Lunedì la Giornata nazionale del Braille

Un open day alla stamperia Braille di Firenze per far capire agli studenti la portata rivoluzionaria del metodo di scrittura che ha cambiato la vita ai non vedenti.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
19 febbraio 2010 15:29
Lunedì la Giornata nazionale del Braille

Se l’uomo ha cominciato a scrivere circa 5000 anni fa, ci sono persone che hanno questo privilegio soltanto da due secoli. Sono i non vedenti, che hanno potuto ‘rivedere la luce’ grazie a Louis Braille, l’uomo che ha avuto la geniale intuizione di codificare un metodo di scrittura e lettura per chi non vede. Anche quest’anno l’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Firenze e della Toscana organizza, in collaborazione con la Regione, l’Ufficio scolastico e l’Unità territoriale di coordinamento per il supporto all’integrazione scolastica degli alunni minorati della vista in Toscana (Utc), un evento speciale in occasione della prima Giornata nazionale del Braille.

Lunedì 22 febbraio alla stamperia Braille della Regione Toscana in via Nicolodi 2 si svolgerà un open day dal titolo “Il libro è la vista dei ciechi: fra passato e futuro”. In quell’occasione gli studenti insieme ai loro insegnanti potranno partecipare, dalle 9 alle 15, a visite guidate all’interno della stamperia per conoscere le principali tecnologie per la produzione del libro Braille, dalle macchine meccaniche alle procedure informatizzate, per apprezzare la vastità di volumi a carattere letterario, scientifico e musicale che negli anni sono stati creati per i non vedenti, e soprattutto per toccare con mano quanta importanza abbia la cultura nell’abbattimento delle barriere imposte dalla minorazione visiva.

In occasione della giornata si terrà anche un convegno al quale parteciperanno l’assessore alle politiche sociali della Regione Toscana Gianni Salvadori, il coordinatore Utc Antonio Quatraro e il presidente regionale Uic Virgilio Moreno Rafanelli. "Pochi sanno con precisione che cosa sia il Braille – spiega Quatraro -. Ebbene, innanzitutto va detto che è un altro modo di leggere e di scrivere. È un codice formato da soli 64 simboli che è basato su 6 puntini in rilievo, leggibili scorrendo le punte delle dita.

Il bello è che può rappresentare qualsiasi alfabeto e anche qualsiasi formula o spartito musicale". Louis Braille, l’inventore, lo ha messo a punto nel 1825, all'età di soli 16 anni, dopo che nell’arco dei secoli si erano succeduti numerosi tentativi andati a vuoto. Un segno Braille assume numerosi significati, a seconda del contesto in cui compare. Ma quando può servire il Braille? "Praticamente in ogni momento della vita privata o professionale – risponde Quatraro -. Serve a chi studia e lavora.

Ma anche ad esempio per giocare a carte, riconoscere i medicinali o avvicinarsi ai musei più all’avanguardia sotto il profilo dell’accessibilità". Inoltre, per colloquiare comodamente con il computer, è stato inventato anche il display Braille. Il Braille si comincia ad insegnare dalla scuola materna, con i primi esercizi-gioco. I tempi e i percorsi di apprendimento non differiscono molto da quelli normali, salvo tener presente che la velocità di lettura tattile è inferiore a quella visiva.

Un adulto non impiega molto tempo per imparare il Braille, ma ci vuole molta pazienza per fare esercizio. A Firenze è nata la prima stamperia nazionale Braille, ora gestita dalla Regione Toscana, che vende testi di argomento vario e spartiti musicali. La Biblioteca italiana "Regina Margherita" di Monza è invece una biblioteca circolante, basata sul prestito a distanza. I libri vengono spediti in franchigia postale e poi restituiti dal lettore. Ma un non vedente può leggere anche attraverso il ‘libro parlato’, ovvero l’audiolibro registrato da voci professionali.

"Il Braille è la prima finestra sul mondo a disposizione di chi non vede – conclude Quatraro –. Purtroppo non si fa il possibile per promuoverne l’insegnamento. La scuola non è ancora preparata ad insegnare il Braille come si deve, gli studi musicali sono praticamente scomparsi per mancanza di personale preparato, e molto ancora c’è da fare per orientare gli amministratori e le famiglie sull’importanza di questo metodo anche per chi ha una risorsa visiva troppo limitata per consentire una lettura accettabile". La foto è tratta dall'album di Thijs van Exel su Flickr.

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