Vaccinazioni: le scuole trasmetterano gli elenchi degli iscritti

Siglato un accordo tra aziende sanitarie, Anci e Ufficio scolastico regionale. Le famiglie non dovranno presentare alcuna documentazione per l'iscrizione e la frequenza a scuola dei figli. Lettera Aperta a Enrico Rossi dal Comitato Libertà di Scelta Vaccinale


FIRENZE- Un accordo che prevede che le scuole trasmettano gli elenchi degli iscritti alle Asl, che verificheranno la situazione vaccinale di ogni bambino e si attiveranno con i familiari per l'eventuale regolarizzazione. L'accordo è stato siglato oggi nella sede dell'Ufficio scolastico regionale, in via Mannelli 113, tra le tre aziende sanitarie toscane (centro, nord est e sud ovest), l'Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Toscana, e l'Ufficio scolastico regionale. A firmare, il direttore dell'Ufficio scolastico regionale per la Toscana Domenico Petruzzo, i direttori dei Dipartimenti della prevenzione di ogni azienda (Renzo Berti per Toscana centro, Ida Aragona per Toscana nord ovest, Paolo Madrucci per Toscana sud est), e, per l'Anci, la delegata del presidente Grazia Fantozzi. In considerazione del fatto che l'articolo 3 della legge nazionale del 31 luglio scorso con le disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale prevede la possibilità di adottare una procedura semplificata; che l'Ufficio scolastico regionale è in grado di trasmettere gli elenchi degli alunni, e altrettanto può fare l'Anci per i bambini iscritti agli asili nido; e che le tre aziende sanitarie toscane, una volta acquisiti gli elenchi, sono in grado di verificare gli adempimenti vaccinali, l'accordo siglato oggi stabilisce che:

- gli istituti scolastici e i servizi educativi provvederanno alla trasmissione degli elenchi degli iscritti alle Asl competenti per territorio entro il 31 agosto 2017;

- la Asl provvederà alla verifica della situazione vaccinale di ogni iscritto e si attiverà, contattando i familiari, per coloro che risulteranno non in regola, al fine della loro regolarizzazione;

- alla fine di questo percorso, la Asl comunicherà alle strutture scolastiche ed educative interessate i nominativi dei bambini non in regola, per le successive determinazioni del caso.

Nelle more degli accertamenti - si chiarisce nell'accordo - la frequenza di tutti gli iscritti prosegue secondo le consuete modalità. Dell'accordo siglato oggi è stata inviata comunicazione al Garante della privacy.

Per vaccinarsi

Per prenotare una vaccinazione è possibile rivolgersi alla Asl competente o al pediatra di famiglia. La prima cosa da chiarire è che la procedura concordata solleva le famiglie dall'onere di dover presentare alla scuola di frequenza dei figli le certificazioni che attestino le avvenute vaccinazioni: saranno infatti gli istituti scolastici e i nidi a provvedere alla trasmissione degli elenchi degli iscritti alle ASL competenti per territorio entro il 31 agosto. L'Asl procederà poi alla verifica della situazione vaccinale di ogni iscritto e in un secondo momento si attiverà, contattando i familiari, per coloro che risulteranno non in regola per fissare un incontro di sensibilizzazione ed informazione. All’esito del percorso, in caso di diniego alle vaccinazioni mancanti da parte dei genitori, la Asl comunicherà alle strutture scolastiche ed educative interessate i nominativi delle posizioni non in regola per le successive determinazioni del caso.

«In questa fase transitoria niente ostacola la regolare frequenza scolastica e le famiglie non dovranno presentare alcuna documentazione alle scuole circa le vaccinazioni - spiega l'assessore del Comune di Prato Ciambellotti - La legge stessa prevede delle procedure di semplificazione e il nostro obiettivo era appunto quello di facilitare la vita delle famiglie e delle segreterie scolastiche che rischiavano di essere ingolfate dagli accertamenti necessari, per i quali i genitori si sarebbero rivolti ai pediatri. Per gli stessi motivi e per l'incertezza che avrebbe creato non era risolutiva neanche la scelta di far presentare un'autocertificazione. Quindi non vi è alcuna scadenza imminente da rispettare che vieti la frequenza a scuola: pur nell'osservanza della legge statale, la direzione che intendiamo seguire con questo accordo è di collaborare con la famiglie per affrontare insieme la questione dell'adeguata copertura vaccinale e della riduzione del rischio, senza rigidità».

