Un toscano su due non è mai stato agli Uffizi

​L’Italia, solo nel 2015, stando ai dati presentati dal ministero del MIBACT, è stata visitata da circa 43 milioni di persone


Il Bel Paese ogni anno accoglie turisti da ogni parte del mondo pronti ad ammirare le bellezze conservate nei più importanti musei italiani. Lo conferma anche lo studio realizzato da Tripadvisor, che inserisce la Galleria degli Uffizi al 25esimo posto nel mondo e al primo nella classifica italiana dei musei più amati (http://www.artemagazine.it/curiosita/item/2275-ecco-la-lista-dei-migliori-musei-al-mondo-secondo-tripadvisor).

Eppure, secondo un sondaggio online condotto mediante metodologia WOA (Web Opinion Analysis), sui principali social network (Facebook, Twitter, Instagram), realizzato dal Premio Galileo 2000(http://www.premiogalileo2000.com/), in collaborazione con l’agenzia di comunicazione Klaus Davi & Co., 1 toscano su 2 non ha mai visto gli Uffizi, al cui interno è possibile ammirare opere d’arte di fama mondiale, realizzate dai più importanti artisti conosciuti in tutto il mondo.

Il Premio Galileo 2000, la cui cerimonia di premiazione della XVII edizione avrà luogo il prossimo 23 novembre a Firenze, è stato ideato da Alfonso De Virgiliis nel 1996 e ha avuto l’onore di premiare alcune figure di spicco a livello internazionale nel campo dell’economia, della politica ma anche della cultura e della scienza come ad esempio Shimon Perez (2003), Andrea Bocelli (2005), Lucia Bosè (2008), Roberto Benigni (2009), Jean Claude Juncker (2011) e Marco Pannella (2013).

Lo studio, che ha cercato di verificare la conoscenza artistico culturale di un campione di 1.200 toscani, di età compresa tra i 18 e i 70 anni, ha constatato che ben il 50% della popolazione non si è mai concessa una visita al museo simbolo della storia e dell'arte di Firenze. Il 29,7% del campione dichiara di esserci stato una sola volta, mentre l’11,5% ha visitato la Galleria tre volte. C’è anche chi si è innamorato della ricchezza artistica esposta nelle sue sale al punto da recarsi ad ammirare quadri appartenenti all’epoca medievale e moderna, antiche sculture e non solo, 1 volta l’anno, rendendolo così un appuntamento fisso.

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, i toscani che “non hanno mai messo piede” agli Uffizi, hanno soprattutto un’età compresa tra i 41 e i 50 anni (47,1%), mentre la fascia 18 – 40 anni conquista il secondo posto (32,2%) e in terza posizione troviamo chi ha tra i 51 e i 70 anni (18,9%).

Ma perché un toscano su due ancora non ha ammirato i capolavori di Cimabue, Caravaggio, Giotto, Leonardo da Vinci o Michelangelo? Il 45,4% punta il dito contro l’interminabile fila che il visitatore deve fare per acquistare il biglietto e, successivamente per accedere al museo; il 31,2% del campione per evitare ore e ore di attesa nel cortile della Galleria, dichiara di aver provato a prenotare i biglietti online riscontrando difficoltà nel procedimento di acquisto che lo ha portato di conseguenza a rinunciare.

Un motivo che spinge molti toscani a non approfondire la conoscenza delle bellezze del proprio territorio è di tipo psicologico. Il fatto di avere a disposizione in qualunque momento un bene artistico porta l’11,4% degli intervistati a dire: “E’ sempre lì, ci posso andare quando voglio”, rimandando così continuamente l’appuntamento con l’arte. C’è anche chi, come nel 7% dei casi, incolpa i troppi impegni lavorativi e famigliari che costringono suo malgrado, a riservare poco tempo alla cultura. Il 3,9% non ha ancora varcato la soglia degli Uffizi per motivi economici. Il campione segnala infatti, una differenza di prezzo se si sceglie di acquistarlo alla biglietteria oppure online.

Grazie alle risposte dei partecipanti al sondaggio, promosso dal Premio Galileo 2000, è stata stilata una top ten dei musei toscani più conosciuti. Al primo posto si posiziona la Galleria degli Uffizi (20,5%) seguito da Palazzo Pitti a Firenze (19,3%), antica residenza dei granduchi di Toscana, che ospita importanti collezioni di dipinti, sculture e oggetti d’arte. Il complesso museale comprende anche il giardino di Boboli, considerato tra i primi e più famosi giardini italiani.

Terza classificata Piazza dei Miracoli (16,2%) a Pisa con la Cattedrale, il Battistero, il Campo Santo, e il Campanile, inserita fra i Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco dal 1987.

