Una vita alla Leggiero: storia dell'immobiliarista scomparso

Si riparla della vicenda dell'imprenditore napoletano trapiantato Firenze, che abbiamo rintracciato a Dubai

Nicola
Nicola Novelli
26 dicembre 2021 07:12
Una vita alla Leggiero: storia dell'immobiliarista scomparso

Un mese fa Nove da Firenze lo ha raggiunto via internet negli Emirati Arabi Uniti, dove risiede da un anno dopo che numerose indagini giudiziarie lo hanno messo nel mirino di diverse procure italiane. A Dubai ha concluso il primo investimento in una torre sul mare. Ha aperto tre attività, una di trading immobiliare e una di sviluppo, diversificando con accessori moda di lusso.

Ma come mai Salvatore Leggiero è finito in Medio oriente, lui che a lungo  è stato considerato uno degli operatori  più vivaci sul mercato immobiliare di Firenze?

Nell'intervista rilasciata a Nove da Firenze Leggiero spiega di non essersi rifugiato a Dubai, ma semplicemente trasferito lì da Londra, come risulta dall'albo degli expat, per dedicarsi a progetti finanziari più grandi e guardare oltre i procedimenti giudiziari in corso.

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A Milano infatti la sua società Leggiero Real Estate è in amministrazione controllata. Il bilancio 2020 documentava una perdita di € 17 milioni, con il patrimonio netto scesi a -10 milioni euro, in conseguenza dalla svalutazione di tutte le partecipazioni, come si evince da una visura camerale. A gennaio 2021 ha presentato domanda di concordato preventivo con riserva, ma a ottobre il Tribunale di Milano ha dichiarato improcedibile il concordato.

Al Tribunale di Firenze ha un procedimento penale in corso per bancarotta fraudolenta che avrebbe messo in atto gestendo la sua Apartament Rental Srl. Leggiero ribatte che la società era stata venduta. Il fallimento sarebbe stato dichiarato esclusivamente per un errore formale dell’ultimo proprietario, nonché amministratore unico, che aveva acquistato la società. Tuttavia il pubblico ministero lo presume amministratore di fatto, anche se in questa società non ha mai ricoperto ruoli formalizzati.

Sempre a Firenze gli è stata comminata una condanna in primo grado a due anni e tre mesi per false fatturazioni nella contabilità della ristrutturazione di Palazzo del Re (che era stato una sede dell’INPS). Nel 2011 l'immobile era stato acquisito per 11 milioni di euro e poi ristrutturato con altri 7,5 milioni di euro.

Secondo l’accusa, rappresentata dalla p.m. Christine Von Borries, una spesa a bilancio per € 200 mila è attribuibile a lavori eseguiti a casa di Leggiero in via Ghibellina, e presuntamente svolti a Palazzo Santarelli in via Vecchietti, al solo fine di addebitarne il costo anche ai soci dell’affare immobiliare. Leggiero ha rivolto appello contro la sentenza di primo grado,

Un contenzioso legale lo impegna anche per l'Hotel Columbus, una struttura sulla riva destra dell’Arno, in pieno centro storico ma circondata da spazi verdi e giardini. Dopo la sottoscrizione di un preliminare, Leggiero è sospettato di aver contestato l’atto strumentalmente, con la deliberata intenzione di paralizzare l’operazione immobiliare e costringere i soci in affari ad accettare di pagare oltre mezzo milione di euro per farlo uscire l’affare speculativo. Anche in questo caso Leggiero nega che ci siano contenziosi in essere su una vicenda conclusasi tre anni fa, con buona pace di tutte le parti coinvolte.

Caso eclatante la ristrutturazione del Grand hotel Majestic in piazza dell’Unita a Firenze. I soci in affari hanno pagato per farlo uscire dall’operazione immobiliare e rinunciato a un contenzioso civile nei suoi confronti, dopo che solo loro avevano finanziato l'operazione con oltre 25 milioni di euro.

