Aeroporto di Firenze: vince la Piana ma la battaglia non finisce

Il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi sul decreto di Via: necessario "rinnovare il procedimento, ivi compresa la valutazione relativa all'eventuale istituzione di un osservatorio ambientale e alla sua composizione". Il sindaco di Sesto Falchi: "Giornata storica". Toscana Aeroporti non si arrende. Lotti: "Andremo avanti". Conti (Pisa): "Ora potenziare il Galilei, principale porta di accesso alla Toscana"


(DIRE) Firenze, 13 feb. -Il Consiglio di Stato respinge i ricorsi di Toscana Aeroporti sul decreto di Via dell'aeroporto di Peretola. Le sentenze della quarta sezione bocciano sia il ricorso principale che gli appelli incidentali contro la decisione del Tar della Toscana che aveva contestato un difetto di istruttoria e l'irragionevolezza del giudizio positivo espresso dai ministeri sul decreto di valutazione di impatto ambientale. Nella motivazione, i consiglieri di Stato, certificano che "l'illegitimità dei provvedimenti impugnati comporta la necessità di rinnovare il procedimento, ivi compresa la valutazione relativa all'eventuale istituzione di un osservatorio ambientale e alla sua composizione".

"È una giornata straordinaria, storica per Sesto e per tutta la Piana". La sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso presentato da Toscana Aeroporti contro la sentenza emessa dal Tar sul masterplan del nuovo aeroporto di Firenze, "mette la parola fine ad una vicenda che si è protratta troppo a lungo e che ha visto la politica venire meno ai propri compiti". Lo sottolinea il sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi, uno dei principali promotori della battaglia contro la nuova pista di Peretola.

I giudici, sottolinea rifacendosi al ricorso presentato nel 2018 al Tar toscano dai Comuni di Prato, Sesto, Campi Bisenzio, Calenzano, Carmignano, Poggio a Caiano, Signa e che ha innescato lo stop, "hanno riconosciuto la fondatezza delle ragioni portate avanti da sei comuni e delle preoccupazioni di quasi 400mila cittadini. Finalmente abbandoniamo un progetto incompatibile con il nostro territorio, in contraddizione con la sfida al cambiamento climatico, realizzato nell'interesse di pochi con tanti soldi pubblici". Ora, prosegue, "è tempo di restituire la parola alle comunità, di aprire una nuova pagina nella gestione del nostro territorio, di normalizzare i rapporti tra enti che in questi anni si sono fatti coinvolgere in un conflitto senza precedenti. È l'anno zero per il nostro territorio, è il coronamento di un impegno che ci siamo presi in campagna elettorale e che abbiamo onorato fino in fondo, con serietà, disponibilità al dialogo, visione di lungo periodo". Oggi, conclude, "festeggiamo insieme ai cittadini e ai comitati, ma già da domani dovremo essere capaci di ripartire, di restituire al parco della Piana il suo ruolo di elemento ordinatore e da lì impostare una strategia di sviluppo sostenibile e lungimirante".
(Dig/ Dire)

Toscana Aeroporti però non si arrende. L'ente gestore in una nota "prende atto della sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso presentato, tra gli altri, dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dal Ministero per i Beni Culturali, dell'Enac, dal Comune di Firenze, dalla Regione Toscana, dalla Città Metropolitana di Firenze e da Toscana Aeroporti in merito alla sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana n. 723 del 2019.

Nel pieno rispetto della sentenza odierna, ma al contempo nella ferma convinzione della necessità dell'aeroporto di Firenze di dotarsi di una nuova pista e di un nuovo terminal per rispondere alle evidenti criticità infrastrutturali dello scalo, Toscana Aeroporti verificherà le condizioni e le azioni da intraprendere insieme agli enti Competenti, in primis Enac, per portare avanti il progetto.

Ciò con la consapevolezza che il lavoro compiuto è stato realizzato seguendo i pareri e le indicazioni dei ministeri competenti e della competente commissione VIA, in virtù dei pareri positivi ottenuti dalla Commissione Nazionale VIA, del Ministero dell’Ambiente, del Ministero Beni Culturali e del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti".

Posizione condivisa dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi: "Aspettiamo di leggere le carte e poi daremo una risposta circostanziata. In ogni caso andremo avanti".

"Studieremo le motivazioni con grande attenzione. Ma quel che è chiaro è che il Consiglio di Stato non ha bocciato il progetto della nuova pista, ma la procedura di Via", evidenzia il sindaco di Firenze Dario Nardella.

