Rubrica — In cucina

Il Bernini di Firenze celebra la cultura ebraica

L'hotel del Gruppo Due Torri Hotels, con la collaborazione di un servizio di catering fiorentino accreditato presso la Comunità Ebraica per la preparazione di piatti certificati Kosher, ospita ricevimenti nuziali ed eventi di altro genere per i clienti ebrei ortodossi. Le pietanze sono preparate secondo le regole della kasherut, con l'assistenza di un Mashgiach


Shalom: benvenuti a Firenze, una delle località italiane dove la cultura ebraica è maggiormente presente, a partire dallo skyline, dove la cupola del Brunelleschi dialoga con quella verde rame della sinagoga. Un aspetto poco conosciuto della città, ma molto affascinante. Il Bernini Palace, da sempre molto attento ad accogliere una clientela internazionale, ha deciso di arricchire le proprie proposte dedicando speciale attenzione alla clientela di fede ebraica.

Grazie alla collaborazione con un servizio di catering fiorentino accreditato presso la Comunità Ebraica di Firenze per la preparazione di piatti certificati Kosher, il 5 stelle è in grado di ospitare ricevimenti nuziali ed eventi di altro genere per i clienti ebrei ortodossi.

Gli ospiti potranno quindi celebrare momenti speciali in famiglia, con gli amici, con i colleghi, in uno dei salotti più esclusivi della città, un palazzo fiorentino del XV secolo, a due passi da Piazza della Signoria, dagli Uffizi e dal David di Michelangelo.

I menu, personalizzabili secondo le esigenze del cliente, possono essere, a scelta, a base di carne o di latte e le varie pietanze sono preparate secondo le regole della kasherut, con l'assistenza di un Mashgiach della Comunità ebraica di Firenze.

Tutto, a tavola, proviene da fornitori selezionati, che provvedono a rifornire di materie prime fresche certificate Kosher, dal pane al pesce del giorno, alla carne. Naturalmente, l’attenzione è rivolta anche al servizio di apparecchiatura e posateria, con piatti in porcellana per menu di latte sigillati e approvati, e piatti destinati ai menu di carne.

Quanto al servizio in sala, è altrettanto rispettoso delle regole, con personale proveniente dalla comunità ebraica in caso sia presente vino non pastorizzato: nessun dettaglio è stato tralasciato. Anche le cucine in cui i menù vengono preparati sono state approvate dal Rabbino Capo per la casherizzazione, con i tempi e le procedure previsti. 

Redazione Nove da Firenze