Vaccini: sospesa la moratoria in Veneto

La Regione Toscana chiede ulteriore parere al Garante sull'accordo. Nessun obbligo per le famiglie di presentare la documentazione che attesta la situazione dei propri figli. C'è un punto debole: il Consenso Informato


E' stato sospeso, giovedì, il provvedimento del Veneto che prevedeva una moratoria di due anni per la presentazione della documentazione vaccinale da parte dei genitori per l'iscrizione a nidi e asili. "Apprendiamo con soddisfazione la decisione del Veneto di allinearsi alla normativa nazionale" ha affermato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Il 24 Agosto scorso la Regione Toscana ha siglato un accordo con le ASL, l'Ufficio scolastico regionale e l' ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), che prevede di demandare alle Unità Sanitarie Locali i controlli sullo stato di vaccinazione dei bambini rispetto alle nuove e pesanti richieste del Decreto Legge votato ad Agosto. In sintesi, l'iter prevede che i dirigenti scolastici inviino alla ASL di competenza gli elenchi degli alunni iscritti e che quest'ultima, una volta verificata la situazione vaccinale di ciascun bambino, provveda a contattare direttamente le famiglie che devono mettersi in regola in base alle disposizioni legislative.

La Regione Toscana ha inviato martedì una richiesta di parere al Garante per la protezione dei dati personali, in merito all'accordo siglato dalle tre Asl toscane, dall'Uffico scolastico regionale e dall'Anci Toscana, per semplificare alle famiglie e alle istituzioni l'applicazione della legge sull'obbligo vaccinale, già a partire dall'anno scolastico 2017/2018. L'accordo era già stato inviato al Garante subito dopo la firma, il 24 agosto scorso. Successivamente (1 settembre), il Garante aveva emanato un provvedimento urgente su privacy e vaccini, nel quale autorizzava la trasmissione degli elenchi degli iscritti dalle scuole alle Asl (i punti 1 e 2 dell'accordo siglato in Toscana). Il provvedimento del Garante non si esprimeva invece in alcun senso sulla comunicazione da parte delle Asl alle scuole e agli uffici comunali dei nominativi degli iscritti non in regola con gli obblighi vaccinali (punto 3 dell'accordo). Ed è proprio su questo punto che la Regione ha chiesto un ulteriore parere al Garante. Nella richiesta, si specifica che la comunicazione dalle Asl alle scuole avverrebbe in modo tale da trasmettere solo i nominativi degli iscritti e la condizione di eventuale irregolarità rispetto agli adempimenti di legge, senza inviare invece alcun dato sensibile inerente alle singole vaccinazioni, le eventuali patologie o le condizioni particolari di esenzione. E si sottolinea che l'accordo stipulato in Toscana tende a garantire procedure di massima efficienza, cercando di semplificare al massimo le procedure, sia per i cittadini che per scuole e Comuni. Per questo la Regione chiede il parere del Garante in merito alla possibilità di dare piena attuazione all'accordo, in particolare in riferimento al punto 3, tenendo conto della delicatezza, del rilevante interesse pubblico e dei tempi strettissimi (10 settembre) entro cui dovranno essere garantiti gli adempimenti.

In dettaglio, l’accordo prevede una procedura semplificata secondo cui sono l’amministrazione comunale – competente per le proprie strutture e quindi per la fascia fino a 3 anni – e l’Istituto Comprensivo – competente per tutti gli altri iscritti sul territorio - a interfacciarsi con la ASL competente, trasmettendole gli elenchi degli iscritti e delle iscritte. Alla verifica della situazione vaccinale provvederà la ASL stessa, contattando poi i familiari di coloro che non risultano in regola proprio ai fini della regolarizzazione, ai sensi della Circolare 25233 del 16 agosto scorso del Ministero della Sanità. In ultimo, la ASL comunicherà ai servizi scolastici i nomi degli iscritti e delle iscritte non in regola, per le successive determinazioni del caso. In attesa degli accertamenti, la frequenza di tutte le iscritte e tutti gli iscritti prosegue secondo le consuete modalità.

Il concetto di “consenso informato” costituisce un vero e proprio punto chiave all’interno del nuovo Decreto Legge in materia di prevenzione vaccinale. L ‘Italia non ha una legge specifica a riguardo, ma ha recepito alcuni capisaldi derivanti dai trattati internazionali sulla salute di cui è stata cofirmataria, i quali conferiscono al Consenso Informato lo status di elemento IMPRESCINDIBILE per tutti i trattamenti sanitari (ogni tipo di intervento e/o atto medico libero o obbligato nel caso del nuovo sistema vaccinazioni introdotto recentemente nel nostro Paese ).

Redazione Nove da Firenze