cittadini. Si è, inoltre, innestata la questione su cosa fanno i Consorzi di bonifica. Ci viene chiesta una nuova tassa – si domanda Cellai – per fare cosa? Anche su questo non c'è stata chiarezza. Credo che i cittadini avrebbero gradito una lettera dove si spiegava cosa è stato fatto cosa s'intenda fare. Infine non capiamo se questi Consorzi sono una realtà a sé oppure sono controllati dagli enti direttamente collegati”.

“Ci hanno provato. Nella speranza che i cittadini non se n'accorgessero. Hanno mandato – ha proseguito il consigliere regionale Marco Stella – ben 181 mila bollettini in più rispetto allo scorso anno ai cittadini. Questo è inaccettabile. In Consiglio regionale è in discussione una mozione per l'abolizione dei Consorzi di bonifica. Mi auguro che il PD voti la mozione visto che anche Matteo Renzi, nel 2014, chiese l'abolizione dei Consorzi ed in Parlamento sono state depositate tre proposte di legge che vanno in questo stesso senso. Ci siamo sentiti presi in giro dallo stesso presidente del Consorzio che prima ci dice che è sbagliata la dicitura contributo volontario e poi afferma che la data del 31 luglio non è perentoria ma vengono messi a disposizione altri quattro mesi per pagare la tassa. Il presidente ci dice che erano stati stanziati in bilancio 350 mila Euro che dovevano servire per avvertire i contribuenti che, invece, sono stati avvertiti solo attraverso il bollettino da pagare. Inoltre – aggiunge Stella – scopriamo che se arriva un bollettino da pagare da 20 euro, solo 8 serviranno per ripulire il fiume e gli altri 12 serviranno per far andare avanti il carrozzone. Ecco perché questi Consorzi vanno chiusi e chiedere alla Regione di riprendersi in carico le competenze”.
“In questa vicenda – prosegue Mario Tenerani – c'è stato l'inghippo. Sono stati mandati questi bollettini confidando nell'ignoranza dei cittadini. Per questo chiediamo a tutti di aspettare a pagare”.

“Fratelli d'Italia e Forza Italia – conclude Francesco Torselli – mettono a disposizione dei cittadini tutti gli strumenti necessari per opporsi a questa tassa ingiusta: dai legali al sito internet www.tasseingiuste.it, sul quale ci si può iscrivere per avviare le procedure di ricorso. Inoltre ci sono le segreterie dei gruppi regionali e comunali: non è vero che questa tassa va pagata entro il 31 luglio, contattateci, portateci personalmente l'avviso che vi hanno mandato e studieremo insieme come opporsi a questa ingiustizia studiata alle spalle dei cittadini”.

La Class Action sarebbe inammissibile? "A differenza di quanto è stato scritto e sostenuto in questi giorni - precisa l'avvocato Giovanni Dirindelli - sulla class action tributaria esiste una sentenza della Cassazione che supera le decisioni precedenti e che ne riconosce l'assoluta ammissibilità. Nel merito invece del contributo volontario richiesto a luglio anche a tutti i proprietari fiorentini bisogna far riferimento alla nuova Legge Regionale Toscana n. 79/2012, la quale prevede l'approvazione preventiva di una serie di atti amministrativi ai fini di una corretta imposizione oltre che del rispetto di criteri oggettivi: da un lato è necessario che vengano certificati effettivi interventi di bonifica, dall'altro bisogna individuare il perimetro di contribuenza, vale a dire quali sono le proprietà interessate dagli interventi di bonifica, quali ne ricevono un effettivo vantaggio e in che misura. Solo così si possono stilare gli indici di contribuenza".
Sulla possibilità di ricorrere in giudizio l'avvocato Dirindelli precisa: "Purtroppo spesso non c'è comunicazione tra Ente impositore e Agente riscossore, quindi può capitare che a fronte di giudizi in corso di svolgimento per gli avvisi bonari di pagamento, i contribuenti ricevano anche le cartelle di pagamento il che implica la necessità di dover impugnare anche questi ultimi atti per scongiurare esecuzioni forzate".

Redazione Nove da Firenze