Università di Pisa: raccolta di capitali su starsup.it

Nobel per la fisica 2017: un pezzo del premio per le onde gravitazionali è dei ricercatori di Cascina. Comau alla Sant'Anna per sviluppare esoscheletri robotici. E' possibile investire nella spin-off dell’Ateneo che studia il sonno in modo semplice e innovativo


FIRENZE- "Una scoperta che ha stupito il mondo". Il Premio Nobel per la Fisica 2017 è stato assegnato agli scienziati Rainer Weiss, Barry Barish e Kip S. Thorne per "il decisivo contributo ai rilevatori Ligo e l'osservazione delle onde gravitazionali". Oggi l'Accademia delle Scienze svedese, conferendo il premio Nobel per la fisica 2017 al team di scienziati che ha inventato gli interferometri in grado di osservare le onde gravitazionali, ha citato anche il rivelatore che ha sede a Cascina, vicino a Pisa, presso l'European Gravitational Observatory.

"Un anno fa - commenta il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi - mi recai a Cascina proprio per rendere onore ai ricercatori che fanno parte di Virgo e che hanno reso possibile, con la loro collaborazione, la straordinaria scoperta dell'esistenza delle onde gravitazionali. Un progresso che dilata la nostra conoscenza dell'universo, i cui effetti nella vita di tutti i giorni sono ancora imponderabili, ma che oggi riceve il massimo riconoscimento per la fisica".

"Un po' di quel Nobel - osserva Rossi -, così come un segmento di quest'importante rivelazione e misurazione, sono anche toscani. La grande scoperta internazionale, coordinata da istituti come quello per la fisica nucleare (Infn) e il Cnr francese, - continua il presidente - parla anche italiano e toscano. La nostra regione ospita infatti una comunità scientifica di qualità, di rilievo internazionale, ed eccellenti infrastrutture di frontiera per la ricerca. Vorrei ricordare infine - conclude – che la presenza di questa struttura a Cascina si deve anche e sopratutto al mio amico e compagno Gino Nunes, allora presidente della Provincia di Pisa, che la volle fortemente nonostante tante opposizioni".

“Non solo un’eccellenza pisana, toscana e nazionale, ma da oggi possiamo dire mondiale. Il laboratorio di Virgo, a Cascina (PI), fa parte delle collaborazioni internazionali che hanno ottenuto il premio Nobel per la Fisica 2017 sulla misurazione delle onde gravitazionali previste già da Albert Einstein un secolo fa. Congratulazioni a ogni singola persona che ha contribuito a raggiungere il massimo risultato possibile, in particolare al ‘padre’ di Virgo, Adalberto Giazotto. Il compito delle nostre istituzioni e della politica dovrebbe essere quello di favorire sempre più la partecipazione italiana a successi simili, coinvolgendo soprattutto le singole eccellenze e professionalità locali, spesso sconosciute, prive di risorse o non valorizzate come meritano”.È quanto dichiarato da Federico Gelli, deputato pisano del Partito Democratico, sul coinvolgimento del laboratorio Virgo di Cascina nell'assegnazione del premio Nobel per la Fisica 2017 per la scoperta delle onde gravitazionali.

SleepActa, spin-off dell'Università di Pisa che studia il sonno in modo innovativo, semplice e non invasivo, è sbarcata sulla piattaforma di equity crowdfunding StarsUp, il primo portale in Italia autorizzato dalla Consob per la raccolta online di capitale di rischio da parte di aziende. Fino al 15 gennaio 2018, a meno che le richieste non esauriscano prima l’ammontare offerto al pubblico, chiunque potrà investire in SleepActa a partire da un importo minimo di 500 euro e direttamente da pc. SleepActa, come raccontano i suoi fondatori, è di fatto "la medicina del sonno in un click". Grazie a un nuovo algoritmo, basato su reti neurali artificiali, la start up è in grado di offrire a medici e ospedali un servizio di analisi del sonno e di refertazione automatica tramite activity tracker indossabili. Di fatto, un sistema in base al quale è possibile raccogliere i dati 24 ore su 24 usando dei semplici braccialetti molto diffusi tra gli appassionati di fitness. Il medico dovrà solo abbinare il braccialetto del paziente a un computer e dopo una settimana potrà sincronizzarlo per inviare i dati al server SleepActa e ottenere così il referto via email in pochi minuti. Il medico potrà quindi scrivere la sua diagnosi inserendo il nominativo del paziente, che non viene mai inviato a SleepActa.

