Avr sequestrata per mafia, i riflessi in Toscana

Draghi (Fdi): "Si occupa di manutenere la superstrada Fi-Pi-Li e a Firenze ha in appalto il Global service per la cura della segnaletica e del manto stradale di tutta la città. Quali provvedimenti saranno presi?". SPC: "Il sistema degli appalti in Italia è una vergogna, che garantisce cattivi servizi sulle spalle dei diritti e dei salari di chi lavora". La Città Metropolitana e il Comune si riservano decisioni. La Lega: “Si avvii subito la procedura di revoca dell’appalto”


“È finita sotto sequestro per mafia e in amministrazione giudiziaria l’Avr, la holding che si occupa della raccolta rifiuti a Reggio Calabria e in altre sei regioni italiane, come di manutenzione e segnaletica su importanti arterie stradali e autostradali. In Toscana si occupa di manutenere la superstrada Fi-Pi-Li e a Firenze ha in appalto il Global service per la cura della segnaletica e del manto stradale di tutta la città; da poco si è aggiunto anche il ripristino della sicurezza stradale dopo gli incidenti". Così il capogruppo di Fratelli d’Italia Alessandro Draghi che prosegue: "Tutte cose che avrebbero dovuto essere competenza di S.a.S, la partecipata del Comune di Firenze, adesso protagonista dello scandalo. Infatti essa era nata per questo obiettivo, tuttavia l'amministrazione comunale in passato ha preferito affidarsi ad un global service inefficace e dispendioso. Mi domando adesso se il Comune, dopo le notizie di cronaca che vedono coinvolta la società Avr per innumerevoli rapporti con le cosche mafiose, a quanto si apprende dalle indagini, revocherà il costoso appalto per riportare il servizio all'interno della gestione diretta del Comune”.

 “AVR S.p.A. - sottolinea in una nota Sinistra progetto Comune - è il gestore del contratto di gestione e manutenzione stradale del Comune di Firenze. AVR S.p.A. è finita sotto sequestro per mafia e in amministrazione giudiziaria, apprendiamo dalla stampa, in queste ore. AVR viene contestata da tempo nella vicina città di Pisa, per lavoro sottopagato e non sicuro, anche grazie alle denunce della sinistra di opposizione di quel comune (Una Città in Comune-Rifondazione Comunista).

Il sistema degli appalti in Italia è una vergogna, che garantisce cattivi servizi sulle spalle dei diritti e dei salari di chi lavora. È una verità – sottolineano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – che ricordiamo da anni anche a Firenze, con Firenze Riparte a Sinistra ieri e Sinistra Progetto Comune oggi.

Il modello stesso di global service è inaccettabile. Non si mettono le istituzioni in grado di controllare, altro che logica dei pieni poteri e di semplificazione delle norme, come chiede il Sindaco di Firenze.

Ci preoccupa leggere oggi dei collegamenti tra AVR, criminalità organizzata ed esponenti politici del Partito Democratico. Ancora di più acquista urgenza l'approvazione della nostra proposta di una commissione di inchiesta relativa alla diversa (ma grave) vicenda SAS.

L’economia italiana è da tempo intrecciata con quella illegale. È la natura del capitalismo per come si è sviluppato nel recente passato, sul nostro territorio. Facciamo un esempio familiare: quel Giuseppe Impastato a cui è stato dedicato il film I cento passi, già negli anni '70, e non da solo, denunciava la borghesia mafiosa che si è andata espandendo in tutto il Paese.

La magistratura dovrà proseguire il suo percorso. La politica però ha bisogno di segnare una forte e consapevole discontinuità rispetto al panorama che viene offerto da questa inchiesta AVR.

Magari – concludono i consiglieri Palagi e Bundu – verrà un giorno in cui chi si definisce progressista e attento ai diritti, alla legalità, sceglierà di prestare ascolto alla sinistra di opposizione? Perché su appalti, infiltrazioni e illiceità è da tempo che vengono avanzate denunce e proposte. A partire dalla reinternalizzazione dei diversi servizi”.

In relazione alla vicenda giudiziaria che vede coinvolta Avr, con la quale è tra l'altro in essere il contratto di global service per la FiPiLi, gli uffici della Città Metropolitana di Firenze precisano che "ad oggi le informazioni sono quelle pubblicate dagli organi di stampa. Come appreso direttamente dai vertici Avr domani sarà inviata una relazione informativa sulla situazione a tutte le stazioni appaltanti che a livello nazionale hanno contratti aperti con la società. Dopo attento esame della documentazione, l'Amministrazione metropolitana si riserva decisioni in merito". Stessa precisazione degli uffici del Comune di Firenze.

Questa invece la posizione della Lega Salvini Firenze, espressa in una nota: "Finisce sotto sequestro per mafia e in amministrazione giudiziaria insieme alle sue controllate e a ditte ad essa collegate l’Avr, la holding che si occupa del Global Service a Firenze, nell’inchiesta partita per la raccolta rifiuti di Reggio Calabria. 'Apprendiamo con stupore - dichiara il Capogruppo della Lega a palazzo Vecchio, Federico Bussolin - che una società che ha importanti incarichi ed affidamenti a Firenze, come il Global Service, sia oggi sulle cronache nazionali per gravi illeciti. La Toscana e Firenze hanno la consapevolezza che le cosche mafiose e camorristiche intendono lucrare e sviluppare i loro affari anche qua. Il nostro compito è assicurarci che Firenze non sia teatro di spregiudicati intrecci politici come, secondo le accuse, sono avvenuti a Reggio Calabria. Dobbiamo tutelare la città, per questo presenteremo una interrogazione urgente per capire le intenzioni dell’Amministrazione a riguardo. Riteniamo opportuno che quando c’è di mezzo la mafia deve essere fatta pulizia: si avvii subito la procedura di revoca dell’appalto, l’esperienza con Avr è da considerarsi conclusa. Firenze - conclude Bussolin - non si può permettere zone d’ombra'. 'Siamo garantisti - dichiara il Presidente della Commissione di Controllo Antonio Montelatici - ma di fronte a fatti come questo la politica ha il dovere di prendere le distanze. Per questo chiediamo all’Amministrazione di prendere, fin da subito, le distanze da questa vicenda e di ricorrere in ogni sede per tutelare il buon nome di Firenze e gl’interessi dei nostri concittadini' ".

Redazione Nove da Firenze