L’11,2% dei toscani, indica la Galleria dell’Accademia a Firenze, che solo nel trimestre giugno – agosto è stata meta di quasi mezzo milione di persone, con un aumento del 4,41% rispetto allo stesso periodo del 2015 (http://www.primapaginanews.it/dettaglio_news_hr.asp?ctg=2&id=367683). Al suo interno sono conservate il maggior numero di sculture di Michelangelo, compreso il celeberrimo David.

Al quinto posto troviamo il Centro Luigi Pecci (8%) di Prato, che dopo i lunghi lavori di ampliamento e ristrutturazione, è tornato aperto al pubblico domenica 16 ottobre (http://www.lanazione.it/prato/cultura/pecci-1.2598620). Si inserisce in sesta posizione anche il Museo archeologico statale Gaio Cilnio Mecenate di Arezzo (7,8%), in cui sono conservati i più significativi reperti archeologici.

Settimo, con il 6% delle preferenze il Museo di Arte Contemporanea Lu.C.C.A. allestito all'interno di Palazzo Boccella a Lucca, seguito dal Duomo di Siena (5,7%) al cui interno sono custodite opere realizzate da Bernini, Donatello, Michelangelo e Pinturicchio. Chiudono la classifica il Palazzo Piccolomini di Pienza(2,8%) e i Musei Civici di San Gimignano (1,5%).

Al campione è stato chiesto inoltre, se hanno intenzione prossimamente di visitare almeno uno dei 10 musei sopraindicati. Il 38,6% approfitterà del ponte di Ognissanti per organizzare un’uscita culturale; il 18,9% assicura di concedersi entro ottobre, almeno un pomeriggio per ammirare le bellezze artistiche presenti in Toscana; il 24,7% non esclude di andare in almeno due dei 10 musei elencati entro la fine del 2016, mentre il 13% assicura di fare una visita nei primi mesi del 2017. Soltanto il 4,2% non risponde.

Il 73,2% dei toscani intervistati promuove i musei regionali dandogli, su una scala da 1 a 10, un 7 e mezzo e in più dispensano consigli su come renderli più appeal ai visitatori. Il 17,3% del campione, soprattutto in età lavorativa, ad esempio, vorrebbe che gli orari di apertura fossero più lunghi. Invece di concedersi un cinema infrasettimanale o un aperitivo con gli amici apprezzerebbe volentieri poter scegliere di andare ammirare opere artistiche di inestimabile valore di sera, magari dopo l’orario di lavoro; il 16,7% elogia l’iniziativa dei musei gratis la prima domenica di ogni mese e vorrebbe che si sperimentasse un open day anche durante la settimana. Un altro consiglio per invogliare di più il turista, italiano o straniero che sia, sarebbe quello di aggiornarsi sotto il punto di vista tecnologico. Per quanto molti musei si siano già attivati, il 15% vorrebbe che venisse inserito, oltre all’audio guida, l’uso di un tablet sul quale scaricare una video guida, condotta da un importante storico dell’arte, che spieghi passo passo ogni singola opera fornendo qua e là anche qualche curiosità sull’artista. Per il 14% è fondamentale che i dipendenti dei musei siano più disponibili nei confronti del visitatore, cortesi e soprattutto abbiano una preparazione in tema di arte consona al ruolo che si trovano ad occupare. Il 13% del campione suggerisce di ripensare il ruolo del museo stesso all’interno della società, in particolare riferimento per i giovani. Ad esempio si potrebbero stringere delle collaborazioni con i cinema e permettere a chi acquista il biglietto per uno spettacolo di avere forti sconti per visitare un museo in particolare. Il 12,2% propone di organizzare eventi nei musei facendo si che l’arte incontri altre discipline, ad esempio concerti oppure presentazioni di libri. Per il 7,5% degli intervistati alla base del “poco amore” per i musei c’è il costo del biglietto troppo alto. Se fosse più economico e quindi alla portata di tutti probabilmente l’affluenza aumenterebbe. Il 2% azzarda di “portare l’arte in strada”, vale a dire portare fuori le opere più famose e conosciute ed esporle in alcune strutture delle periferie delle città, con tutti gli standard di sicurezza. Il 1,3% prova addirittura a suggerire la sperimentazione, già adottata da alcuni musei all’estero, di approcci “simpatici” rivolti direttamente agli adolescenti, come la pubblicazione su specifici social network (ad es. Facebook o il nuovo Snapchat) di immagini di opere d’arte “riadattate” che fanno battute spiritose o canticchiano i successi pop più in voga tra i giovani. L’1% non sa.

Redazione Nove da Firenze