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giovedì 2 settembre 2010 - 22:30

CRONACA

Gothic Lolita: una moda alla ricerca del tempo perduto

Venerdì 16 febbraio 2007, 18:54 | Cronaca | Commenta



Firenze, 16 febbraio 2007 - Arriveranno anche a Firenze le Gothic Lolita, le donne, per la maggiore parte giovani, che vestono gli abiti delle vecchie bambole di porcellana, in stile vittoriano. Secondo quanto annunciano i loro svariati siti, l'incontro, un raduno difficile da quantificare in presenze, si dovrebbe tenere il 25 e il 26 marzo nel capoluogo toscano. Un incontro che avviene ogni anno: l'anno scorso a Milano.

Il fenomeno, che vanta origini giapponesi, sembra essere, di fatto, molto anche in Italia e, sia pur difficile da quantificare, in quando non esistono dati certi in merito, anche a Firenze non è difficile incontrarlo. Spesso per strada ci si imbatte, scambiandoci sul marciapiede, con una Gothic Lolita. Solo allora colui che le incontra inizia ad osservarne le movenze, gli abiti, i sorrisi stampati sulla faccia di queste ragazze che sono, almeno aspirano ad essere, Alice nel paese delle meraviglie. Merletti, gonnelline a fiori, cappelli, calzettoni lunghi, nella maggior parte dei casi bianchi: sono i loro consueti abiti, con i quali quotidianamente vestono, lavorano, studiano, si relazionano col mondo. Un fenomeno che dal Giappone, a seguito di mode musicali, si è diffuso velocemente a partire dagli anni ottanta sino ai giorni nostri. L'ideale che sta alla radice dell'evento a ben guardare incarna ragioni nel nome di una giustizia e di un'uguaglianza sociale assente nella società contemporanea. Nonostante questi aspetti, l'elemento principale della moda è lontano da attese ed etiche politicizzate o ideologiche, tanto da materializzarsi in uno stile teatrale come se le ragazze che lo manifestano vivessero in un mondo incantato. Tuttavia, al di là della semplice apparenza, riflettendoci sopra, attorno a questo fenomeno si sta, in Italia come in Giappone, sviluppando una propria pubblicistica che propone testate perlopiù dedite a servizi fotografici che ritraggono esempi di lolita da pubblicizzare. Prototipi di modelle da emulare. Una moda che, di certo, si relaziona solo alla base dell'apparenza ma che, in sostanza, denota una sorta di malessere giovanile che talvolta si esprime in un modo talvolta in un altro. Malessere frutto di un profondo disagio dell'universo giovanile, presente a Firenze e in Italia e sempre più in espansione. Le Lolita sono, infatti, le bambole del duemila, lontane dalla realtà sociale dalla quale fuggono. Vivono come in un sogno col presupposto di esistere in uno spazio da loro stesse costruito di stampo vittoriano, lontano dagli attuali trascorsi storici. Insomma, si tratta di un estraniamento per loro dire innocente, un modo come tanti per esorcizzare un dramma collettivo probabilmente dovuto al nostro tempo. Un malessere che emerge là dove tra i giovani sono saltati ogni riferimento o, ancor peggio, punto d'approdo nei confronti di una convivenza storica e civica all'interno del contesto sociale. In altri termini, questo fenomeno che trasforma la realtà di certe ragazze in una sorta di teatralizzazione quotidiana è forse l'ennesimo SOS che i giovani lanciano a destinatari ignoti, un modo per crearsi un futuro finto, sintetico, costellato di falsi miti. Un'assimetria geografica che erroneamente tende ad unire due emisferi culturali ed etnici in modo sbagliato. Unire non significa emulare, ma comprendere, rispettare. Insomma, uno spazio astratto il quale procede verso una destinazione anonima, di forte impatto emotivo che, come sostiene lo storico Hobsbawm, non dà inizio ad una nuova epoca ma tende a protrarre la passata e la presente cancellando col buio della "notte" la strada al futuro eminente.

