Via la plastica da mense, ospedali e università ma resta il problema delle bottigliette

Dopo "Arcipelago pulito" e spiagge plastic free, terzo atto della Regione. Entro il 30 settembre saranno date disposizioni precise anche per i contenitori d'acqua

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
04 giugno 2019 18:15
Via la plastica da mense, ospedali e università ma resta il problema delle bottigliette

Firenze, 4 giugno - Via la plastica monouso dalle mense degli enti della Toscana, degli ospedali e delle università. È questo il terzo atto della strategia per rendere la Regione plastic free. Dopo il progetto 'Arcipelago pulito' e il protocollo con Anci per togliere dalle spiagge piatti, bicchieri e posate in plastica, la Toscana con una delibera approvata ieri dalla Giunta intende compiere un passo ulteriore verso l'attuazione della direttiva europea in materia.

La delibera detta gli indirizzi per le prossime gare di fornitura gestite da Estar e dagli enti regionali. Gli appalti da qui in avanti devono prevedere una progressiva riduzione di prodotti o componenti monouso come tazze, contenitori, il contenimento o l'eliminazione degli imballaggi in plastica, nonché la rinuncia a posate, piatti, cannucce, bastoncini cotonati monouso. Nei capitolati di gara vengono introdotti criteri premiali per l'adozione di misure di sensibilizzazione all'uso corretto dei materiali, l'incentivazione alla differenziata, la rimozione e il trattamento dei rifiuti dispersi. La verifica dell'applicazione di questi indirizzi viene demandata a un apposito tavolo di monitoraggio formato dalle direzioni regionali competenti della Toscana.

Resta il problema delle bottigliette di plastica per l'acqua. Entro il 30 settembre la Regione si impegna a dettare precise indicazioni sempre a Estar e agli altri enti.

Arrivano intanto nuovi dati. Quanti sono i rifiuti del nostro mare, di che tipo sono e soprattutto quanta plastica c'è. Lo dicono i dati elaborati dalla prima campagna di monitoraggio rifiuti marini realizzata dal 2015 al 2017 nell'ambito della Marine Strategy ovvero la Direttiva europea che chiede agli stati membri di elaborare una strategia ambientale sul Mediterraneo.

Realizzata tramite un accordo finanziato dal Ministero dell'Ambiente che si è appoggiato alle Regioni e alle Arpa, la campagna appena conclusa è la prima di carattere omogeneo mai realizzata su tutto il Mediterraneo. Adesso è in corso la seconda. Tre le sottoregioni in cui è stato diviso il territorio da indagare, Mediterraneo occidentale (in cui rientra la Toscana), Adriatico e Ionio. Quattro le tipologie di rifiuti monitorati: rifiuti spiaggiati, i rifiuti flottanti, i microrifiuti e i rifiuti ingeriti dagli animali marini.

Rifiuti spiaggiati - La maggior parte dei rifiuti sulle spiagge è fatta di plastica, cioè il 65-70%. Sulle nostre coste della sottoregione Mediterraneo occidentale il numero di oggetti rinvenuti è di 26244 ogni 100 metri. Un valore molto più alto rispetto alla cosiddetta base lane (valore di confronto stabilito dalla Ue) che stabilisce un range dai da 450 a 1400 ogni 100 metri. I rifiuti spiaggiati sono in realtà rifiuti da terra, portati dai fiumi, e si capisce la grande quantità se si considera la natura orografica dei corsi d'acqua, che è molto diversa da quella dell'Adriatico, è più impetuosa e a carattere torrentizio.

Va subito detto che il numero di chilometri indagato nella nostra sottoregione è molto più alto rispetto alle altre due e quindi i numeri più importanti dipendono anche da un livello più alto di indagine. Molto il lavoro da fare a terra per una prevenzione rifiuti, perché nei fiumi non vadano a finire i rifiuti cosiddetti antopogenici cioè prodotti dall'uomo.

Rifiuti flottanti – La percentuale di questi nel Mediterraneo occidentale è più bassa rispetto alle altre sottoregioni. La media del numero di oggetti per km quadrato è di 2,3 rispetto a una base lane che va da 3 a 5. Il Mar Adriatico ne ha 4,7 per km quadrato, quindi una percentuale più alta. La percentuale maggiore di rifiuti flottanti è costituita da materiali polimerici (plastica) Rifiuti sul fondo – il monitoraggio è condotto da CNR e al momento non ci sono dati ufficiali sulla nostra regione anche se la Toscana su questo tema è molto attiva per esempio attraverso progetti di recupero sul fondo con i pescatori.

Microplastiche – Di fronte a una base lane che individua un range di 0,2 a 0,5 di oggetti per metro quadro, la sottoregione Mediterraneo ne ha 0,17. Ma Arpat in questo caso approfondisce e sulle coste toscane vede che dai campioni prelevati negli ultimi 4 anni nel mare di Toscana sono stati rilevati 0,1 oggetti in microplastica per metro cubo, ovvero 0,09 oggetti per metro quadrato che è un dato più basso rispetto alla media del Mediterraneo occidentale ed equivale a 163 oggetti su un campo di calcio.

Rifiuti ingeriti dalle Caretta Caretta - Su 16 individui analizzati in prossimità delle nostre coste in 9 sono stati trovati rifiuti di plastica. In Sardegna su 6 analizzati, in 2 sono stati rinvenuti rifiuti di plastica nello stomaco. I dati in linea con quelli di riferimento dell'Ue. In questo ultimo caso è notevole lo sforzo della Toscana attraverso l'attività del suo Osservatorio toscano per la biodiversità e del coordinamento della rete recuperi animali spiaggiati che analizzano costantemente i dati rilevati nel nostro mare.

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