venerdì 31 ottobre 2014

E' MORTO GINO BARTALI

E' MORTO OGGI GINO BARTALI, IL GRANDE CAMPIONE DEL CICISMO CHE CON FAUSTO COPPI DIVISE L'IATLIA A META'.
e' MORTO A PONTE A EMA, LA CITTADINA DOVE ERA NATO E SEMPRE VISSUTO. "GINETTACCIO" ERA NATO IL 18 LUGLIO DEL 1914.
LA SUA LUNGA CARRIERA SPORTIVA SI E' GLORIATA DI 171 VITTORIE. E' STATO QUATTRO VOLTE CAMPIONE D'ITALIA.
LA RIVALITA' FRA COPPI E BARTALI E' ENTRATA NELLA LEGGENDA SPORTIVA ITALIANA. RICORDEREMO SEMPRE LE IMMAGINI IN BIANCO E NERO DEI DUE AMICI-NEMICI CHE SI SCAMBIANO UNA BORRACCIA D'ACQUA IN UN FAMOSO GIRO D'ITALIA. NON SI E' MAI SAPUTO CHI DEI DUE AVESSE OFFERTO L'ACQUA ALL'ALTRO. PER ANNI HANNO GIOCATO TUTTI E DUE SU QUESTO PARTICOLARE.
il Consiglio comunale di Firenze ha espresso il suo grande cordoglio per la morte di Gino Bartali. «Va presto realizzato il museo al quale Gino teneva molto» ha detto il Presidente del Consiglio comunale Alberto Brasca che ha ricordato Bartali come «un grande campione del ciclismo e della vita sociale». «Purtroppo Bartali - ha spiegato Brasca - è stato profeta perché anche me personalmente ha più volte ripetuto “questo museo lo farete dopo che sono morto”». «Questo museo - ha ripetuto Brasca - va assolutamente fatto». Il consigliere di Forza Italia Massimo Pieri ha proposto di istituire un premio speciale alla sua memoria da abbinare al Giro d’Italia. «Si potrebbe addirittura premiare con una maglia intitolata a Bartali - ha spiegato Pieri - il ciclista più “combattivo” del Giro, per ricordare lo spirito del “Ginettaccio”». «Con la scomparsa di questo grande campione - ha detto il capogruppo del CCD Federico Tondi - se ne va anche un pezzo di storia italiana, non solo sportiva ma anche politica. La vittoria al Tour de France del 1948 è da tutti unanimemente ricordata come l’avvenimento che salvò l’Italia dalla guerra civile». Tondi ha anche proposto di intitolare alla memoria di Bartali il Velodromo di Firenze che sarà presto ristrutturato. Massimo Mattei, vicecapogruppo dei Ds ha chiesto che «senza far passare troppo tempo una strada di Firenze venga intitolata ad uno dei più grandi ciclisti della storia di questo meraviglioso sport». «La notizia della morte di Bartali - ha aggiunto Mattei - giunge in un momento particolarmente difficile per questo sport minato dal doping e da ombre che lo allontanano sempre di più dalla sana passione sportiva. Bartali era un’altra cosa: era ancora lo sport romantico, la fatica vera e dura e la lealtà sportiva». Anche Luca Pettini, dei Comunisti Italiani, si è detto d’accordo per intitolare a Bartali una strada di Firenze. «Sono addolorato per la scomparsa di questo grande personaggio - ha aggiunto Pettini - che ha rappresentato uno sport in un momento in cui il ciclismo era la passione di un intero paese e soprattutto delle classi popolari». «Le grandi doti umane prima ancora che sportive di Bartali - ha sottolineato il Vice Presidente della Commissione sport Graziano Grazzini - hanno segnato Firenze di cui il mitico “Ginettaccio” è stato ambasciatore. Gli siamo grati con la consapevolezza che Firenze ed il mondo hanno urgente necessità di uomini come lui». «Oltre ad essere stato un modello per tutto lo sport - ha rilevato la consigliera di Alleanza Nazionale Gaia Checcucci - Bartali è stato anche un esempio di “fiorentinità”». «Al di là di tutte le iniziative che saranno realizzate - ha concluso la Checcucci - da subito sarebbe giusto dare un sostegno al museo che porta il suo nome». «La figura di Gino Bartali e quello che ha rappresentato per Firenze - ha proposto il capogruppo di Rinnovamento Italiano Vittorio Foti - dovrà essere ricordata in un apposito consiglio comunale, senza retorica, come avrebbe voluto del resto “Ginettaccio”». Foti ha anche proposto che «il Comune di Firenze premi con una medaglia il vincitore della tappa del Giro d’Italia che passerà in Toscana».
"La scomparsa di Gino Bartali -scrive il sindaco di Firenze Domenici- mi addolora e mi rattrista profondamente. Per i fiorentini parlare di Bartali significa pensare ad una ‘leggenda’. Non riesco a immaginare che una figura come “Ginettaccio” non sia più con noi. Senza voler fare del campanilismo a tutti i costi è però inutile negare che il suo nome evoca sensazioni, sentimenti, fatti ed eventi che vanno oltre lo sport. Basti pensare che la sua vittoria al Tour de France del 1948 secondo molti commentatori, contribuì a evitare una vera e propria sommossa popolare per l’attentato a Palmiro Togliatti. Poi le mitiche sfide con l’amico-rivale Fausto Coppi. Di Bartali si ricordano le sue grandi vittorie: 3 giri d’Italia, 2 Tour de France, 4 Milano-Sanremo, 4 campionati italiani e l’elenco sarebbe lunghissimo. Da qualche tempo abbiamo confermato l’impegno dell’Amministrazione Comunale per il museo in suo onore dove saranno raccolti gli oggetti più significativi della carriera del campione: biciclette, maglie, coppe, trofei, foto e ritagli di giornale. Un atto doveroso della città di Firenze per uno dei suoi più grandi campioni. Un’anteprima molto parziale, ma che rende ampiamente l’idea, l’ho potuta toccare con mano nel luglio scorso. Da poco ero stato eletto sindaco di Firenze e fui invitato, nella sede del Quartiere 3, alla festa per l’85° compleanno di Bartali. In quell’occasione mi resi ancora più conto del grande entusiasmo della gente attorno a quest’uomo. Del suo grande carisma, della sua grande vitalità e della sua immancabile lingua tagliente, che lo hanno reso famoso in Italia e fuori. Alla famiglia desidero esprimere il cordoglio della città di Firenze e mio personale".
"Con profonda costernazione e rammarico -afferma l'assessore allo sport del Comune di Firenze, Eugenio Giani- apprendo che è venuto a mancare Gino Bartali, un uomo che costituiva per i fiorentini l’emblema della storia sportiva di questo secolo. Una persona di grandi qualità umane oltrechè sportive. Un atleta che ha identificato i propri successi con situazioni delicate della storia del nostro Paese. Basti pensare che col suo trionfo al Tour de France riuscì a placare il clima in Italia a seguito dell’attentato a Palmiro Togliatti. Accanto a questo mi preme sottolineare l’attaccamento a Firenze e al quartiere di Ponte a Ema dove Bartali era nato. Proprio lì sorgerà il museo della storia del ciclismo e della bicicletta che porterà il suo nome. Il regalo più bello che potremo fare nel ricordarlo è il collocamento della prima pietra e la successiva inaugurazione del museo che pensiamo possa essere possibile entro la fine del prossimo anno. A nome mio personale e dell’Amministrazione Comunale esprimo tutto il cordoglio alla famiglia per questa dolorosa perdita che ci rattrista sia come sportivi che come cittadini di Firenze".

Redazione Nove da Firenze