Dipendente comunale arrestato

Intascava soldi con falsi rimborsi Imu per oltre 135 mila euro. FdI, Lega e Misto: "Andava sospeso prima"

Nicola
Nicola Novelli
12 aprile 2021 14:49
Dipendente comunale arrestato

E' in stato di arresto un dipendente già sospettato di un reato che infanga la nomea della macchina comunale e di essersi impossessato illegalmente di risorse pubbliche. Dall’ottobre del 2015 al novembre del 2018 — sostiene la Procura — era riuscito a intascarsi oltre 135 mila euro predisponendo falsi rimborsi Imu. Per questo motivo i vigili urbani hanno eseguito il sequestro preventivo della sua abitazione.

Gianluca Tanzi, fiorentino di 59 anni, dipendente di Palazzo Vecchio, fu perquisito a luglio 2020 nell’ambito di un’inchiesta coordinata dall’allora pm Tommaso Coletta (ora a capo della Procura di Pistoia). Il provvedimento cautelare degli arresti domiciliari è stato eseguito oggi dalla Polizia Municipale con l'accusa di truffa aggravata e accesso abusivo ai sistemi informatici.

«Con mansioni di istruttore delle pratiche di rimborso Ici/Imu procurava un ingiusto profitto — si legge negli atti — incassando in più soluzioni i soldi». Secondo gli inquirenti Tanzi avrebbe predisposto «21 istanze false con cui veniva richiesto il rimborso del tributo» e poi avrebbe alterato «il protocollo informatico» del Comune. In alcuni casi avrebbe modificato «le visure tratte dalle banche dati per l’istruttoria» di ogni singola pratica, in altri sarebbe addirittura arrivato a nascondere «o distruggere documentazione cartacea».

Ad accorgersi che c’era qualcosa di opaco non è stato un avviso di sicurezza dei sistemi informatici, ma alcuni colleghi: si sono accorti che c’era un iban usato spesso per ottenere i rimborsi. L’inchiesta è poi partita. Tanzi, denunciato a piede libero, nei mesi scorsi ha continuato a lavorare al Quartiere 2 come addetto amministrativo con compiti di supporto istituzionale. Anche se la Procura, su decisione del Tribunale, aveva disposto il sequestro preventivo di una sua casa.

“L’indagine a carico del dipendente che è stato arrestato è iniziata su denuncia dell’Amministrazione comunale”. È quanto precisa l’assessore al personale Alessandro Martini “É stata l’Amministrazione comunale a denunciare il fatto alla Polizia Municipale che ha svolto le indagini su coordinamento della Procura - spiega l’assessore Martini -. Sono stati i controlli della Direzione Risorse Finanziarie nella gestione delle entrate a far emergere irregolarità che meritavamo una ‘indagine giudiziaria’.

Ed è stata l’efficienza dei Servizi Informativi a smascherare il comportamento illecito. Controlli incrociati quindi che hanno fatto emergere i reati di cui il dipendente è accusato”. L’assessore ricorda inoltre che, “nelle more del completamento della indagine il dipendente è stato spostato ad altri incarichi come previsto dalla prassi”. Inoltre si precisa che al dipendente è stato inibito l'accesso all'applicativo con cui svolgeva l'attività oggetto di indagine fin dal 2019.

“Ringrazio gli uffici per il loro operato, sottolineando al tempo stesso che la procedura attivata sia la migliore a garanzia dell’interesse della pubblica amministrazione anche per il recupero delle somme mancanti. Confido nell’operato della magistratura che saprà sicuramente fare piena luce sull’accaduto” conclude l’assessore Martini.

"Non doveva essere spostato ad altri due uffici (Quartiere 2 e Direzione sport) dove poi si è occupato sempre di pratiche amministrative". Lo dichiara Alessandro Draghi capogruppo di Fratelli d'Italia a Palazzo Vecchio, che aggiunge: "nel Comune lavorano migliaia di persone oneste e alla segnalazione di alcuni di loro dobbiamo l’avvio delle indagini che hanno portato all’arresto del dipendente disonesto". "In questo momento però occorre porre rimedio al sistema che ha permesso ad un impiegato qualsiasi di poter distrarre così tanti fondi (si parla di 135mila euro) senza che qualcuno se ne fosse accorto subito.

L’amministrazione comunale ha forse un sistema informatico insicuro? Chi si assume adesso la responsabilità di non avere sospeso il dipendente arrestato ma di averlo trasferito in altri due uffici? Preso atto dell’indagine in corso e della misura precautelare disposta ed applicata al dipendente del Comune di Firenze, mi auguro che il Sindaco manifesti la volontà di costituirsi parte civile in un eventuale processo, per ribadire ancor di più la totale estraneità ai fatti e chiedere il risarcimento dei danni patiti" nota ancora Draghi.

"Serviva una sospensione che non è mai arrivata - afferma Federico Bussolin, Capogruppo e Commissario della Lega Firenze -; questi provvedimenti presi dalle autorità giudiziarie devono indurci ad una seria riflessione sulla sicurezza dei sistemi informatici della macchina amministrativa comunale". "Circa un anno fa avevamo chiesto provvedimenti su questo caso, adesso ci aspettiamo un cambio di passo anche per tutelare le persone oneste che lavorano nella macchina amministrativa comunale, attendendo - conclude Bussolin - il corso della giustizia".

"Preoccupa la sicurezza dei sistemi – commenta Ubaldo Bocci –, ed anche i controlli all'interno del Comune. Stando ai risultati delle indagini l’indagato ora agli arresti ha fatto i suoi affari tra il 2015 e il 2018. E sono serviti tre anni per capire? Chi lo controllava?".

Ma in particolare i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Alessandro Draghi e Jacopo Cellai, hanno inviato oggi alla Giunta un'interrogazione d’urgenza per sapere se attualmente nell’ufficio Servizio Entrate della direzione Risorse Finanziarie siano in servizio altri dipendenti indagati per gli stessi reati.

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