Il Codacons mette a disposizione dei cittadini interessati un modello di istanza da presentare alla ASL e al pediatra di famiglia in caso di convocazione per la vaccinazione. L'istanza è disponibile sul sito del Codacons e fa seguito – in perfetta linea di continuità - al modulo già messo a disposizione della cittadinanza nelle settimane scorse: con quel primo atto, infatti, si chiedeva alle singole ASL e all’Agenzia Italiana del farmaco di prevedere ogni indagine pre-vaccinale e tutelare in ogni modo possibile i piccoli sottoposti alle vaccinazioni obbligatorie per legge.

Intanto una lettera aperta è stata inviata dal Comitato per la Libertà di scelta Vaccinale - Toscana al Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, riguardo allo spinoso tema del diritto alla libertà di scelta terapeutica e all'inclusione scolastica per tutti i bambini toscani:

Gentile Presidente Rossi,
le scriviamo per portare nuovamente alla sua attenzione lo spinoso tema del diritto alla libertà di scelta terapeutica e all'inclusione scolastica per tutti i bambini toscani. Un tema che come genitori, può ben immaginare, ci angoscia e ci tiene costantemente impegnati e concentrati ormai da mesi.
Le chiediamo la disponibilità per un incontro, per poterle esprimere di persona le considerazioni e le proposte che per il momento sintetizziamo qui di seguito.
L’approvazione definitiva della Legge 119 del 31/07/2017 ci vedrà tornare ancora in Regione Toscana - dopo i moltissimi colloqui avuti con i Consiglieri questa primavera, le audizioni in Commissione Sanità, le manifestazioni, le fiaccolate in tutte le città toscane in questa calda estate - con ancora maggiore determinazione e consapevolezza, per difendere i diritti dei nostri figli, di fronte a quelle che dal nostro punto di vista rappresentano gravi lesioni di troppi diritti e principi fondamentali, quali:
- la libertà di scelta terapeutica,
- il diritto all'educazione,
- il diritto alla non discriminazione delle minoranze.
Sono i temi e le azioni su cui oggi chiediamo un serio e concreto impegno da parte della Regione, nell'ambito e nei limiti della propria autonomia, cercando di assicurare almeno ai bambini toscani, alcuni di quei diritti che il DL Lorenzin ha voluto toglierci.
Come tutti ormai sappiamo, molte delle vaccinazioni richieste dal DL non hanno nessun effetto di immunizzazione collettiva o non rispondono a particolari rischi sanitari collettivi (l'unico motivo che potrebbe legittimare un trattamento sanitario collettivo imposto per legge). Infatti:
- il tetano non è contagioso;
- per l'epatite B non abbiamo casi di trasmissione a scuola (inoltre, paradossalmente, i bambini malati possono andare a scuola mentre i non vaccinati no);
- il vaccino per difterite e pertosse non protegge dalla trasmissione del germe tra le persone;
morbillo, parotite, rosolia e varicella sono vaccini a virus vivi attenuati per i quali dopo la vaccinazione si può essere contagiosi (i neo-vaccinati vanno a scuola, mentre i sani non vaccinati no?);
- sui meningococchi non sono note evidenze scientifiche che consentano di ipotizzare un effetto gregge, data la rarità della malattia e la contagiosità non stimabile (scientificamente non si può calcolare la soglia dell'effetto gregge, è un farmaco di protezione individuale).
Viste le conoscenze scientifiche disponibili in materia, non ci sono evidenze che giustifichino la scelta politica dell'esclusione da scuola dei bambini 0-6 anni che seguano calendari vaccinali differenti da quello raccomandato e che fin’ora non hanno arrecato nessun danno ai loro compagni; pertanto, quali diritti inalienabili,
CHIEDIAMO
- che nessun bambino già inserito nel percorso 0-6 venga improvvisamente escluso dalla frequenza, onde evitare effetti retroattivi della legge, che certamente produrrebbe incalcolabili traumi a quei bimbi che fossero obbligati a lasciare i compagni e gli educatori senza motivo di pericolo sanitario alcuno;
- che in assoluto nessuna famiglia venga discriminata e ghettizzata attraverso il divieto di accesso ai nidi e alle scuole dell'infanzia, primi tasselli fondamentali, insostituibili e propedeutici per un percorso di crescita armonioso e integrato verso il mondo della "scuola dei grandi". Ribadiamo, in assenza di alcun rischio e pericolo per la salute pubblica.