“Sono felice di averlo esautorato dai nostri progetti -confessa a Nove da Firenze l’ex socio in affari Roberto Puccini, amministratore unico della Majestic Srl- peccato che per farlo fummo costretti a vendere palazzo degli Angeli, ma era più importante farlo uscire dalla società che avevamo costituito con lui”. Puccini si riferisce all’immobile in Calimala, poi rivenduto a investitori stranieri pur di liquidare la “presenza scomoda” di Leggiero.

L'imprenditore napoletano la vede in tutt'altro modo: "Molto probabilmente il fatto che sia riuscito a continuare da solo e non li abbia più coinvolti nei miei business li ha sconvolti. Forse si erano illusi che il loro ruolo fosse determinante per sviluppare i business che gli proponevo e che senza di loro non sarei stato capace di andare avanti ma, come è dimostrato, si sono sbagliati".

Leggiero è sotto processo a Bari per concorso in bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio, in concorso con gli ex vertici della Banca Popolare di Bari. Risulta agli atti che fosse il secondo beneficiario di affidamenti per importi ricevuti.

A Roma Leggiero aveva acquistato un edificio in centro chiamato palazzo Trevi, grazie a un finanziamento della Banca popolare di Bari, poi andata in crisi. L’istituto pugliese al momento del preliminare aveva erogato oltre 30 milioni di euro per una ristrutturazione ancora in corso di autorizzazione urbanistica. A distanza di un anno, quando si arrivò alla stipula del contratto, il costo dell’operazione speculativa era cresciuto di un’altra decina di milioni. Ma la banca popolare non si tirò indietro e garantì liquidità al proprio correntista. Alla fine però anche la Roma Trevi SpA ha chiesto il concordato preventivo al tribunale.

I fondi destinati alla ristrutturazione -secondo quanto emergerebbe dalla documentazione agli atti dell’indagine- non sarebbero stati spesi tutti a Roma, ma anche in un palazzo preso in affitto a Milano da Bnl ed affittato in parte a sua volta. Risulta che la banca abbia poi fatto causa a Leggiero per mancati pagamenti dei canoni.

Leggiero ribatte che la sua società è tutt’ora in bonis, ha superato le disastrose conseguenze della pandemia e di essere totalmente estraneo dal fallimento della banca Popolare di Bari. Le difficoltà che ha dovuto affrontare la società sarebbero nate, in modo assolutamente imprevedibile, dal fallimento della BPOB del quale molti imprenditori sono caduti vittime inconsapevoli. Tuttavia sarebbe stata trovato un accordo con i creditori, dopo un lungo e complicato lavoro.

Ma se il processo in Puglia per bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio conducesse anche la società di Leggiero nell'alveo della medesima contestazione penale? Una condanna conseguente, sommandosi all'altra condanna in primo grado potrebbe aprire all'impreditore napoletano le porte del carcere.

Stiamo parlando della stessa persona che su Youtube oggi promuove le vendite immobiliari e su Facebook annuncia il sold out per i suoi 15 appartamenti nella torre di Dubai Marina. On line Leggiero dispensa consigli da esperto sugli andamenti di mercato. Discorsi da uomo libero ed onesto.

Contemporaneamente ha pubblicato un libro disponibile su Amazon. E da qualche mese ha iniziato a collaborare con la rivista Forbes, sulla quale pubblica una rubrica in cui racconta fatti e persone incontrati negli Emirati Arabi Uniti. Il prossimo articolo sarà in edicola il 6 gennaio 2022.

Ricontattato dalla nostra redazione, Leggiero ci ha inviato la seguente dichiarazione: "Io non scappo, non sono ricercato, non sono un rifugiato in attesa di estradizione ma sono un imprenditore che, nonostante tutto e tutti, fa il suo mestiere con determinazione, convinzione, coraggio e assoluta onestà".

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