Caso Uncem, commissione d'inchiesta in Regione Toscana

 Il presidente del Consiglio, Giani: “Porterà trasparenza, analisi dei fatti, obiettività: sarà al servizio di tutta la Toscana”


Dopo l'arresto operato dalla Guardia di Finanza ai danni dell'ex presidente Oreste Giurlani, i conti della Unione dei comuni montani della Toscana sono finiti sotto la lente dell'opinione pubblica dopo essere stati spulciati per anni dal consigliere regionale Giovanni Donzelli e dalla ex consigliera Marina Staccioli.

 “È stato un atto unitario, che porterà trasparenza, analisi dei fatti, obiettività; sarà al servizio di tutta la Toscana”. È quanto annunciato dal presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, al termine della seduta dell’ufficio di presidenza che oggi pomeriggio ha deliberato all’unanimità l’istituzione della commissione di inchiesta su Uncem, finalizzata alla “verifica e al controllo della modalità di spesa e di rendicontazione da parte di Uncem Toscana dei fondi pubblici erogati tramite la Regione Toscana, al fine di verificare i rapporti tra la Regione Toscana e Uncem Toscana”. “Auspichiamo un confronto corretto e sereno e la possibilità di una relazione unitaria”, ha aggiunto Giani.

Il presidente ha incontrato i giornalisti accompagnato da altri due componenti dell’ufficio di presidenza:Giovanni Donzelli, FdI, che aveva presentato le firme per la costituzione della commissione di inchiesta fin dalla seduta d’aula di ieri sera, e Antonio Mazzeo. Entrambi, ha ricordato Giani, si sono adoperati “con atti concreti e in tempi non sospetti”, quando ancora “non si poteva presagire quello che poi è venuto fuori”. Nel caso di Donzelli per “i rilievi posti”; nel caso di Mazzeo perché “da esponente pd e vicesegretario pd aveva provocato rinnovamento degli organismi Uncem”.

Con la commissione di inchiesta, ha concluso Giani, “andremo fino in fondo ad analizzare i rapporti tra la Regione, che per quanto ci riguarda ha agito in conformità di legge, e Uncem Toscana, rilevando la natura di capacità di spesa e di rendicontazione”. L’augurio è che questa attività possa “far emergere tutto con assoluta trasparenza nei confronti dei cittadini”.

A seguito del dibattito in Aula Marras ha ritirato la proposta di deliberazione dall’ordine del giorno d’aula, lasciandola però agli atti. Come chiarito dal presidente del Consiglio, Eugenio Giani, in base alla normativa le commissioni di inchiesta possono essere costituite con voto d’aula; o anche con la firma di almeno 9 consiglieri di minoranza e deliberazione dell’Ufficio di presidenza. Avendo entrambi (Donzelli e Marras) ritirato le proposte di deliberazione che sottoponevano al voto d’aula la costituzione della commissione di inchiesta su Uncem, è toccato all’Ufficio di presidenza deliberare sulla base delle firme depositate da Donzelli.
“Dovrà avvenire una concertazione di tutti i membri dell’ufficio di presidenza”, aveva ribadito Giani, “secondo le procedure ordinarie di decisione”. Il testo ritirato da Marras, aggiungeva Giani, “diventa patrimonio comune nel dibattito della deliberazione che farà l’Ufficio di presidenza”.

Il dibattito 

All’apertura dei lavori, dinanzi alla richiesta di iscrizione all’ordine del giorno di una proposta di deliberazione su Commissione di inchiesta Uncem da parte di Leonardo Marras (Pd), Giovanni Donzelli (FdI) ha replicato: “Premesso che non sono mai stato contrario a inserimenti di atti all’ordine del giorno, invito Marras a ripensarci, perché si tratta di un gesto di violenza incredibile, assolutamente grave”. “C’è da parte della maggioranza il tentativo di dar vita ad una sorta di contro-commissione, per affossare una richiesta legittima dei gruppi di minoranza, dopo il dibattito di ieri sera – ha continuato il consigliere – Non credo sia mai accaduta una cosa del genere né in Consiglio regionale né in Parlamento, se necessario riflettiamone insieme ai capigruppo”, ha quindi proposto Donzelli. Che ha ribadito la convinzione che la commissione di inchiesta non debba escludere a priori di indagare sulla legittimità delle erogazioni dalla Regione Toscana a Uncem Toscana.

