One laptop per child: quanti toscani regalano PC usati ai bambini del terzo mondo


Nei giorni scorsi è stata ampiamente pubblicizzata l’iniziativa “One laptop per child” a cui l'Amministrazione Comunale di Firenze ha deciso di aderire, prima città europea. I giornali hanno parlato dell'acquisto da parte del Comune di 1.500 computer da 100$ a 180$ per finanziare il progetto con cui Nicholas Negroponte, il fondatore, intende combattere l'analfabetizzazione nel mondo e avvicinare i bambini alle nuove tecnologie.
Nove da Firenze ha raccontato la storia di Aleandro Pini, pensionato con la passione dell'informatica, che da solo, dal 2005, raccoglie PC usati a Bagno a Ripoli, li fa funzionare e poi li porta nel deserto ai ragazzi Saharawi. Ci ha scritto allora Maurizio Pertici del Gruppo Operativo Linux Empoli, per ricordare che l'Italia è piena di associazioni che più o meno si occupano di Trashware (così si chiama il recupero tramite software libero, dei computer dismessi per obsolescenza tecnologica, da donare per finalità sociali). E' una cosa molto diversa dal progetto di Negroponte (è un progetto educativo, non un semplice computer), ma quello che unisce è il software che sta alla base. Quel software libero che si chiama LINUX e non si compra "obbligatoriamente" insieme al computer, ma si "sceglie" di installarlo.
Anche ad Empoli il Golem di progetti ne ha portati avanti molti. Proprio in questi giorni con lla collaborazione con un'associazione hanno preparato una ventina di computer per il Congo. Il golem è una associazione di promozione sociale dal 2003 e si basa sull'opera volontaria e non retribuita dei propri associati. Fino adesso tutte le iniziative portate avanti sono state fatte con il contributo delle tessere associative o piccole donazioni. La sede dell'unità operativa detta "officina informatica" è all'interno del mercato ortofrutticolo di Avane (Empoli) ed aperta solo il martedi dopo le 21,30 spesso fino a tarda notte. La principale attività è divenuta proprio il trashware: "Purtroppo tutto non è recuperabile e ci si deve attenere a delle specifiche minime per l'hardware da donare abbiamo cercato di redigere anche un how to di come può essere gestita questa attività -spiega a Nove da Firenze Maurizio Pertici- Ma quel che che ci ha dato più soddisfazione sono proprio i bambini che utilizzano software libero e computer altrimenti destinati alla discarica".

Redazione Nove da Firenze