"Oggi è una pessima giornata per chi si è sempre battuto per lo sviluppo dell'Aeroporto 'Amerigo Vespucci' di Firenze. Nella motivazione con cui il Consiglio di Stato boccia il ricorso di Toscana Aeroporti, si evidenzia 'la necessità di rinnovare il procedimento, ivi compresa la valutazione relativa all'eventuale istituzione di un osservatorio ambientale e alla sua composizione'. Bene, ripartiamo da qui e allo stesso tempo esprimiamo l'auspicio che tutti i soggetti pro Peretola coinvolti, ricorrano in Cassazione", afferma il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia). "Proprio ieri e l'altroieri - ricorda Stella - il 30% dei voli sono stati cancellati o dirottati su altri scali a causa del vento forte. Non è più pensabile andare avanti così, con 1.000 voli dirottati o soppressi ogni anno e decine di migliaia di passeggeri persi a causa di condizioni meteo avverse: sono numeri intollerabili per una Regione moderna. Per l'Amerigo Vespucci di Firenze è sempre più urgente procedere con la nuova pista da 2.400 metri, che eviterebbe queste complicazioni e questi danni per il sistema economico fiorentino e toscano. L'ammodernamento dello scalo fiorentino costituisce un bene pubblico irrinunciabile per le decine di migliaia di imprese attive in Toscana e un elemento indispensabile per i cittadini che vi lavorano, oltre che per i milioni di turisti che visitano ogni anno la nostra terra".

“Prendiamo atto della sentenza, che rispettiamo, ma resto fermamente convinto che l'aeroporto di Firenze abbia la necessità di dotarsi di una nuova pista. Così come abbiamo fatto fin qui, continueremo a lavorare accanto al Comune di Firenze e alla Regione Toscana affinché si possa finalmente realizzare questa fondamentale infrastruttura”, afferma in una nota l’on. Luca Lotti (Pd). “Leggeremo le motivazioni della sentenza, ma non c’è dubbio che andremo avanti” conclude Lotti.

Per Nicola Ciolini, consigliere regionale Pd, “alla luce della sentenza del Consiglio di Stato sull’iter per l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola, è arrivato il momento di instaurare un nuovo dialogo fra la Regione Toscana e tutti i Comuni della piana per ripensare l’organizzazione del sistema infrastrutturale e di tutela ambientale dell’area metropolitana”.

Chi è contro Firenze è anche contro Pisa e la Toscana. I numeri dimostrano che se calano i passeggeri a Firenze non aumentano quelli di Pisa ma ne guadagna lo scalo di Bologna. Bisogna andare avanti con il potenziamento dell’intero sistema aeroportuale toscano - dichiara il Consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi) - purtroppo si conferma che le cose la Sinistra potrebbe farle meglio, visto che dopo aver passato anni a preparare i documenti siamo arrivati a conclusioni affrettate e quasi improvvisate. Non solo. E’ evidente la grande spaccatura che c’è a Sinistra con il Presidente Rossi, che ribadisce la necessità di fare l’aeroporto, e parte della stessa Sinistra, che appoggia il candidato Giani, che invece esulta per il fallimento del potenziamento dello scalo di Peretola. Giani è soltanto il paravento di una coalizione che non sta in piedi, con forze inconciliabili fra di loro unite soltanto dall’opposizione a Meloni e Salvini”.

«La sinistra Toscana si dimostra per quello che è: incapace, anche tecnicamente oltre che politicamente, di dare un presente e un futuro di sviluppo alla nostra regione - commentano il Coordinatore regionale di Forza Italia onorevole Stefano Mugnai e il Capogruppo regionale Maurizio Marchetti - siamo alle solite: chi pensa e dice che la Toscana può avere uno sviluppo infrastrutturale ed economico con questo centrosinistra mente sapendo di mentire. Sono i fatti che lo dimostrano. E’ la storia che lo dimostra. E Giani abbia il buon gusto di tacere: lui fa parte a pieno titolo da decenni del sistema di potere della sinistra toscana che, avendo il controllo di tutti i livelli istituzionali, non è stata in grado di completare la Tirrenica, o la Due Mari, né di fare un piano rifiuti degno di questo nome. Men che meno, di mettere in sicurezza l’aeroporto di Firenze. Si vergognino e chiedano scusa».

"Con questa sentenza si ferma lo sviluppo della Toscana, si condannano migliaia di famiglie a vivere o meglio sopravvivere sotto le rotte degli aerei, si condannano gli abitanti delle Signe ad attendere altri anni prima di vedere realizzato il nuovo ponte e si rischiano conseguenze sul piano urbanistico di Firenze. La decisione di oggi non mette però assolutamente fine al progetto, si è persa solo una battaglia", commentano Paolo Gambaro e Benedetta Ammannati Amministratori di W la Nuova Pista.

In una nota Irene Galletti, consigliera regionale e candidata del Movimento 5 Stelle a presidente della Regione, evidenzia che a suo avviso è la vittoria di Davide contro Golia e che "Renzi e i suoi con la complicità di parte del Partito democratico hanno provato a forzare la mano per ottenere il via libera a un'opera inutile che avrebbe danneggiato il territorio attorno a Firenze, ma hanno trovato nei giudici baluardo invalicabile".

