Rubrica — Editoria Toscana

VelEni del giornalista Fabio Amendolara venerdì a palazzo del Pegaso

Il libro è il frutto di una lunga inchiesta giornalistica che ricostruisce il legame tra i delitti Mattei, De Mauro e Pasolini. Una vicenda tutta all'italiana che non può non coinvolgere la mafia e perfino un tentato colpo di stato. Intrighi e lobby di potere che seguono la scia del Petrolio


La presentazione del libro VelEni del giornalista Fabio Amendolara si terrà venerdì 19 gennaio 2018, ore 17 sala Gigli, palazzo del Pegaso, sede del Consiglio della Regione Toscana, via Cavour 4 Firenze. L'incontro alla presenza dell'autore si aprirà con il saluto del Presidente del Consiglio Eugenio Giani, seguirà quello del consigliere regionale Giovanni Donzelli; tra i relatori il giornalista Duccio Tronci.

VelEni è il frutto di una lunga inchiesta giornalistica con la quale Fabio Amendolara ricostruisce il legame tra il delitto Mattei, De Mauro e Pasolini. Una vicenda tutta all'italiana che non può non coinvolgere la mafia e perfino un tentato colpo di stato. Intrighi e lobby di potere che seguono la scia del Petrolio; infine un nome, fin'ora nascosto, emerge dai documenti investigativi degli inquirenti: Emilio Colombo, presidente del Consiglio dal '70 al '72.

Poteri forti, fortissimi, che muovono soldi, faccendieri e barbe finte, che decidono le sorti energetiche ed economiche del Paese, e che hanno potere di vita e di morte. Un intrigo tutto italiano che ha sullo sfondo l’ombra della mafia siciliana. Personaggi di primo piano della Prima Repubblica, rimasti più o meno nascosti, muovono le pedine su uno scacchiere alla cui base ci sono potere e petrolio; figure importanti, poi annoverate tra i martiri dello Stato, mostrano un’altra faccia e intellettuali considerati tutti d’un pezzo si lasciano condizionare da un padrone o dal denaro. Un testimone importante viene ignorato, con molta probabilità conosceva una parte della storia che è rimasta segreta e che forse lo rimarrà per sempre.

Fabio Amendolara è cronista di nera e giudiziaria. Ha collaborato con i settimanali Oggi e Panorama. Ha lavorato per il Quotidiano della Basilicata, la Gazzetta del Mezzogiorno e Libero. Ora si occupa di inchieste per il quotidiano La Verità, diretto da Maurizio Belpietro. Alcune sue inchieste hanno contribuito alla riapertura di casi di cronaca nera: il giallo di Anna Esposito, poliziotta di Potenza che si riteneva si fosse suicidata, e la misteriosa morte di Santino Tuzi, brigadiere dei carabinieri trovato senza vita dopo aver svelato particolari inquietanti sull'omicidio di Serena Mollicone. Ha ricevuto il Riconoscimento "Mimmo Beneventano" per le inchieste giornalistiche sulle infiltrazioni della camorra nella pubblica amministrazione, due volte il Premio internazionale Livatino e la medaglia del Senato della Repubblica per l'impegno per i diritti di genere.

Redazione Nove da Firenze