- che la Regione metta in pratica con la serietà dovuta tutti i buoni propositi sbandierati con la recente riforma della “Buona Scuola”: quali il diritto allo studio, la lotta alle disuguaglianze e alla dispersione, la continuità didattica.. che in un colpo solo verrebbero ignorati con l’applicazione della L.119, che esclude migliaia di bambini da percorsi formativi fondamentali senza reali motivazioni sanitarie e crea disparità irragionevoli tra famiglie.
Inoltre, stante la piena autonomia delle Regioni in ordine alle sanzioni (richiamata dallo stesso DL) vi invitiamo a disapplicare completamente la norma in questione, evitando qualsiasi tipo di sanzione per le famiglie che in coscienza, assunte tutte le informazioni del caso, abbiano comunque deciso di non procedere con le vaccinazioni dei propri figli (in linea con quanto già previsto a suo tempo egregiamente dalla Regione con la delibera n.369/2006, nella vigenza delle 4 precedenti vaccinazioni obbligatorie, in una situazione epidemiologica che oltretutto dal 2006 ad oggi non è minimamente variata) o comunque a limitare l'applicazione della sanzione alla misura minima prevista dalla legge (ovvero € 100,00).
Riterremmo inoltre doveroso (stante l'introduzione della obbligatorietà) che con Legge Regionale si andassero a disciplinare espressamente anche:
. l'esenzione dai ticket sanitari per le analisi pre-vaccinali di ricerca di titoli anticorpali (in applicazione del D.Lgs. 124/1998, art. 1 comma 4, lett. b), che esenterebbero il minore dal dover ricevere una vaccinazione inutile rischiando fenomeni di iperimmunizzazione, nonché i test allergologici o altri esami pre-vaccinali che possano concorrere ad escludere rischi di reazioni avverse;
. la piena attuazione, in tutte le comunità scolastiche, delle raccomandazioni e precauzioni riportate nelle schede tecniche dei vaccini con virus vivi attenuati, al fine di attuare una concreta tutela dei soggetti immunodepressi; ovvero il divieto di accesso ai locali scolastici a tutti i soggetti (alunni, insegnanti, operatori, fornitori, accompagnatori) sottoposti a vaccinazione MPR-V, per le 6 settimane successive all'inoculazione al fine di evitare la possibilità di trasmissione dei virus ai non vaccinati.
. la corretta applicazione delle norme contenute nella L.n 210/1992, nonchè del comma 13, Art.1 della L. n.238 del 25 Luglio 1997 che reca “Alla presente legge sarà data la massima pubblicità a cura degli assessorati alla sanità delle regioni e delle province autonome tramite affissione di copia della medesima presso ogni ufficio delle prefetture e delle aziende unita' sanitarie locali competente in materia di invalidi civili, presso ogni caserma militare, presso gli uffici delle aziende unità sanitarie locali competenti in materia di vaccinazioni, presso tutti i consolati all'estero della Repubblica italiana, presso tutti i reparti degli ospedali e delle case di cura private, nonche' nei locali adibiti al servizio trasfusionale. Essa sarà altresì pubblicata nel Bollettino ufficiale del Ministero della sanità.”
In conclusione, certi del fatto che ne sia comunque già a conoscenza, ci teniamo a portare alla Sua attenzione, la posizione presa in merito alla Legge, da alcune Regioni italiane, quali:
il Veneto, che ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale per l’illegittimità del DL ed ha annunciato che non applicherà le norme previste per l’esclusione dai percorsi formativi;
la Liguria, che ha dichiarato che nessun bambino verrà escluso dal percorso 0-6, predisponendo per i suoi cittadini la modulistica che permetterà ai bambini stessi di accedere a scuola;
la Lombardia, che ha recentemente affermato che seguirà l’esempio ligure per promuovere la corretta informazione prima di tutto.
Riterremmo che, con gli accorgimenti di cui sopra, la nostra Regione potrebbe distinguersi per senso civico e rispetto del principio di precauzione e di salute, pur sempre nell'ambito dell’obbligatorietà imposta.
Presidente Rossi, la ringraziamo per l’attenzione e confidiamo nell’opportunità di poterla incontrare presto per un confronto ed un ulteriore approfondimento su questi temi.
Confidando in un Suo positivo riscontro.
Distinti saluti

Redazione Nove da Firenze