“La nostra idea nasce dalla necessità di sviluppare un esame poco invasivo e sostenibile, in grado di descrivere e oggettivare le caratteristiche del sonno e delle sue frammentazioni, tipiche dell’insonnia inoltre la metodologia che proponiamo è poco costosa e non invasiva”, spiega Ugo Faraguna amministratore unico di Sleep Acta e ricercatore del dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia dell'Ateneo pisano. L'approccio di SleepActa può essere quindi di grande aiuto per risolvere i disturbi del sonno che oggi sono sempre più diffusi tra la popolazione. In Italia 8 milioni di persone soffrono di insonnia e il 73% non si è mai rivolto a un medico. Eppure gli italiani spendono ogni anno mezzo miliardo di euro per l’acquisto di sonniferi. Nel 66% dei casi l’insonnia si protrae per oltre un anno e il 70% delle persone assume sonniferi senza controllo medico da almeno 2 anni. Il 67% delle persone che soffrono di insonnia ha inoltre una bassa qualità della vita, senza dimenticare l'altissimo costo sociale di questo disturbo con i colpi di sonno alla guida che causano mille morti e 120 mila feriti l’anno.

IUVO, società spin-off dell'Istituto di Bio Robotica (Scuola Superiore Sant'Anna) attiva nel campo delle tecnologie indossabili, ha recentemente ricevuto un investimento congiunto da Comau e Össur. L’obiettivo di IUVO è quello di creare strumenti indossabili, intelligenti e attivi, capaci di migliorare la qualità della vita. Primo esempio concreto di questo impegno sono gli esoscheletri robotici, in grado di aiutare e ottimizzare le modalità di lavoro degli operatori nel settore industriale e dei servizi, e gli standard di vita di pazienti che necessitano di una migliore mobilità. IUVO è stata fondata nel 2015 da un team di post-dottorati, professori e ricercatori, con l’obiettivo di sfruttare i risultati di progetti di ricerca nazionali ed europei, come il CYBERLEG ICT FP7. Comau e Össur detengono la quota di maggioranza di IUVO; nella joint venture stipulata tra Comau e Össur, Comau è a sua volta il socio di maggioranza. Questa nuova azienda è sostenuta dalle forti competenze strategiche e tecnologiche che ogni partner apporta. Il focus è su un’attività di ricerca e sviluppo, nonché sul lancio di nuove tecnologie robotiche indossabili, come gli esoscheletri. Comau, leader mondiale nella progettazione di soluzioni di automazione avanzate, porta in questo progetto la sua visione innovativa, la propensione verso tecnologie ‘aperte’ e facili da utilizzare, e la sua capacità di realizzare robot affidabili. Össur è rinomata per fornire soluzioni avanzate e scientificamente collaudate nel settore dell’ortopedia non invasiva che migliorano la mobilità umana. La competenza ingegneristica di IUVO nel campo delle tecnologie indossabili è infine completata dal prestigio e dall'esperienza della Scuola Superiore Sant'Anna. Un aspetto fondamentale di questa azienda è il desiderio comune di sviluppare ed evolvere la collaborazione uomo-macchina in diversi settori, tra i quali l’ingegneria biomedica, la produzione manifatturiera e il mondo consumer. Con sede all'interno dello HUMANufacturing Innovation Center Comau di Pontedera (Pisa), in Italia, e servendosi della collaborazione di un gruppo di ingegneri e ricercatori, IUVO utilizza le competenze congiunte di un team esteso per sviluppare e commercializzare tecnologie indossabili. HUMANufacturing è la via di Comau verso un'automazione industriale ‘aperta’ e facile da usare, in cui gli esseri umani e i robot lavorano insieme senza ostacoli e barriere.

"Questa joint venture rappresenta un passo fondamentale per la creazione di esoscheletri robotizzati indossabili che possano migliorare la mobilità e la qualità della vita umana", ha sottolineato Mauro Fenzi, CEO di Comau. "Unendo il know-how e le tecnologie abilitanti di ogni partner, siamo in una posizione unica per estendere l'uso della robotica al di là del settore manifatturiero e verso una realtà globale più avanzata. Credo che il fattore distintivo di un progetto come IUVO sia la combinazione tra le competenze di Comau nel settore dell’automazione e la vasta esperienza di Össur nel campo della bionica, rafforzato dalla capacità di realizzare prodotti, come gli esoscheletri, capaci di dimostrare i vantaggi della robotica".

Redazione Nove da Firenze