Vigili del fuoco: aumenti di salario, assicurazione infortuni e pensioni

Nell'ultimo incontro il sindacato ha ribadito: "Servono aumenti e arretrati nel minore tempo possibile"


Per la Funzione pubblica Cgil vigili del fuoco, “nove anni di blocco contrattuale hanno reso più poveri tutti gli uomini e le donne del corpo. La parte pubblica deve capire che corre il rischio, pur avendo stanziato una certa quantità di risorse, di scontentare la gran parte dei vigili, veri professionisti del soccorso, inseguendo chissà quali chimere. La divisione e lo scontento del personale monta in maniera generalizzata e gli effetti dell'operazione, palesemente elettorali, non saranno quelli auspicati”.
Le richieste: “vogliamo un contratto che ricomprenda un aumento della base stipendiale a partire dai livelli più bassi; un ordinamento che assicuri un adeguato sviluppo delle carriere, attraverso il riconoscimento dei percorsi formativi e professionali; un’idonea assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali; la definizione di un sistema pensionistico idoneo anche per il personale inserito nel sistema contributivo”.

“Non firmeremo un contratto che non sia improntato al riconoscimento delle professionalità del vigile del fuoco” questa la posizione della Fp Cgil Vigili del Fuoco in merito alla trattativa per il rinnovo del contratto del corpo, dissociandosi “dalle ricostruzioni di stampa relative all’andamento del confronto”.

Nel corso dell’incontro tra governo e sindacati, Fp Cgil commenta: “abbiamo paventato il rischio per il governo di perdere un’altra occasione e allo stesso tempo rappresentato la necessità di procedere celermente alla chiusura della parte economica, perché il personale del corpo ha un urgente bisogno di vedersi accreditati gli arretrati e gli aumenti contrattuali nel minor tempo possibile”.

Per stringere sui tempi, aggiunge la categoria  “e mettere fine ad una discussione esageratamente centrata su poche figure ‘speciali’ a scapito di tante altre, a cominciare dai vigili operativi, e sull’anzianità di servizio che non tiene conto della valorizzazione e del percorso professionale, abbiamo chiesto che le risorse siano destinate agli istituti fissi, ricorrenti e pensionabili (in particolare, l'indennità di rischio), così come abbiamo ribadito che dovrebbe essere un obiettivo comune quello di garantire la massima equità nella distribuzione”.

Per questo, la Fp Cgil ha chiesto di “distribuire anche le risorse del rinnovo contrattuale, come è stato per quelle del fondo per l'operatività (87 milioni di euro), in maniera equa garantendo gli 86 euro a partire dai livelli più bassi. Infine, cogliendo l'occasione della presenza della Ministra Madia, abbiamo ribadito la nostra convinta posizione all’autonomia del corpo, almeno pari a quella degli altri corpi”.

Redazione Nove da Firenze