L’estate della musica progressive: nomi di spicco al Porretta Prog Festival

Soft Machine a Porretta Prog festival
Fotogallery Alessandro Rella

Si è aperto ieri nel parco Rufus Thomas con un tutto esaurito per il concerto dei Soft Machine. Stasera sul palco i Caravan


Dopo l’incredibile concerto del Perigeo al Musart Festival di Firenze, la musica progressive si sposta in montagna.

Porretta città della musica. Incastonata nell’Appennino a cavallo tra Pistoia e Bologna, questa cittadina ospita ogni estate molti eventi musicali, tra cui spicca sicuramente il Soul festival. Non è sorprendente dunque la scelta, la sfida, la scommessa, di dare il via anche a un nuovo festival sempre con nomi di spicco internazionale, il festival dedicato alla musica progressive. Un genere nato negli anni Sessanta dall’incontro tra rock, jazz, classica e elettronica, conta da sempre una moltitudine di appassionati di tutte le età e suonato ancora da centinaia di musicisti e gruppi. E alla prima serata del Porretta Prog, ieri sera al Rufus Thomas Park, il botteghino ha staccato i biglietti a tre generazioni di persone, accorse da tutta Italia e anche dall’estero, per un tutto esaurito forse inaspettato ma certamente meritato.

Sul palco nientedimeno che i Soft Machine, esponenti di punta della cosiddetta Scuola di Canterbury, tra i precursori del genere jazzrock, fondamentali per la storia del rock europeo essendo stati il primo gruppo a fondere rock, psichedelia e jazz grazie all’apporto di musicisti straordinari come Robert Wyatt e John Marshall (batteristi), Daevid Allen e John Etheridge (chitarristi), Kevin Ayers, Roy Babbington e Hug Hopper (bassisti), Elton Dean (sassofonista). Scioltisi nel 1984, dal 1999 alcuni ex-membri del gruppo hanno dato vita a varie band satelliti e nel 2015 l'ultimo di questi gruppi, i Soft Machine Legacy, ha ripreso la denominazione originale Soft Machine. La band si è presentata al Rufus Thomas Park con John Etheridge alla chitarra, John Marshall alla batteria e Roy Babbington al basso, accompagnati da Theo Travis al sax, flauti, tastiere, già con David Sylvian, Porcupine Tree, e altri. Un concerto incredibile, in un’atmosfera intima, quasi familiare, grazie anche alla simpatia di Etheridge che non ha mancato di introdurre tutti i brani, tentando anche un po’ di spiegazioni in italiano. Musicisti di altro livello che hanno suonato una musica raffinata, con brani di tutta la loro carriera, ma in particolare dall’ultimo recente albuom del 2018 Hidden Details, senza tralasciare cover di grandi classici del jazz. 

La scaletta del concerto

Hidden Details

Life on Bridges

The Man Who Waived at Trains

Broken Hill

Gesolrent

Fourteen Hour Dream

Kings and Queens

One Glove

Sideburn

The Relegation of Pluto

Tales of Taliesin

Francesca Cecconi