Via dei Georgofili: la riapertura delle indagini sulla strage

Nuova iscrizione di Berlusconi e Dell'Utri nel registro degli indagati a Firenze


(DIRE) Firenze, 31 ott. - "Come un paio di scarpe nuove e' arrivata la notizia della riapertura delle indagini sulla strage di via dei Georgofili. Siamo preoccupatissimi che la notizia sia uscita sui giornali ora in sede di imminenti elezioni politiche, per le quali ogni giorno si scrive di probabili accordi elettorali strombazzati a destra e a manca". Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, la presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, nel giorno in cui e' emersa il nuovo filone su Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri, che sarebbero nuovamente indagati come mandanti occulti delle stragi mafiose del 1993. "Noi- sottolinea Chelli- abbiamo bisogno di verita', di un processo per strage ai probabili concorrenti della mafia 'Cosa nostra' e non di manfrine da operetta fra segretari di partito e compagni di 'merende politiche' varie. Abbiamo bisogno che si capisca una buona volta cosa ci hanno fatto i "concorrenti della mafia" gia' affrontati in sede di indagine almeno tre volte e sempre archiviati". Da qui Chelli rivolge la domanda: "E' vero o non e' vero che alla mafia e' stato chiesto: 'Vai in via dei Georgofili e massacra che ci torna comodo per fare politica?'. Se ci prenderanno in giro ancora una volta vorra' dire che fino ad oggi siamo stati circondati da vigliaccheria e opportunismo", conclude.

"Puntualmente e come sempre da oltre 20 anni, a ridosso di una competizione elettorale a pochi mesi dalle elezioni nazionali e proprio nel giorno in cui il Presidente Berlusconi sara' in Sicilia, a mezzo stampa senza che in alcun modo siano stati previamente avvisati il diretto interessato o i suoi legali, e' stata pubblicata, con grande risalto, la notizia di una nuova indagine nei suoi confronti". Lo dichiara l'avvocato Niccolo' Ghedini. E, come di consueto, prosegue, "mai si potra' sapere chi ha propalato la notizia, ovviamente coperta da segreto, ai giornalisti. E questa si' che e' un'indagine che non dovrebbe comportare particolari complessita' per individuare il o i responsabili. Sara' interessante verificare se il ministro Orlando vorra' contribuire, mediante i mezzi ispettivi di cui dispone, a far luce sul grave episodio, anche tenuto conto che, a tenore delle stesse fonti giornalistiche il nome del Presidente Berlusconi nel registro degli indagati sarebbe stato addirittura segretato dalla Procura di Firenze". "È comunque altrettanto evidente che l'ennesima indagine non potra' che concludersi con una rapida archiviazione, cosi' come gia' avvenuto in passato, non essendovi alcun reale elemento di novita' ed essendo la totale estraneita' del Presidente Berlusconi piu' che conclamata e avvalorata dalle plurime precedenti archiviazioni nonche' da altrettante plurime sentenze di merito e della Corte di Cassazione. Del resto il solo ipotizzare che il Presidente Berlusconi possa in alcun modo essere coinvolto nelle vicende in oggetto e' talmente assurdo che qualsiasi commento diviene superfluo", conclude Ghedini.

"La magistratura politicizzata ha tenuto il suo comizio di chiusura basato su falsa propaganda in vista delle elezioni siciliane di domenica. Rilanciare da Firenze il coinvolgimento di Berlusconi in vicende che hanno visto protagonista la mafia e' allucinante, oltre che ampiamente smentito in inchieste analoghe. Si tratta veramente di un'azione che ancora una volta dimostra quanto l'uso politico della giustizia non venga mai meno nel nostro Paese. È la stessa magistratura che non ha osato indagare Scalfaro e Ciampi che avevano cancellato, all'indomani delle stragi mafiose, il carcere duro per centinaia di capi delle cosche. Ciampi e Scalfaro avrebbero dovuto spiegare, e non lo hanno mai fatto, le ragioni delle loro a mio avviso turpi decisioni. A loro e' stata garantita impunita', mentre invece si imbastiscono castelli in aria ai danni di Berlusconi. È una vergogna intollerabile. Se ci fossero tribunali indipendenti dovremmo trascinarvi i magistrati che rinnovano queste incredibili farneticazioni". Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri (FI).

"L'iscrizione di Berlusconi nel registro degli indagati a Firenze, per una accusa paradossale alla vigilia delle elezioni siciliane, supera persino il record dell'avviso di garanzia, nel giorno di un vertice internazionale. E' l'ultimo ruggito di una stagione di contrapposizioni e veleni, per fortuna archiviata dalla stessa magistratura". Lo dichiara il segretario nazionale di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi.

"La notizia che il Presidente Ber­lu­sco­ni e il Dott. Dell'Utri sarebbero indagati nuovamente per le stragi del'93 a Firenze, e' semplicemente ridicola e folle. E getta ulteriore tetro discredito su un Paese dal quale gli investitori stranieri fuggono proprio per la mala gestione della giustizia, i poveri che rubano una mela sono in galera e stupratori, assassini e mafiosi di ogni livello, a spasso e liberi di tornare a delinquere". Cosi' Michaela Biancofiore, parlamentare FI e Coordinatore regionale del Trentino Alto Adige. "Gli autori di questa boutade giudiziaria- continua- possono davvero mai pensare, considerati i molteplici precedenti, che gli italiani possano credere al loro teorema e cambiare orientamento politico, come nelle loro evidenti intenzioni? Un assist palese ai 5 Stelle alla vigilia del voto in Sicilia , ma che non si tradurra' in un goal. Quel che e' peggio e' che sara' l'ennesimo autogoal per l'Italia intera agli occhi del mondo, un Paese dove parte della magistratura si sottrae al principio di imparzialita' , indossando la toga della politica venendo meno al principio di leale collaborazione, prende una china che spaventa italiani e osservatori internazionali. Se e' vero che repetita juvant, e' altrettanto vero che perseverare diabolicum est, e che la risposta migliore la dará ancora una volta il popolo sovrano. Ma che tristezza assoluta- conclude Biancofiore- assistere all'ennesimo attacco non solo ad un uomo, al quale vogliamo un bene infinito, del quale conosciamo la profonda sofferenza per questo colpi bassi, ma a quella democrazia per la quale e' sceso in campo e si e' immolato per salvare il Paese". (Com/Sor/ Dire)

Redazione Nove da Firenze