Una rete ciclabile creata per Firenze: ecco la Ciclopolitana

Per gli amanti della bicicletta percorsi in sicurezza intersezioni e cartelli stradali creati appositamente per l'area fiorentina


Sarebbe un grande progetto per la Città metropolitana di Firenze che, al netto dei numerosi premi ricevuti, viene vissuta dai cittadini come una città caotica soggetta a continui blocchi della viabilità. 
 Gli utilizzatori della bicicletta sono in aumento, anche grazie al nuovo servizio di bike sharing a flusso libero, ma mancherebbe ancora un percorso dedicato in completa sicurezza.
Meno furti con la bicicletta presa a noleggio, qualche problema di parcheggio ma grande facilità d'uso con la App per smartphone. La città è pronta a lasciare strada alle due ruote?

Mentre Firenze vive la riorganizzazione del trasporto locale, in termini gestionali ma anche urbanistici visto l'arrivo di nuovi capolinea della Tramvia e nuove fermate urbane ed extraurbane, qualcuno si interroga se non sia giunta l'ora di vivere con maggiore serenità il ruolo di slow city che il capoluogo toscano si è guadagnato a suon di investimenti su mezzi elettrici e condivisione delle quattro e due ruote.

 L'idea di un progetto ambizioso arriva da parte della Fiab fiorentina. Mercoledì 15 Novembre alle ore 21:00 presso lo Sportello Eco-Equo in via dell'Agnolo Firenze Ciclabile illustrerà un progetto di Ciclopolitana per la rete ciclabile Fiorentina, prendendo ad esempio alcuni modelli già esistenti come quello di Pesaro.

La Ciclopolitana riprenderebbe la rete ciclabile già esistente e quella in via di progetto per individuare le direttrici principali ed aiutare al contempo gli utenti della bicicletta a riconoscere immediatamente, anche grazie ad un sistema di cartellonistica, i percorsi più sicuri per i propri spostamenti in città.

Tra automobilisti e ciclisti non corre buon sangue, a farne le spesse sono spesso i pedoni che devono guardarsi da entrambi, specialmente sugli attraversamenti non controllati dall'impianto semaforico che incute un certo timore negli utilizzatori della strada. Non è questione di rispetto, quanto di paura.

Oggi lungo le vecchie mura, abbattute durante l'800, si consuma la vita di una intera popolazione che si muove per raggiungere punti di interesse, strategici spesso per la vita sociale o per le semplici relazioni umane.
Sopravvivere non può essere il pensiero fisso tra blocchi del traffico, attraversamenti rischiosi, percorsi affrontati contromano..

Con le nuove reti tramviarie, gli investimenti su ferro e gomma, l'avvento delle applicazioni ed i servizi di condivisione, il cambiamento appare inevitabile. Il capoluogo toscano è pronto?

Antonio Lenoci