La battaglia di San Michele a Torri: uno degli scontri più cruenti in Italia tra forze alleate e nazifascisti


SCANDICCI – Sarà ricordata la battaglia di San Michele a Torri venerdì 4 agosto 2006, nel sessantaduesimo anniversario della Liberazione di Scandicci. Alla cerimonia, alle 11,30 alla Fattoria di San Michele, parteciperà l’Ambasciatore della Nuova Zelanda Julie Clare Mackenzie, invitata dal Sindaco Simone Gheri per rendere omaggio ai militari neozelandesi che nell’agosto del 1944 morirono sul versante della Val di Pesa delle colline di Scandicci, in una battaglia ricordata tra le più cruente in Italia tra forze alleate e nazifasciste, con oltre 1700 tra morti e feriti. Durante la cerimonia verrà inaugurato un cippo con la scritta “Il nostro ricordo e la nostra gratitudine ai soldati neozelandesi che su queste colline sacrificarono la loro vita, contribuirono a liberare le nostre città e il nostro pese dal nazifascismo, ci aiutarono a riconquistare la pace e la libertà – La città di Scandicci”, riportata anche nelle traduzioni in inglese e maori; lo stesso cippo, un’installazione in acciaio corten che raffigura stilizzato un uccello del paradiso, evoca uno dei simboli delle popolazioni maori. Alla cerimonia di inaugurazione sarà presente anche il picchetto in armi del 78° Battaglione Lupi di Toscana. “Ricordare la battaglia di San Michele”, ha detto il primo cittadino, “è il giusto riconoscimento di Scandicci per tutti gli uomini che dall’altra parte del mondo vennero qui a combattere, per la nostra libertà e per la nostra democrazia”. Sugli avvenimenti di quella battaglia lo scorso anno uscì il libro “San Michele, la battaglia dimenticata” di Claudio Biscarini edito da Centrolibro, che nella seconda edizione in presentazione proprio il 4 agosto al Castello dell’Acciaiolo è arricchito di nuove testimonianze e di nuove documentazioni fotografiche; circa 40 foto originali degli avvenimenti e del passaggio delle truppe alleate a Scandicci sono invece raccolte in una mostra fotografica al circolo Arci di San Michele. Nella battaglia di San Michele a Torri, definita la “piccola Cassino” per la violenza degli scontri, combatterono due delle più forti divisioni dell’esercito alleato e della wehrmacht, la seconda divisione neozelandese e la 29esima divisione Panzer Grenadier. Per decenni in Italia quella battaglia sulle colline sotto al Pian dei Cerri è stata archiviata come uno tra i tanti combattimenti tra alleati e tedeschi, nel panorama complessivo della campagna dell’estate 1944 in Toscana; in Nuova Zelanda il sacrificio di tanti soldati comandati dal generale Freytag viene invece ricordato durante il San Michele day. I soldati neozelandesi combatterono per quindici giorni le truppe tedesche che erano impegnate, a nord del fiume Pesa, nella strategia della “difesa aggressiva” voluta dal comandante Kesselring, per rallentare l’avanzata alleata e consentire la costruzione della linea Gotica sugli Appennini; la battaglia fu combattuta in terra, anche all’arma bianca, e dal cielo, ed infine vinta dalle truppe neozelandesi. A quel punto le truppe alleate ebbero strada libera verso Scandicci, che fu liberata il 4 agosto del 1944, e verso Firenze, dove i nazifascisti furono sconfitti definitivamente l’11 agosto. Al Cimitero militare del Commonwealth al Girone sono sepolti circa 350 soldati neozelandesi che combatterono nella Val di Pesa. Per ricostruire minuziosamente questa storia nel volume “San Michele, la battaglia dimenticata”, lo storico toscano Claudio Biscarini si è basato sui dati riportati nelle carte militari originali e sul diario di guerra del generale neozelandese Freytag.

Redazione Nove da Firenze