Sant'Orsola, la ''dote'' di Matteo Renzi verso Palazzo Vecchio

Le associazioni: “Il Comune metta in agenda la questione Sant’Orsola, prima della fine del mandato amministrativo”.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
16 ottobre 2013 20:43
Sant'Orsola, la ''dote'' di Matteo Renzi verso Palazzo Vecchio

Le associazioni promotrici della petizione popolare per “bellezza e legalità al Mercato Centrale e a San Lorenzo” invitano il Sindaco Matteo Renzi a cogliere adesso - prima della fine del mandato - l’opportunità di un ampio e attivo coordinamento delle realtà associative del rione di San Lorenzo per realizzare una strategia partecipativa con una “Cabina di regia obiettivo Sant’Orsola”, cui partecipino le diverse amministrazioni pubbliche, gli operatori economici e i residenti interessati alla riqualificazione del rione San Lorenzo. L'ex Convento, adesso scatola vuota e abbandonata, è entrato nella disponibilità della Provincia di Firenze che non è riuscita con le amministrazioni Renzi e Barducci ad uscire dalle intricate maglie burocratiche e ristrutturare gli ambienti. Matteo Renzi ha attaccato il presidente Andrea Barducci per l'immobilismo di questi anni dichiarando di aver lasciato nel 2009 in dote alla Provincia sia il convento che i soldi per poter mettere mano alla riqualificazione.

Ha fatto di più, ha detto a Barducci di abbandonare e di lasciare che il Comune se ne possa occupare direttamente. Un lascito economico che però Barducci sostiene di non aver trovato ed anzi, di essere rimasto fermo in un cruciverba finanziario per poter portare a termine un project complicatissimo che non ha suscitato alcun interesse negli investitori privati. L'attuale numero uno di Palazzo Medici Riccardi non ci sta a passare per incompetente ed ha replicato colpo su colpo alle stoccate di Renzi accusandolo a sua volta di mentire nascondendo la realtà dei fatti. In questa battaglia politica si è intromessa la Sovrintendenza che cogliendo al volo l'occasione, come spesso capita all'istituzione, notoriamente squattrinata, ha concesso al professor Silvano Vinceti frontman del Comitato per la valorizzazione dei beni storici di svolgere le ricerche sulle spoglie mortali di Lisa Gherardini del Giocondo, secondo i massimi esperti di Leonardo modella del grande maestro eclettico del Rinascimento e sepolta all'interno del complesso fiorentino. Gli scavi hanno avvicinato i curiosi, le immagini delle tombe rinvenute nelle cripte delle suore hanno fatto il giro del mondo dando così interesse ad un rudere che oramai faceva orrore ad un vespasiano.

Un grande risultato mediatico? "Una operazione culturale necessaria" per i ricercatori. Il risultato? Gli scavi sono andati avanti in autonomia, con il professor Vinceti entusiasta a tal punto da rivolgere il formale invito al Louvre di Parigi di 'prestare' La Gioconda a Firenze per una eccezionale mostra. Al tempo stesso, forse, la presenza degli scavi "Propedeutici e necessari" prima di procedere con i lavori, potrebbe aver tenuto lontani potenziali interessati. Ma come? Il fascino di Leonardo non avrebbe dovuto attrarre i privati? Dipende da come si intende gestire gli spazi.

Le ossa rinvenute aspettano l'esito degli esami specialistici, ma l'idea di un percorso museale ad esempio ha già preso piede. Nel progetto abbiamo visto di tutto: piscine, biblioteche, auditorium, sala prove, uffici amministrativi, parcheggi.. Sarebbe bastato coprire lo stabile mettendoci un tetto, intanto. “Riqualificazione urbanistica partecipata, recupero di edifici storici e spazi urbani complessi: Firenze obiettivo Sant’Orsola” questo l'appuntamento è per Sabato 19 ottobre, presso l’Auditorium di Sant’Apollonia, in Via San Gallo 25/a, dalle ore 16 alle 20. L’obiettivo delle associazioni è quello di far impegnare l’Amministrazione Comunale - entro la fine del mandato, cioè maggio 2014 - alla predisposizione degli atti formali per la realizzazione di una strategia partecipativa con una “cabina di regia obiettivo Sant’Orsola”, che possa gestire da subito la complessità posta da un edificio pubblico abbandonato da anni nel cuore della città patrimonio dell’umanità tutelato dall’UNESCO.

Nello specifico la rete di associazioni fiorentine propone la riconquista degli spazi e delle funzioni di Sant’Orsola, anche attraverso usi temporanei, che finalmente consentano la riapertura di questo luogo e ai cittadini di riappropriarsi progressivamente di questa parte delle città.

Ad oggi hanno aderito all’iniziativa i seguenti architetti ed esperti: Francesco Alberti, Vincenzo Bentivegna, Stefano Bertocci, Alberto Breschi, Fabrizio Casetti per Spazio Grisù (Ferrara), Giuseppe Cacozza, Tatiana Campioni, Sergio Carini, Gabriele Corsani, Raffaele De Angelis per lo Studio HLM (Londra), Alberto Di Cintio, Cinzia Gandolfi per l’Istituto nazionale per la trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale, Vittorio Gimigliano per Officine Urbane (Reggio Emilia), Pietro Giorgieri, Francesco Gurrieri, Alessandro Jaff per l’Ordine degli architetti di Firenze e provincia, Leonardo Sangiorgi per lo Studio Azzurro (Milano), Andrea Mannocci, Manlio Marchetta, Marco Massa, Franco Montanari per la Fondazione Aldo Della Rocca (Roma), Maurizio Mucciola per lo Studio Kengo Kuma (Tokio), Giancarlo Paba per la Fondazione Michelucci (Firenze), Andrea Parigi, Camilla Perrone, Pierluigi Piccini, Chiara Pignaris, Vaclav Pisvejc, Stefano Serafini, Goffredo Serrini, Bruno Toscano, Lorenzo Vallerini e Mariella Zoppi.
AntLen

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