Uomo della Tramvia: il tempo dei cantieri, tra Social e Fake News

Il 2018 sarà per Firenze l'anno delle Tramvie


Un ruolo scomodo quello dell'Assessore alla Mobilità per una città come Firenze; una conca attraversata da un fiume torrentizio, un museo a cielo aperto sviluppato su un reticolo di strade romane e medievali abbracciate da una circonvallazione ricavata dall'abbattimento di mura perimetrali quando si cercava negli slarghi alberati prestigio e rimembranza, non certo vie di scorrimento preferenziali.
Stefano Giorgetti, già delegato ai trasporti per la pensionata Provincia di Firenze ha raccolto il testimone di Giuseppe Matulli in una staffetta durata 13 anni ed intervallata da una lunga pausa di riflessione. Al grande successo riscosso dalla Linea 1 Scandicci - Firenze infatti, realizzata in un'area strategica adatta all'attraversamento, non è seguito quell'immediato potenziamento strutturale che tanti si aspettavano.
 La Pedonalizzazione del Duomo ha segnato invece gli anni tra il 2010 ed il 2013 con una redistribuzione dei flussi su Santa Maria Novella diventata nodo di ingresso ed uscita e non più di mero attraversamento. Lo stesso nodo ferroviario principale che avrebbe accolto, negli anni ed a regime, i capolinea di altre Linee del tram ed ipoteticamente anche l'imbocco del sottoattraversamento del centro storico. Forse troppo.
Negli stessi anni il trasporto pubblico gestito al 99% dal management politico comunale è stato privatizzato in vista di una gestione privatistica unica e regionale. Un posto in più al tavolo delle trattative.

Lo scorrere del tempo, il Cronoprogramma ha segnato l'esperienza amministrativa dei due uomini chiave della cura del ferro. Attorno alle scadenze si sono alternate varianti, imprevisti, ritardi, riorganizzazioni per un monitoraggio quotidiano di una sezione periferica prima e di due aree contigue e semi-centrali poi.
Agli occhi degli esperti il lavoro di Matulli è stato più psicologico, a lui il compito di imporre la filosofia del trasporto di superficie su ferro ed in sede protetta ad una cittadinanza ostile, a Giorgetti un compito più tecnico sui nodi e sugli incastri dietro la spinta di un'opera finita, una Linea in funzione e ben avviata.
Matulli parlava di "Scambiatori", Giorgetti ha aperto il primo parcheggio in sede autostradale. All'avveniristico ponte al Pignone sono seguiti sottopassi, sopraelevate e ponti provvisori che collegheranno Careggi e Novoli con la Fortezza da Basso.
La progettazione delle Linee 2 e 3 ha dovuto fare i conti con gli spazi a disposizione, strettoie ed ostacoli, con i raggi di curvatura, separazione dei binari di andata e ritorno, consegnando, sulla carta e prima del collaudo, un sistema articolato di scambi che solo i trasportisti possono decifrare e solo i passeggeri potranno giudicare.

Per Stefano Giorgetti, e per i suoi collaboratori, si chiude un 2017 particolarmente sofferto, alternato da inviti come "lasciate l'auto a casa" ad avvisi twittati o postati relativi ad incidenti, deviazioni, blocchi parziali o totali della viabilità dovuti in parte all'allestimento di cantieri in contemporaneo avanzamento su reticoli condivisi, in altri casi a contromisure dettate dall'uso indisciplinato della pubblica via intasata da mezzi privati condotti senza considerazione dell'interesse pubblico.
Sulla comunicazione di servizio si sono poi innestate notizie di mobilità urbana esasperate dal clima di apprensione, perché Firenze non è solo la Tramvia, che hanno prodotto materiale utile a sostenere il fenomeno delle Fake News esploso proprio nel 2017 come arma di distrazione di massa, a volte un boomerang altre un buco nero ma pur sempre influente sull'opinione pubblica.
A segnare infine una svolta digitale nell'allestimento di un'opera invasiva come la Tramvia sono stati i monitoraggi con l'avanzamento dei lavori disponibile in tempo reale: dati di libero accesso e consultazione, sopralluoghi con foto e video anche in presa diretta diramati per mezzo dei Social.
Una informazione utile che ha mostrato la realtà e contribuito a distendere gli animi, oppure un eccesso di notizie che ha prodotto continui feedback e commenti persino fuori luogo? 

La teoria del Caos. Se Matulli era un amministratore "diabolico" misuratosi nel dibattito faccia a faccia con la cittadinanza e riabilitato sulla base dei risultati ottenuti dall'opera costruita in tandem con Andrea Bacci ingegnere della Ataf pubblica, Giorgetti è oggi un amministratore "caotico" smart e social ma ancor più dei sorvoli dei cantieri con il drone saranno i primi test a delinearne il successo che stavolta potrebbe arrivare prima di contare i biglietti venduti. 

Dopo aver smantellato quella rete tramviaria fiorentina che fa ancora luccicare gli occhi davanti agli scatti in bianco e nero dei preziosi Archivi fotografici, il capoluogo toscano nel 2000 ha messo in opera un Ritorno al Futuro che caratterizzerà i prossimi anni fatti di Linee X.Y di raccordo e di prolungamento.

Occorreranno altri cantieri per vedere il Sistema completo ed altri studi dei flussi, cantieri in continua evoluzione che saranno sempre più monitorati da remoto e comporteranno un working progress senza tempo, forse determinando persino l'applicazione di correttivi venendo così meno a quel principio del rispetto del progetto che diventa sempre più vecchio rispetto ad una società sempre più mutevole. 

Ultimo sopralluogo dell'anno ai cantieri della tramvia
Aspettando #tramviaFI: #girocantieri n° 21 | DRONE!

Antonio Lenoci