Volpi nel mirino a Siena, LAV pronta a denunciare chi ucciderà gli animali

L’associazione: “Chiesto alla Procura il sequestro preventivo delle volpi. Grave che Amministrazione e cacciatori siano dalla stessa parte”


ANIMALI —
“L’ufficio legale della LAV ha predisposto una denuncia nei confronti di coloro che si renderanno responsabili del massacro dei cuccioli di volpe nelle tane, chiedendo altresì il sequestro preventivo degli animali per impedire l’illecito massacro, in quanto la legge chiarisce che un conto è l’uccisione secondo i metodi previsti, diverso invece è far morire i cuccioli di inedia piuttosto che sbranati. Se proseguiranno nel loro intento sanguinario, troveranno sorprese poco gradevoli ad attenderli!”

Massimo Vitturi, responsabile del settore Caccia e fauna della LAV (www.lav.it), annuncia così la battaglia legale dell’associazione nei confronti della decisione della Provincia di Siena di dare il via alla caccia alle volpi in tana a partire dal 1°aprile.

“Spiace rilevare che l’assessore alla caccia della provincia di Siena, Anna Maria Betti, non sia in grado di cogliere le espressioni di preoccupazione che giungono dall’opinione pubblica nazionale per la sorte delle volpi che lei stessa ha avviato al massacro in maniera cruenta” afferma Vitturi, commentando la dichiarazione dell’assessore senese, secondo la quale la presa di posizione delle associazioni a favore delle volpi sia solo un atto strumentale, peraltro senza spiegare a beneficio di chi.

Affermazioni gravissime che non stupiscono la Lega Anti Vivisezione, che già nel 2010 costrinse la provincia di Siena a desistere da un identico provvedimento che prevedeva ancora una volta il massacro di centinaia di volpi innocenti.

“Le argomentazioni dell’assessore Betti, anche il vocabolario usato – spiega Vitturi - sono caratteristici del mondo venatorio che la stessa difende a spada tratta. Le volpi, insiste l’assessore, devono essere ammazzate perché si cibano di animali che i cacciatori vogliono fucilare in tutta tranquillità. Nessun dubbio, nessuna incertezza di carattere etico incrina minimamente il freddo ragionamento del burocrate senese: la legge le dà questo potere e lei non si pone alcun problema, quindi le volpi saranno ammazzate, piaccia o meno alle associazioni ed alle migliaia di cittadini che in questi giorni si stanno mobilitando in difesa degli animali!”



La partita, che vede schierati da una parte i cacciatori sostenuti da alcuni politici senesi e dall’altra i difensori delle volpi, che in tutta Italia in queste ore si stanno mobilitando contro il massacro, non è ancora chiusa.

I cacciatori, supportati dall’assessore provinciale Betti sono pronti. Armati di tutto punto, dal 1° aprile al 31 luglio libereranno i loro cani appositamente addestrati, che si infileranno nelle tane di volpe dove troveranno le madri intente ad accudire i loro piccoli. A quel punto scatterà una vera e propria lotta all’ultimo sangue che vedrà da una parte il cane aizzato ed addestrato ad uccidere, dall’altra una mamma stremata dal parto recente e dall’allattamento, che darà tutta sé stessa per difendere i suoi piccoli fino alla morte, fino a soccombere assieme ai suoi cuccioli, vittima sacrificale dell’ingordo appetito sanguinario dei cacciatori.

Redazione Nove da Firenze