Iuri Lombardi





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Commenti

Commento Questo post è pura fantasia: non siamo delle malate.
Una delle Lolite italiane (non presente a Firenze in quei giorni)

Amnesia MoonDust, martedì 27 gennaio 2009, 20.53

Commento cito tue parole
("Insomma, si tratta di un estraniamento per loro dire innocente, un modo come tanti per esorcizzare un dramma collettivo probabilmente dovuto al nostro tempo. Un malessere che emerge là dove tra i giovani sono saltati ogni riferimento o, ancor peggio, punto d'approdo nei confronti di una convivenza storica e civica all'interno del contesto sociale. In altri termini, questo fenomeno che trasforma la realtà di certe ragazze in una sorta di teatralizzazione quotidiana è forse l'ennesimo SOS che i giovani lanciano a destinatari ignoti, un modo per crearsi un futuro finto, sintetico, costellato di falsi miti.")

e aggiungo : dobbiamo ridere?no perchè se si dimmelo che non lo capita?
anche perchè tra noi lolita italiane tutto questo malessere non l'ho visto mica sai......e mi pare ci fossi pure al quel "fantomatico" raduno di firenze, spero amore mio questi "raduni" che facciamo sai cosa sono?un modo per vedersi visto che la maggior parte di noi abita lontano
se la prossima volta vorrai aggiornarti sul GL(gothic lolita) ti prego di passare prima dai forum adibiti a questo argomenti e non campare per aria tue "personali" teorie su un fenomeno che alla fine NON esiste, è solo una moda, sono solo vestiti!

chiara(painkiller80), martedì 3 febbraio 2009, 02.52

Commento Non c'è niente di vero in questo articolo del cavolo..
Ma i giornalisti non dovrebbero diffondere la verità??!
Queste sono solo menzogne e diffamazioni senza senso..

..SaKu.., martedì 3 febbraio 2009, 07.21

Commento Scusate l'intromissione, io non sono un esperto, né, a parte qualche cosa in TV, ho mai visto una GL... potrei chiedere a chi ha commentato questo articolo di inviare alla Redazione un articolo per spiegare cos'è questo fenomeno, se ci sono raduni, i numeri in Italia... ecc. ecc..
Penso che sarebbe un bel modo di fare infomazione 'dal basso' e confutare le tesi del giornalista con argomenti chiari e sostanziosi.
Ciao a tutti!!

Stefano Ravaioli, martedì 3 febbraio 2009, 11.25

Commento Cari giornalisti italiani,
so che dovete trovare il notiziabile anche nel non notiziabile ma non prendetevela sempre col lolita.
E' semplicemente una moda!
Così come un giorno posso alzarmi e mettere i jeans, un altro posso indossare camicetta e gonnellona.
E' SOLO PURO ABBIGLIAMENTO.
Perchè dovete trovarci lo strano e l'ambiguo?

elena aiello, mercoledì 4 febbraio 2009, 14.00

Commento Salve sono Itrill, fondatrice e amministratrice della prima community sul Lolita in Italia, il Gothic Lolita Zone. Mi è stato segnalato questo articolo, e mi sento in dovere di rispondere.

Cito la frase che riassume TUTTO ciò che c'è di sbagliato nell'articolo:
"Le Lolita sono, infatti, le bambole del duemila, lontane dalla realtà sociale dalla quale fuggono. "

Prima di tutto NON siamo "Lolite".
Noi VESTIAMO Lolita (o Gothic Lolita), o potremmo dire che chi veste casual sia un "Casual"? è assurdo.
Vestire Lolita non presuppone nessuna corrente di pensiero politica, artistica, musicale e per questo non può nemmeno essere paragonato al Gotico o a Punk.

In secondo luogo, non siamo assolutamente "lontane dalla realtà sociale" in quanto viviamo esattamente come tutte le altre nostre coetanee (andiamo dai 12 ai 30 anni); anzi, grazie al lolita, abbiamo rispolverato valori quasi del tutto inesistenti nel 2009 in Italia, come la pudicizia e la cura del proprio corpo e del proprio aspetto esteriore ( si dice "Mens sana in corpore sano") che oggigiorno mancano a molte donne di ogni età.
Grazie al lolita hanno riscoperto l'arte sartoriale, l'importanza della qualità dei tessuti, un certo senso critico, e la forza di esprimere i propri gusti estetici indipendentemente da quello che pensano gli altri.

Siamo per lo più ragazze maggiorenni, lavoriamo o studiamo (a volte entrambe le cose) e coltiviamo la nostra passione con sacrificio. Al mondo c'è chi è ossessionato dai videogames, chi colleziona francobolli e chi non riesce a vivere se non si compera un cellulare nuovo ogni 2 mesi; noi semplicemente vogliamo vestire così, e lo facciamo quando ci pare. Non sprechiamo nulla (indossiamo tutto quello che comperiamo) e siamo felici, è un reato?

