Rubrica — Europe Direct

Venerdì 16 febbraio Jean-Claude Trichet -alle ore 15- alla Badia Fiesolana

Bilancio Ue post 2020: per il presidente della Regione le prime indicazioni confermano lo scenario peggiore


Venerdì 16 febbraio 2018, ore 15 "An Interview with Jean-Claude Trichet" al Refettorio della Badia Fiesolana in Via dei Roccettini 9, a San Domenico di Fiesole. Un incontro con uno dei personaggi più influenti dell’economia europea degli ultimi anni. L’European University Institute insieme all’Historical Archives of the European Union e alla School of Transnational Governance, organizza un momento di confronto con Jean-Claude Trichet, ex-Presidente della BCE dal 2003 al 2011 in piena crisi economica mondiale. L’appuntamento rientra in una serie di eventi chiamati Leaders Beyond the State, durante i quali gli ex presidenti delle istituzioni chiave dell’Europa, intervengono per discutere e confrontarsi su diverse tematiche. Intervengono:

  • Jean-Claude TrichetEx-Presidente della BCE, Presidente del Consiglio di amministrazione di Bruegel e Presidente europeo della Commissione trilaterale
  • Renaud Dehousse - Presidente, European University Institute
  • Pierre Briançon - Corrispondente della testata Politico

Le prime indicazioni della Commissione europea per il bilancio post 2020 confermano purtroppo lo scenario peggiore, che rischia di avere effetti nefasti. I tagli alla politica di coesione rischiano di arrivare fino al 30 per cento, colpendo l'unica politica Ue che coniuga crescita, occupazione, aiuti alle imprese, lotta alla disoccupazione, sostegno a ricerca e innovazione e contrasto ai cambiamenti climatici. Questo il commento del presidente della Regione alle prime indicazioni della Commissione Ue sul primo bilancio pluriennale del post-Brexit, che partirà dal 2021. È proprio temendo questa eventualità che il presidente della Toscana aveva sollecitato il Governo a intervenire. Questi tagli insostenibili avvengono, secondo il presidente, non solo per compensare la diminuzione di entrate dovuta alla Brexit, ma anche per precise scelte politiche. Si propone infatti di aumentare i fondi destinati al contrasto dell'immigrazione, alle politiche di sicurezza e alla difesa. Al potenziamento di Frontex, l'agenzia di controllo delle frontiere, verrebbero destinati, nello scenario massimo, fino a 150 miliardi, quasi la metà della politica di coesione attuale. Questo dà il segno del cambio di priorità che si vuole imprimere all'Europa del futuro, togliendo risorse alla solidarietà e allo sviluppo dei territori, innalzando invece muri e finanziando un capillare sistema di controllo delle frontiere, dando ascolto solo alla voce dei partiti populisti che vogliono un'Europa costruita sulla paura e sull'esclusione. Per evitare questi tagli alla coesione l'unica strada per la Commisione Ue è di aumentare di circa un terzo il bilancio europeo attuale. Una scelta che il presidente della Toscana accoglie con grande favore, magari grazie all'introduzione di una Tobin Tax. Ma la Commissione sa già che purtroppo sarà rifiutata dalla maggioranza degli Stati Membri, cosicché sarà necessario ricorrere a questo nefasto scenario di tagli. Uno scenario, aggiunge, che porterà sicuramente ad una crescita delle diseguaglianze tra i diversi territori europei e a una riduzione degli investimenti che non potrà che colpire le potenzialità di crescita. Sarebbe uno scenario molto grave per l'Europa: occorre pretendere con forza un'inversione delle priorità, salvando l'unica politica Ue a favore degli investimenti. La storia europea ci ha insegnato che nuove imprese e nuova occupazione non nascono finanziando difesa, armi e muri.

Redazione Nove da Firenze