Unicoop Tirreno: sabato incontro su ammortizzatori sociali e contratto integrativo aziendale

L'USB respinge la proposta. Nuovi esuberi per i lavoratori dell’ipermercato Panorama ai Gigli


Il 29 aprile si è tenuto l'incontro tra Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs e Unicoop Tirreno. Le parti si sono confrontate, in coerenza con il verbale sottoscritto lo scorso 25 marzo, per realizzare una intesa sulla gestione dello stato di crisi della Cooperativa. In tema di piano Industriale risulta possibile delineare obbiettivi attesi su sviluppo, riduzione dei costi, politiche commerciali, risultati economici e stabilire sedi, attori e tempi di verifica. La Cooperativa, ha annunciato l’apertura della procedura di licenziamento collettivo ex L. 223/91 e la Uiltucs ha dichiarato la volontà di addivenire ad accordo alla condizione che si concordi quale unico criterio della risoluzione del rapporto di lavoro - (la non opposizione al licenziamento) - la volontarietà. In tema di ricorso agli ammortizzatori sociali, le parti hanno condiviso il possibile ricorso al Contratto di solidarietà per il personale della rete commerciale ed alla CIGS per il personale impiegato presso la sede di Vignale. Relativamente ai trattamenti economici al fine di salvaguardare i livelli occupazionali le Organizzazioni sindacali stanno considerando la possibilità di sospendere temporaneamente alcuni trattamenti economici per il periodo giugno 2017- dicembre 2019. La Cooperativa ha abbandonato la posizione di ridurre costi per 4,5 milioni sul premio aziendale, Tuttavia ci sono distanze ancora da colmare, impegni assunti verbalmente dalla Cooperativa da verificare e contenuti importanti da definire come la quantità dell'incentivo all'esodo. Le parti hanno aggiornato la trattativa al 3 maggio 2017 a Roma.

"Unicoop Tirreno vuole risanare l'azienda con il sudore dei lavoratori -dichiara Francesco Iacovone dell'Esecutivo Nazionale USB Lavoro Privato- aggredendo i salari in parte proporzionale a tutti, dagli addetti fino alle figure apicali" "Una trattativa assurda. - prosegue il sindacalista - che si trascina sempre uguale da mesi e che non entra nel merito della salvaguardia occupazionale: ormai un enunciato vuoto di contenuti e garanzie" "L' USB non ci sta a fare questo pericoloso gioco sulla pelle dei lavoratori. La nuova gestione manageriale si conferma in continuità con quella che ha portato la Cooperativa sull'orlo del baratro e vorrebbe imporre la solita ricetta di sempre, noi non staremo certo a guardare." Conclude Iacovone.

Dopo due anni di contratto di solidarietà che ha comportato notevoli sacrifici al personale, la Pam–Panorama Spa ha dichiarato nuovamente 46 esuberi.

"Il fatto è estremamente grave soprattutto alla luce di quanto dichiarato nel 2016 circa il piano di rilancio con la ristrutturazione del negozio costata oltre 3 milioni di euro -intervengono dall' Unione Sindacale di Base Lavoro Privato- Un piano che non ha dato i risultati sperati, e la responsabilità non è certo da ricondursi ai lavoratori. Oggi alla vigilia dell’ultimo anno in cui i lavoratori possono usufruire del contratto di solidarietà la situazione è tale che alla scadenza degli ammortizzatori sociali è prevedibile l’ulteriore svuotamento dell’organico presso il punto vendita dei Gigli con la conseguente probabile chiusura del punto vendita. La situazione non è assolutamente accettabile, perché la perdita di ulteriori posti di lavoro si inserisce in un area fra l’altro già fortemente colpita da chiusure e tagli occupazionali. Invitiamo pertanto le Istituzioni tutte ad intervenire con la massima tempestività e con tutti i necessari strumenti al fine di salvaguardare la piena occupazione per i lavoratori di questa Azienda".

Redazione Nove da Firenze