Rubrica — L'Avvocato Risponde

Cambiare il proprio cognome: sono importanti le motivazioni

Ci occupiamo di un tema molto dibattuto, la normativa italiana è restrittiva, ma la procedura non è impossibile


Gentilissimo Avvocato Visciola,
avrei necessità di cambiare il mio cognome, posso farlo?


Gentile Signore,
per rispondere compiutamente alla sua domanda, dovrei conoscere le motivazioni che stanno alla base della sua richiesta. Non tutte le domande di cambiamento di cognome sono suscettibili di accoglimento, essendo la normativa vigente in Italia piuttosto restrittiva al riguardo e subordinandosi il tutto ad una autorizzazione del Prefetto.

L'art. 89 del d.P.R. 396/2000 dispone, infatti, che “...chiunque vuole cambiare il nome o aggiungere al proprio un altro nome ovvero vuole cambiare il cognome perché ridicolo o vergognoso o perché rivela origine naturale, deve farne domanda al prefetto della provincia del luogo di residenza o di quello nella cui circoscrizione è situato l'ufficio dello stato civile dove si trova l'atto di nascita al quale la richiesta si riferisce. Nella domanda si deve indicare la modificazione che si vuole apportare al nome o al cognome oppure il nome o il cognome che si intende assumere. In nessun caso può essere richiesta l'attribuzione di cognomi di importanza storica o comunque tali da indurre in errore circa l'appartenenza del richiedente a famiglie illustri o particolarmente note nel luogo in cui si trova l'atto di nascita del richiedente o nel luogo di sua residenza”.

La disposizione di cui sopra parrebbe restringere le ipotesi di cambiamento di cognome alle sole situazioni di cognomi ridicoli, vergognosi o rivelanti l'origine naturale. In realtà – parlo anche per esperienza professionale diretta – vi sono ipotesi apparentemente non direttamente riconducibili al testo normativo di cui sopra, ma nelle quali l'istanza potrà essere ugualmente accolta.
Decisiva, ai fini dell'accoglimento dell'istanza, è la motivazione posta alla base della medesima, che deve indicare l'eccezionalità della richiesta e la sua fondatezza in base a ragioni oggettivamente rilevanti. Come riconosciuto dalla giurisprudenza, la domanda di cambiamento di cognome, oltre che sulle cause tassative di legge, può essere motivata anche da intenti soggettivi ed atipici, purché meritevoli di tutela.
Sussiste, infatti, un ampio riconoscimento della facoltà di cambiare il proprio cognome, a fronte del quale la sfera di discrezionalità riservata alla pubblica amministrazione deve intendersi circoscritta alla individuazione delle ragioni di pubblico interesse che giustifichino il sacrificio dell'interesse privato del soggetto al cambiamento del proprio cognome, ritenuto anch'esso meritevole di tutela da parte dell'ordinamento giuridico (Consiglio di Stato, Sez I, 17 marzo 2004, n. 515/04).
Stante le ragioni di cui sopra, le consiglio pertanto di curare al massimo le motivazioni a supporto della istanza di cambiamento di cognome, avvalendosi dell'aiuto di un legale di sua fiducia.

Cordialmente,
Avv. Roberto Visciola

L'Avvocato Risponde — rubrica a cura di Roberto Visciola

Roberto Visciola

Roberto Visciola — Avvocato in Firenze, laureato col massimo dei voti e lode, socio fondatore dell'Unione nazionale avvocati per la mediazione, è autore di libri e pubblicazioni con importanti case editrici e riviste di settore, quali Cedam, Italia Oggi, Giustizia Civile, Gazzetta Notarile, Nuova Giuridica, Nuova Rassegna e Altalex. Svolge attività di consulenza e assistenza giudiziale e stragiudiziale principalmente nei settori del diritto amministrativo e civile, prediligendo i sistemi di ADR, quali mediazione e negoziazione assistita.

E-mail: robertovisciola@gmail.com