Vertenze aziendali: da ottobre a gennaio 34 tavoli di crisi per oltre 9 mila lavoratori

Bassilichi: le commesse scadute saranno rinnovate. Oggi incontro tra Regione e sindacati sulle prospettive di Azimut-Benetti, lunedì 26 febbraio per Italia7. Regione al lavoro per incontrare la proprietà della Ulivieri di Massa


FIRENZE- Sono in tutto 34 i tavoli aperti, per altrettante vertenze aziendali, dal 1 ottobre 2017 al 31 gennaio 2018, dall'Unità di crisi lavoro della Regione, per un totale di 9.161 lavoratori coinvolti (sia dipendenti diretti che indiretti) e 6.005 posti di lavoro a rischio. La vertenza più rilevante, che rappresenta più di un terzo dei posti di lavoro a rischio, è quella di Aferpi, puntualmente seguita dal presidente della Regione. I tavoli di crisi attivati per la prima volta in quest'ultimo periodo sono 11 (IVV, Appalti pulizie Trenitalia, Intecs, Albor, Cea, Rifle, Sda Express, Servimoda, Unicoop Tirreno, Lonzi Metalli, Signorini), per un totale di 1.821 lavoratori coinvolti e 845 posti di lavoro che risultano a rischio (si riferiscono, cioè, ad aziende in cui vi siano esuberi dichiarati o si faccia ricorso ad ammortizzatori sociali). Il grosso delle vertenze si riferisce, come già nel passato trimestre, all'industria (86%) mentre una percentuale minima riguarda commercio, trasporto e magazzinaggio (8%), agricoltura (2%), altre attività di servizi (1%). Nel 36% dei casi si tratta di aziende oltre i 250 addetti, nel 38% fra i 51 e i 250 addetti, nel 29% fra 16 e 50 e nel 6% dei casi sotto i 15 addetti. Nel 50% dei casi le aziende coinvolte sono gruppi con stabilimenti anche fuori regione.

La Regione Toscana convocherà in tempi rapidi un incontro con i vertici di Azimut-Benetti per acquisire informazioni sui processi di riorganizzazione societaria in corso nel gruppo. E' quanto ha assicurato il consigliere del presidente della Regione Toscana per il lavoro ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali della Versilia. Azimut-Benetti, ha sottolineato il consigliere nel corso della riunione che era stata richiesta nei giorni scorsi dai sindacati, è un'azienda leader a livello mondiale nel settore dei megayachts ed ha un ruolo fondamentale nel settore della nautica, che costituisce uno dei punti di eccellenza dell'economia toscana. Per la Regione è fondamentale, ha ribadito, che questa importante realtà produttiva possa continuare nella sua crescita, confermando la sua presenza sul territorio. I sindacati hanno confermato al tavolo regionale la loro volontà di avviare un confronto con la società sulla riorganizzazione, che potrebbe portare alla separazione tra le due componenti di Azimut-Benetti, e sullo spostamento di funzioni e lavoratori tra i diversi siti produttivi. Tenuta dei dei livelli occupazionali e conferma del radicamento in Toscana sono per le organizzazioni sindacali obiettivi prioritari.

La vicenda dell'emittente televisiva Italia7 sarà affrontata in Regione nel corso di due incontri convocati dall'unità di crisi lavoro per lunedì 26 febbraio, presso la sede della presidenza in piazza Duomo 10. Al primo incontro, alle 10, parteciperanno il consigliere del presidente per le questioni del lavoro e l'Associazione stampa Toscana, il sindacato dei giornalisti. Seguirà, alle 11, l'incontro con il curatore fallimentare.

La Cisl Toscana è molto preoccupata per il fallimento della società Il Gelsomino, editrice dell'emittente televisiva Italia7, deciso dal Tribunale di Firenze, segue da vicino la vicenda ed esprime la propria solidarietà a tutti i lavoratori, sostenuti per la parte giornalistica anche dall’importante impegno dell’Associazione Stampa Toscana.E’ positivo, ma non certo sufficiente, che il curatore fallimentare abbia annunciato ai lavoratori il prosieguo dell'attività in attesa che si possa concretizzare il passaggio ad un altro gruppo imprenditoriale.L’auspicio è che ciò possa avvenire al più presto per preservare i posti di lavoro di giornalisti, tecnici e amministrativi, salvaguardare le professionalità e consentire un futuro all’importante voce che Italia7 rappresenta da anni per il pluralismo informativo della nostra regione.Positiva è stata anche la tempestiva attivazione sulla vicenda dell’unità di crisi lavoro della Regione.

“Massima solidarietà a tutti i lavoratori di Italia7. Un ennesimo colpo a un settore già fortemente colpito dalla crisi come quello dell’informazione. Una tv che si spegne è una voce che smette di raccontare le nostre città e il nostro tempo, non dobbiamo permettere che ciò avvenga e con questo obiettivo siamo convinti si debba mettere in campo ogni azione possibile. Fondamentale quindi l’impegno repentino della regione, monitoreremo evoluzione vicenda confidando possa raggiungere rapidamente un esito positivo”. Così Dario Parrini e Antonio Mazzeo, segretario e vicesegretario Pd Toscana, in merito al fallimento della società editrice dell'emittente televisiva.

