​Visita oculistica gratuita, prevenzione glaucoma: ecco dove

Check-up oculistici gratuiti per prevenire il glaucoma. Danni al nervo ottico da sclerosi multipla: Unifi in ricerca internazionale pubblicata su Lancet Neurology


 L’iniziativa si colloca nell’ambito della settimana mondiale del ‘ladro della vista’, come viene chiamata questa patologia che rappresenta una delle cause più frequenti di cecità e ipovisione. In Toscana, l’unità oftalmica mobile farà tappa mercoledì in piazza Cavour a Barberino di Mugello (dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17). Stessi orari per l’appuntamento di giovedì a Firenze, in piazza Bartali a Gavinana. Infine, venerdì controlli gratuiti in piazza Boccaccio a Certaldo. L’appuntamento, organizzato da Iapb Italia Onlus insieme all’Unione italiana ciechi, nella nostra regione si avvale della collaborazione dei volontari delle Pubbliche assistenze e dagli alunni del professionale Sassetti-Peruzzi di Scandicci, che nell’ambito dell’’alternanza scuola-lavoro’ accoglieranno le persone che parteciperanno alle giornate. Ancora, per la prima volta l’Uic collabora con il Centro oculistico fiorentino fondato dal professor Ivan Esente. Fino al 18 marzo, al centro di via Fossombroni 2 a Firenze sarà possibile prenotare la propria visita gratuita di prevenzione chiamando i numeri 055-2344569/055-243442 oppure inviando una email a info@centrooculisticofirenze.it.

Il glaucoma è una malattia subdola che, se non diagnosticata e curata per tempo, può portare alla totale perdita della vista. In Italia si stima che siano affette da questo male almeno un milione di persone. La metà di loro però non ne è a conoscenza, perché si tratta di una patologia – appunto definita il ‘ladro silenzioso della vista’, - che non presenta sintomi durante le sue fasi iniziali. Il più delle volte il glaucoma è associato a una pressione oculare troppo alta, che causa danni irreparabili al nervo ottico. Il glaucoma è una patologia grave ma curabile. L'intervento può essere sia farmacologico, che chirurgico, ma è una vera e propria corsa contro il tempo. Ecco perché la migliore arma resta la prevenzione.

Un contributo per lo sviluppo di una terapia in grado di proteggere la mielina, la struttura di protezione e sostegno delle fibre nervose fondamentale anche per la conduzione elettrica neuronale, prodotta nel sistema nervoso centrale da cellule denominate oligodendrociti. Lo ha messo a punto un team internazionale di ricerca del quale ha fatto parte Luca Massacesi del Dipartimento di Neuroscienze, Psicologia, Area del Farmaco e Salute del Bambino (Neurofarba) dell’Università di Firenze e della Neurologia 2 dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica inglese Lancet Neurology (doi: 10.1016). In pazienti che hanno subito un danno infiammatorio della guaina mielinica del nervo ottico per una Neurite Ottica Retro-Bulbare (NORB) determinata da sclerosi multipla, il farmaco sperimentale opicinumab ha ridotto in pochi mesi la perdita di velocità di conduzione elettrica causata dalla demielinizzazione, cosa strettamente legata ad un migliore recupero della vista nell’occhio coinvolto. Opicinumab appartiene alla classe dei farmaci “biologici”, molecole analoghe a quelle umane ma prodotte artificialmente da colture cellulari: in questo caso si tratta di un anticorpo monoclonale, composto cioè solo di molecole dalla struttura identica, perché prodotte da un singolo tipo di linfocita umano.

La migliore velocità di conduzione elettrica delle fibre nervose nei pazienti trattati dimostra che la terapia ha prevenuto almeno in parte la perdita di mielina tipica della NORB e suggerisce la possibilità che la terapia abbia indotto anche rigenerazione di tale struttura – spiega Massacesi –. L’effetto principale passa comunque per un meccanismo protettivo delle cellule dal danno, in quanto opicinumab blocca un recettore dell’oligodendrocita che legandosi a proteine liberate nel tessuto in condizioni patologiche induce la morte cellulare”. Altre molecole in passato avevano dimostrato in laboratorio di proteggere le fibre nervose, “ma opicinumab – aggiunge il docente fiorentino - è la prima ad aver determinato evidenze sperimentali dirette nell’uomo di poter proteggere dalla demielinizzazione”.

Lo studio pubblicato su Lancet Neurology assume una particolare rilevanza “dal momento che – conclude Massacesi - rappresenta una delle prime dimostrazioni sperimentali del principio che la neuroprotezione, uno dei più ambiziosi ma finora elusivi, obiettivi della ricerca farmacologica, almeno in alcune forme è perseguibile anche nell’uomo”.

Redazione Nove da Firenze