Vertenza Richard Ginori: oggi sciopero

In centinaia al presidio dei lavoratori a Firenze davanti alle banche in viale Lavagnini. La senatrice Alessia Petraglia e del Consigliere regionale Paolo Sarti (Sinistra Italiana): "Serve l'impegno di tutte le istituzioni, non solo quella del Comune di Sesto Fiorentino. Ed oggi i lavoratori sono stati lasciati soli"


Firenze, 14-9-2017 - Vertenza Richard Ginori (Sesto Fiorentino): oggi giornata di mobilitazione, con uno sciopero per l’intera giornata dalle 9 e due presìdi. Il primo è stato effettuato alle 9 davanti ai cancelli della fabbrica in viale Giulio Cesare a Sesto Fiorentino, per chiedere all’azienda ancora maggiore determinazione a completare l’acquisto dei terreni che ospitano lo stabilimento.

Poi i lavoratori si sono spostati in pullman a Firenze: qui, dalle 10 alle 12 hanno fatto un presidio in viale Lavagnini, sia davanti alla sede di Unicredit (al cui interno vi è lo sportello di DoBank) sia davanti alla sede di Bnl (centinaia le persone presenti - tra cui alcune lavoratrici che si sono legate con una catena -, traffico interrotto per alcuni minuti); l’obiettivo è stato quello di ribadire con forza la richiesta agli istituti di credito di chiudere la trattativa per la cessione dei terreni senza speculare sulla pelle dei lavoratori. “Oggi grande risposta dei lavoratori, siamo solo all’inizio della mobilitazione”, promettono i sindacati che già stanno lavorando alle prossime iniziative di protesta da mettere in pratica a stretto giro di posta.

"Un doppio presidio di fronte alle sedi di due degli istituti di credito coinvolti nella trattativa per la cessione dei terreni su cui sorge la fabbrica di Sesto Fiorentino. Una trattativa estenuante che si è nuovamente arenata e che ad oggi vede l'impegno costante di sostegno istituzionale da parte del sindaco Falchi e della sua Giunta oltre che delle opposizioni consapevoli dell'impatto sociale e economico che ha la questione in ballo. Un impegno che non è altrettanto sostenuto dalle altre istituzioni del territorio, strumento invece importantissimo per chiedere che su questa vicenda si smetta di speculare." Così Alessia Petraglia, senatrice di SI, e Paolo Sarti, consigliere di Sì Toscana a Sinistra, intervenuti ai presidi indetti dai lavoratori della fabbrica di ceramiche di Sesto Fiorentino. "Il prezzo in ballo è troppo alto e ci aspettiamo che Regione e Città Metropolitana si impegnino con il Governo per far sì che quelle banche, che ieri sono state sostenute con il contributo dello Stato, oggi si rendano soggetti partecipi e cooperativi nella risoluzione dell'acquisto dei terreni della fabbrica. Un auspicio che però si deve confermare nei fatti come la partecipazione a momenti come quello di stamani mattina dove invece dobbiamo segnalare l'assenza delle altre istituzioni territoriali."
"Il destino dei lavoratori hanno concluso Petraglia e Sarti- non può essere lasciato nelle mani delle banche."

Redazione Nove da Firenze