Domani alle 12,30 a Prato ci sarà una conferenza stampa dei sindaci "vincitori". "Le nostre preoccupazioni - afferma sulla sentenza Matteo Biffoni, sindaco laniero - sono sempre state fondate e le nostre richieste di chiarezza sono sempre state dettate dalla volontà di tutelare le nostre comunità. La richiesta del Comune di Prato di far parte dell'Osservatorio Ambientale, dove si sarebbe verificata l'ottemperanza di tutte le innumerevoli prescrizioni alla Via, era ben fondata. E' una richiesta che abbiamo fatto ben prima di ricorrere ai Tribunali a garanzia dei nostri territori". Biffoni ricorda come in ogni sede è stato chiesto di includere Prato (o un altro Comune della Piana interessato dall'infrastruttura) nell'Osservatorio ambientale, una richiesta evidentemente legittima. E a ribadirlo oggi è il Consiglio di Stato, dopo che era stato riconosciuto anche dalla sentenza del Tar il fatto che "la verifica dell'ottemperanza a dette condizioni non è stata demandata ai due Ministeri che hanno emesso il provvedimento di VIA, bensì ad un organismo (Osservatorio Ambientale) a composizione mista dove è presente (con diritto di voto) lo stesso proponente ENAC e senza di voto Toscana Aeroporti (e quindi il soggetto che gestisce l'aeroporto), mentre è stata esclusa dall'Osservatorio la presenza di ogni rappresentante dei Comuni, circostanza quest'ultima che di fatto ha impedito a dette amministrazioni di manifestare i rilievi sopra citati a seguito della presentazione dei progetti esecutivi". Oggi il Consiglio di Stato su questo specifico aspetto ha ribadito quanto sia "inutile ulteriormente indugiare su tale profilo atteso che l’illegittimità dei provvedimenti impugnati, per gli aspetti sostanziali già evidenziati, comporta la necessità di rinnovare il procedimento (ivi compresa la valutazione relativa all’eventuale istituzione di un Osservatorio Ambientale e alla sua composizione)".

Il Comune di Prato nel ricorso ha sottolineato come l'Osservatorio fosse composto in modo errato, senza prevedere la presenza delle Amministrazioni interessate dall'opera, e che oltretutto fosse stato chiamato a svolgere un'attività di controllo mentre la legge ne prevede il semplice ruolo di supporto all'attività di verifica del Ministero. Il CdS ribadisce ancora una volta come il masterplan non fosse adeguato, come hanno dimostrato le innumerevoli prescrizioni che di fatto stravolgevano il progetto complessivo. Alla luce della sentenza del Consiglio di Stato l'intero iter dovrà essere annullato.

Interviene anche il Comune di Pisa, con il sindaco Michele Conti: «La sentenza del Consiglio di Stato mette la parola fine sul potenziamento dello scalo fiorentino. Ne prendiamo atto, chiedendo a questo punto con maggior forza a Toscana Aeroporti di garantire gli investimenti programmati per l’Aeroporto Galilei di Pisa, che rimane la principale porta di accesso della Toscana. Lo scalo pisano ha tutte le caratteristiche per essere sviluppato, per la posizione geografica ottimale e per la costante crescita degli ultimi anni che può essere, a questo punto, sviluppata ulteriormente, non solo nell’interesse della nostra città ma di tutta la Regione. Questa vicenda, al netto della sentenza, certifica lo stato confusionale in cui da anni versa il centro sinistra in Toscana sul tema delle infrastrutture. Non riesce a farle e finisce per bloccare gli investimenti laddove necessari inseguendo strade impervie anche a dispetto della popolazione e degli enti locali».

“La sentenza del Consiglio di Stato - commentano il deputato fiorentino di Italia Viva Gabriele Toccafondi e il coordinatore cittadino Francesco Grazzini - arriva dopo un’odissea burocratica: nel 2014 è stato fatto partire l’iter della conformità urbanistica. Dopo due anni di riunioni, aggiustamenti, confronti e carte varie è arrivato l’ok, al quale è seguita la VIA (valutazione di impatto ambientale), approvata dopo che vari enti avevano posto 130 “condizioni” per l’arrivo in conferenza dei servizi. In conferenza dei servizi i 40 enti coinvolti, seguendo le indicazioni scaturite dalla VIA e dai Ministeri di ambiente, beni culturali e infrastrutture, avevano raggiunto un punto storico. Adesso, prima il Tar e poi il Consiglio di Stato ci dicono che si deve ripartire da zero? Il territorio fiorentino - proseguono - perde l’ennesimo treno dello sviluppo, economico ma anche sociale. Perché la nuova pista avrebbe certo portato posti di lavoro ma soprattutto avrebbe liberato gli oltre ventimila abitanti di peretola, Brozzi e Quaracchi dai fortissimi rumori dei sorvoli che li costringono ad interrompere le loro attività ad ogni passaggio di aereo a poche centinaia di metri dalle loro teste. Queste guerre di ricorsi danneggiano soltanto Firenze e i fiorentini. Ma noi non vogliamo arrenderci e crediamo che chi, come noi, vuole che la nostra città resti al passo delle altre grandi città europee debba, ora più che mai, chiederlo a gran voce", concludono i due esponenti di Italia Viva.

Redazione Nove da Firenze