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giovedì 2 settembre 2010 - 22:19

ECONOMIA

Gli agricoltori pisani hanno ceduto alla crisi un quarto del reddito

Domenica 7 febbraio 2010, 19:10 | Economia | Commenta



Gli agricoltori pisani hanno ceduto alla crisi un quarto del reddito
(Pisa) Tra crisi grave e pericolosa e nuove prospettive per guardare ad un mercato diverso da quello “storico” dal quale l’agricoltura italiana e sempre più fuori. Spesa in campagna, filiera cortissima, un patto con la società che trasformi il consumatore in coproduttore. Sono stati questi i punti cardine della relazione del presidente della Confederazione Italiana Agricoltori della Provincia di Pisa che ha iniziato la lunga fase congressuale che si concluderà a maggio con l’elezione delle cariche. Un congresso che rivoluzionerà la Cia stessa, perché il presidente dovrà essere un agricoltore e perché istituirà la nuova figura del direttore. “Il settore attraversa la più grave crisi degli ultimi decenni, c’è stata una riduzione del 25% sul reddito degli agricoltori - ha detto Berti - I fattori che l’hanno determinata sono diversi. Principalmente la contrazione della domanda a livello mondiale in combinazione agli effetti del razionamento del credito. A queste dinamiche legate alla crisi macroeconomica, si aggiungono difficoltà specifiche dei mercati agricoli con molte incertezze per il futuro delle nostre imprese e complessivamente delle aree rurali“. Qualche dato.

A Pisa l’export agroalimentale è sceso a quota 51 milioni di euro con una flessione del - 8,2%, qualcosa meno comunque della media toscana che ha a Livorno il dato più negativo sopra il 20%. Nel 2009 è stato registrato un -35% nell’ export di vino (la riduzione evidenzia anche la difficoltà ad aggredire mercati emergenti). Un -40% di riduzione e di produzione per l’olio, insieme al tracollo del cerealicolo ed alle difficoltà della zootecnia e dell’allevamento. Anche il - 5.6% di presenze in agriturismo ha contribuito alla crisi. “La nuova legge regionale sull’agriturismo darà nuove opportunità alle imprese agrituristiche ed alle imprese che trasformano produzioni aziendali - ha detto Berti - Tutto questo avverrà in una logica di fattiva semplificazione delle procedure.

E riguardo l’avversione alla legge da parte delle associazioni dei commercianti ed in particolare da parte di ristoratori e albergatori, sono convinto che si sbagliano, e lo sono perché credo che questa revisione porti benefici anche a loro. Intanto perché si sanciscono meglio alcuni principi come quello della prevalenza e della tracciabilità dei prodotti“. Berti, infine, ha rilanciato il patto con la società. Che ha come perno quello di rendere di portare i consumatori vicini ai produttori, farne una sorta di co-produttori. La prima tornata si è conclusa con l’elezione di 15 delegati al congresso regionale dopo il quale ci sarà l’assise nazionale.

Carlo Baroni





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