“Nessuna volontà da parte nostra di istituire un’altra commissione di inchiesta e se vogliamo parlare di atti poco eleganti direi che ieri c’è stato uno sgarbo istituzionale”; parola del capogruppo Marras, che ha ricordato i passaggi della sera precedente, quando le opposizioni hanno poi preso un’altra strada: il deposito in Ufficio di Presidenza della richiesta di istituire la commissione di inchiestaper iniziativa dei consiglieri, con le firme richieste (almeno 9, sono 10).

“L’arroganza del Pd è davvero al limite – ha tuonato Giacomo Giannarelli (M5S) – il Regolamento non permette di fare un’altra commissione, da oggi è già istituita la commissione di inchiesta”. SecondoJacopo Alberti (Ln), l’Ufficio di presidenza non può che ratificare la presentazione delle firme da parte delle minoranze: “Registriamo però tutte le volte il tentativo della maggioranza di mettere il cappello, di mettere il sigillo su determinate questioni”. Per Tommaso Fattori (Sì Toscana a sinistra) “non ha senso continuare questo scontro, occorre seguire l’iter in corso, ovvero il deposito in Ufficio di presidenza della richiesta di commissione, presentata da dieci consiglieri”. “Se stabiliamo il principio che la maggioranza può indirizzare o modificare le richieste della minoranza si annulla un diritto garantito alle opposizioni”, ha sottolineato Donzelli e, in tema di sgarbo istituzionale, ha affermato rivolto ai banchi del Pd: “Noi non ci vogliamo far prendere in giro da voi”. Una cosa è certa: “Sono disposto a resistere, a non abbandonare l’aula fino a quando la commissione di inchiestanon sarà istituita”, ha aggiunto Donzelli.

“Mi unisco agli interventi dei consiglieri di opposizione e chiedo alla maggioranza di ritirare la proposta di delibera per istituire con voto consiliare la commissione di inchiesta”, ha affermato la consigliera Monica Pecori (Gruppo Misto).

Nel ricapitolare il tutto Marras, dopo aver annunciato il ritiro della delibera per il voto d’aula, ha ritenuto opportune alcune specificazioni: “Primo, sul programma di lavoro della commissione è richiesto l’assenso dei componenti; secondo, è chiaro che il bersaglio principe di tanti interventi di minoranza non è l’Uncem o Giurlani, ma il Pd, quindi non posso stare zitto; terzo, la commissione dovrà avere il compito di chiarire non la legittimità delle erogazioni a Uncem, che in quanto ente rappresentativo per legge aveva diritto a tali risorse, ma la corrispondenza tra tali assegnazioni di risorse ed il loro corretto impiego”. “Sarà il nostro rappresentante in commissione a esprimere questi principi”, ha concluso Marras. Claudio Borghi, portavoce dell’opposizione, prendendo atto del ritiro da parte di Marras, si è augurato un confronto costruttivo, “senza intervento di maggioranza sulle poche armi che i gruppi di minoranza hanno a disposizione”. A chiudere il dibattito il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani: “Prendo atto del ritiro del testo, che sarà comunque patrimonio comune in sede di Ufficio di presidenza, quando oggi pomeriggio andremo a deliberare sulla richiesta presentata da 10 consiglieri”, ha assicurato il presidente, che in sintesi ha ripercorso l’articolo 61 del Regolamento sulla istituzione delle Commissioni di inchiesta.

Redazione Nove da Firenze