 Il presidente della Regione Toscana ha appena scritto al presidente e amministratore delegato della Piaggio, Roberto Colaninno, una lettera aperta in cui chiede di compiere uno sforzo di responsabilità sociale a favore della TMM, l'azienda dell'indotto da mesi chiusa e in cerca di un compratore. Uno sforzo capace di concorrere al reimpiego di parte degli addetti e di guardare oltre l'accordo sindacale raggiunto tra TMM e lavoratori, grazie al quale la Naspi garantisce una copertura per due anni, ma ad oggi soltanto per 45 su 70 dipendenti. Il presidente della Regione ritiene quindi necessario, così come richiesto anche al Ministero per lo sviluppo economico, un tavolo in cui discutere di modalità sostenibili di riassorbimento della manodopera. Secondo il presidente aver internazionalizzato Piaggio è certamente un merito, con riflessi positivi anche in sede locale, ma avverte la necessità di ragionare sulle prospettive, senza le quali diventa difficile supportare la competitività locale. La Regione è disponibile a garantire un sostegno economico ai progetti di ricerca e sviluppo, cofinanziandoli, o a far arrivare in Toscana ulteriori risorse nazionali. E a questo proposito cita il Progetto Centauro, capitanato da Piaggio e che si avvale di risorse del Miur e della Regione. Il presidente della Regione è convinto che chi è destinatario di contributi pubblici non possa limitarsi a capitalizzare le collaborazioni che gli vengono offerte, ma che sia chiamato a concorrere ad un quadro di stabilità dell'indotto di riferimento. La Toscana è quindi disponibile ad affrontare il tema del miglioramento della catena di fornitura nella meccanica, ma vuole avere la possibilità di conoscere il piano industriale di Piaggio per facilitare gli investimenti dei fornitori locali. Il presidente della Regione si dichiara pronto avviare un progetto di filiera nel settore delle 2 e 3 ruote per aumentare la competitività delle piccole e medie imprese e l'innovazione tecnologica: un tema giudicato di interesse nazionale visto il ruolo svolto da Piaggio in Italia. Nella lettera inviata a Colaninno richiama anche due delle proposte formulate nel settembre scorso dalla Regione all'azienda, alla vigilia dell'accordo commerciale con il partner cinese Motor Group. Si tratta di un innovation day per favorire sia i rapporti con i fornitori che un salto di qualità nelle partnership esistenti e di percorsi di innovazione nella filiera della meccanica in Valdera, orientati all'industria 4.0. Non manca di rammaricarsi per il mancato confronto sulle implicazioni territoriali del nuovo accordo Piaggio-Motor group e sulle due proposte formulate. In attesa di un cenno di riscontro da parte del vertice Piaggio, il presidente della Toscana si dice certo che verrà colto lo spirito costruttivo della lettera inviata e che Piaggio vorrà concorrere ad una soluzione sostenibile per una parte dei lavoratori che da sei mesi esprimono una richiesta di lavoro che non può rimanere inascoltata.

Al centro dell'incontro convocato mercoledì dal consigliere per il lavoro del presidente della Regione presso il Comune di Massa il caso della Ulivieri, azienda specializzata nei ricambi per carrelli chiusa dopo la cessione alla nuova proprietà che ha sedi in altre zone d'Italia e non è interessata a mantenere il sito toscano. All'incontro hanno preso parte le organizzazioni sindacali Filcams Cgil e Fisascat Cisl, oltre al sindaco di Massa e alla Cgil provinciale. La Regione, su richiesta delle organizzazioni sindacali, ha preso l'impegno a lavorare per un incontro a breve con la proprietà, con l'obiettivo di verificare se vi sono spazi per eventuali nuove attività o per valorizzare comunque l'area e gli immobili esistenti, in modo da assorbire i lavoratori del sito di Massa.

Bassilichi ci ha comunicato che le commesse scadute saranno rinnovate e che dei dettagli ne discuteremo in un incontro il 22 febbraio prossimo, direttamente con il Presidente e l'a.d.”L’annuncio, che riporta il sereno dopo le preoccupazioni dei giorni scorsi e qualche speculazione politica di troppo, arriva dalla coordinatrice nazionale Fim-Cisl per il gruppo Bassilichi, Flavia Capilli.“In quello stesso incontro – aggiunge Capilli - si proverà a tracciare un ulteriore percorso che definisca le linee guida sul piano industriale."“E’ una buona notizia – aggiunge la sindacalista Fim - che arriva al momento giusto, soprattutto a Siena dove i lavoratori oggi sono riuniti in assemblea ed è il risultato anche del nostro pressing dopo la mancata presentazione del piano industriale nell’incontro del 7 Febbraio scorso che aveva suscitato non poche preoccupazioni tra i lavoratori.”“Quello che arriva oggi – conclude Capilli - è un segnale di fiducia e di riapertura del dialogo, che deve essere più di prospettiva, considerando il disegno progettuale del gruppo Nexi che coinvolgerà la Bassilichi spa. La Fim continuerà a voler essere parte attiva e propositiva del futuro di tutti i lavoratori della Bassilichi.”

Redazione Nove da Firenze