Chiude piazza della Libertà: lavori in corso

Quattro mesi di cantieri per un investimento di 350mila Euro


La piazza è stata delimitata da una recinzione arancione per il cantiere che durerà 120 giorni, per poter effettuare l'attraversamento tocca costeggiare la strada.

Nei giorni scorsi sono state aggiornate le valutazioni di stabilità su tutti gli alberi ed eseguiti gli interventi di messa in sicurezza delle piante.
 Il progetto prevede la sistemazione delle pavimentazioni, in pietra e in asfalto: in corrispondenza dell’anello dei lecci sarà demolito l’asfalto e steso stabilizzato di cava, delimitato da un cordolo in pietra. La diminuzione dello strato impermeabile permetterà una migliore protezione degli alberi, consentendo maggior respiro alle radici e riducendo il flusso d’acqua immesso in fognatura. In questo anello verranno anche rimossi i cordonati in pietra che soffocano la base delle piante e ne impediscono il corretto sviluppo. Al loro posto verranno invece inserite delle griglie in ghisa di protezione. Nell’anello pavimentato in pietra le lastre sconnesse verranno smontate e rimontate, con lo stesso schema, dopo una rilavorazione a scanalature, per offrire maggiore aderenza al camminamento.

Non potendo ripristinare l’antica pavimentazione in ghiaia, per problemi di uso e manutenzione, il resto del piazzale e dei percorsi in asfalto saranno ripavimentati con materiale ecologico drenante il cui colore sarà scelto insieme ai tecnici della soprintendenza. Per individuare un unico e più sicuro passaggio dei ciclisti, si provvederà a segnalare il passaggio della pista ciclabile con una colorazione diversa della pavimentazione ecologica drenante.
I lavori prevedono anche la manutenzione delle fogne con la sostituzione delle parti non più funzionanti. La vecchia fogna in muratura lungo il bordo verrà scoperchiata, ispezionata e recuperata, ove possibile, con interventi di restauro. Controlli saranno eseguiti all’impianto di irrigazione, alla fontana e alle panchine in pietra. Queste ultime saranno restaurate, o sostituite, laddove non sarà possibile il recupero, con elementi uguali e dello stesso materiale.

Redazione Nove da Firenze