Aggiungo che tutte le ragazze che vestono lolita sono MOLTO aggiornate in fatto di valute estere, di compravendita internazionale, nell'utilizzo avanzato di internet e email, riescono a comunicare dall'Italia al Giappone/Cina in inglese, tutte cose che una ragazza nella media non saprebbe nemmeno da dove iniziare.
...e questo me lo chiamate fuggire dalla realtà?

Scrivete di chi DAVVERO fugge la realtà di questi tempi, dei ragazzini (e purtroppo anche adulti) che non sanno utilizzare un pc, che non sanno che esiste altro otre a Uomini &Donne o Amici, di ragazzini che alla scuola media spacciano droga, o che passano tutto il loro tempo a chattare per soddisfare il loro assoluto bisogno di contatto umano...o che mettono online delle loro foto mezze nude per sentirsi dire vuoti complimenti da sconosciuti allupati, del P-gold, del fenomeno Netlog tra gli adolescenti... di tante altre mille cose.

L'importante è INFORMARSI BENE, perchè è facile fare un articolo così e poi dire "allora fatelo voi". No, non siamo NOI dei giornalisti, non siamo noi ad aver ricevuto compensi.
Se l'intenzione è quella di rimediare a questo scempio di articolo noi tutte siamo ben disposte a rilasciare interviste, ma non di certo a scrivere al posto vostro.

.:Itrill:., mercoledì 4 febbraio 2009, 17.43

Commento Caro Stefano Ravaioli, in effetti non sarebbe una cattiva idea che a parlare di un certo argomento fossero persone che lo conoscono.
Ma non vedo perchè dovremmo regalare a questa Redazione, che non ha saputo scrivere nulla di verosimile o sensato, un articolo ben fatto.
I loro giornalisti sono pagati per cosa? Che assumano qualcuno di competente.

strawberry_ff, mercoledì 4 febbraio 2009, 18.26

Commento personalmente vesto anche io lolita, e leggendo questo articolo non mi sono sentita diffamata. sarà perchè l'ho letto sotto un'altra ottica, ma trovo sia plausibie che, al pari di chi magari si butta in un altro tipo di passione come i videogiochi ed esclude la realtà circostante creandosi una cerchia di amici virtuali o esclusivamente conosciuti su internet, sia possibile che magari molte ragazze insoddisfatte della loro realtà trovino in una passione come il lolita un modo per ricostruire un mondo che le ha deluse! non dico che siamo tutte così!!!perchè quello sarebbe il vero insulto! ma penso che tra di noi ci siano! esattamente come ci sono in qualsiasi tipo di fenomeno di moda o meno, di massa o meno, ecc ecc. spero di essere riuscita a spiegarmi e domando scusa per chi leggendo si ritenga offeso, ma non è mia intenzione fare ciò!!

redusagi, giovedì 5 febbraio 2009, 08.39

Commento Giusto una precisazione: i giornalisti di Nove non sono pagati! Come si può leggere sul sito:

"Nove da Firenze è realizzato da una redazione di volontari, costituiti in associazione culturale senza fini di lucro. Rete di Comunicazione Democratica, questo il nome dell'associazione iscritta nel Registro regionale delle Associazioni di promozione sociale..."

"Si tratta di giornalisti professionisti e pubblicisti, che dedicano parte del proprio tempo libero alla sperimentazione di nuovi linguaggi internet."

Andrea Chiga, giovedì 5 febbraio 2009, 10.56

Commento Non vedo perchè bisogna sempre condire questo tipo di articoli con le parole malessere, disagio, estraniamento dalla società.....
Noi non lanciamo nessun tipo di SOS, semplicemente ci piace vestirci così. Diamine, si sta parlando di MODA, VESTITI!!!!

8ninfa7, giovedì 5 febbraio 2009, 15.21

Commento oioia signor giornalista... tutti 'sti castelli in aria per una gonna a mongolfiera e una camicetta? XD
se mi mettessi salopette e camicia a righe o un abito lolita io rimango quella che sono, non è che recito la parte e mi immedesimo in un costume... un vestito non fa un'ego.

Seiya, sabato 23 maggio 2009, 17.09


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