Rubrica — Editoria Toscana

Anche Baggio e Toldo nel libro di Lyttleton sul calcio di rigore

Una carrellata di episodi e numeri per carpire il segreto del rigore perfetto. E non sono pochi i riferimenti a Firenze e la sua squadra.


In Curva Fiesole lo ricordano ancora come fosse accaduto qualche domenica fa.

Rigore a favore della Juventus, Roberto Baggio per anni paladino in maglia viola e rigorista della Vecchia Signora che lascia il compito del calcio dagli undici metri al compagno di squadra Luigi De Agostini. Silenzio irreale, il fischio dell’arbitro ed il portiere della Fiorentina che para il penalty.

Anche questo episodio trova spazio nel libro del giornalista inglese Ben Lyttleton dal titolo “Undici metri - Arte e psicologia del calcio di rigore”.

Una carrellata di episodi e numeri per carpire il segreto del rigore (e del rigorista) perfetto.

E non sono pochi i riferimenti in qualche modo legati a Firenze e la sua squadra.

Il “Divin Codino” trova nuovamente spazio nell’episodio della finale dei Mondiali USA 94, quando il suo tiro andò alto in cielo. Francesco Toldo, portiere che ha militato per otto stagioni con la viola prima di passare all’Inter, è ricordato per le prodezze compiute in occasione di Olanda-Italia match di semifinale a Euro 2000.

Un volume dove l’autore rivolgendosi a uomini di sport e studiosi di varie discipline (c’è molto spazio alla psicologia) cerca di scoprire come un calciatore debba comportarsi prima, durante e dopo un penalty. “Gli allenatori di alto profilo dicono che non ci si può allenare nei calci di rigore, e il motivo per cui lo dicono è che non hanno idea di come si faccia. Allenare, per loro, significa insegnare ai giocatori a fornire la migliore prestazione possibile in condizioni di stress, tutto qui: invece ci sono molte altre cose che puoi insegnare ai tuoi giocatori. Non mi piace la parola ‘psicologia’. L’allenatore è uno psicologo: se ti alleni adeguatamente, sarai forte a livello mentale. Se non lo fai, puoi chiamare tutti gli psicologi di questo mondo, ma se non sei abituato a fare una cosa, non ci riuscirai. Basta guardare Cristiano Ronaldo battere una punizione. Non puoi limitarti a pensare ‘quel ragazzo è un genio’. C’è molto di più, dietro quel tiro. Ha una tecnica fantastica, usa sempre la stessa metodologia di preparazione, di avvicinamento al pallone... Non si limita certo a incrociare le dita e chiedere che Dio gliela mandi buona. Si allena per ore e ore a calciarle. Per me questa è la base di tutto, eppure soffriamo ancora di questo blocco mentale, e per di più stiamo parlando del mondo degli allenatori professionisti” spiega infatti Clive Woodward, ex allenatore dell’Inghilterra campione del mondo di rugby, a Lyttleton.

Chiude il volume una ricca carrellata di aneddoti e la storia del calcio di rigore, chi lo inventò e com’è diventato lo strumento per decidere il vincitore di uno scontro diretto terminato in parità.

  • Ben Lyttleton
  • “Undici metri - Arte e psicologia del calcio di rigore”
  • TEA

Editoria Toscana — rubrica a cura di Stefano Romagnoli

Stefano Romagnoli

Stefano Romagnoli — Nato a Firenze, è giornalista pubblicista dal 2003. Ha lavorato per il network Metropoli e collaborato con il Corriere di Firenze ed il Nuovo Cittadino di Siena. Ha fondato Calciotoscano.it e collaborato con alcune radio toscane. Da qualche anno vive a lavora a Roma, occupandosi di sport e statistiche sul calcio

E-mail: stefanoromagnoli.75@gmail.com