Rubrica — Mostre

Un programma di eventi dinamici nel museo contemporaneo

Caso culturale: più visitatori che residenti a Murlo


Domenica, 6 agosto, torna l'appuntamento con #domenicalmuseo, l'iniziativa del ministero dei Beni e delle Attivita' culturali e del Turismo guidato da Dario Franceschini che prevede l'ingresso gratuito nei musei, aree archeologiche e luoghi della cultura statali la prima domenica di ogni mese. Dopo il successo delle edizioni precedenti e il record d'ingressi registrato nel primo semestre del 2017, c'e' grande attesa anche per domenica. Dagli Scavi di Pompei al Colosseo, dagli Uffizi di Firenze alle Gallerie dell'Accademia di Venezia, dalla Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma al Museo Capodimonte di Napoli, sono oltre 420 i musei che aderiscono all'iniziativa introdotta dalla riforma ministeriale del 2014.

Giovedì 3 agosto il numero dei visitatori dell’Antiquarium di Poggio Civitate, Museo di Murlo ha superato il numero dei residenti nel Comune: 2418 a fronte di 2412.In particolare il “sorpasso” è avvenuto alle ore 15.10, subito dopo l’apertura pomeridiana, quando due persone con il loro ingresso hanno fatto salire i visitatori, durante il 2017, a quota 2414. Da notare che questa cifra - fino a poco tempo fa un obiettivo annuale - è stata raggiunta nel pieno della stagione estiva, ma l'agosto ancora davanti.Tutto ciò non è frutto del caso, ovviamente, ma di un lavoro sostenuto in maniera convinta dal sindaco Fabiola Parenti e dall’Amministrazione Comunale, culminato nell’organizzazione della terza edizione del festival Bluetrusco, dedicato espressamente alla riscoperta e alla valorizzazione della civiltà degli Etruschi (si veda il sito: www.bluetrusco.land) in chiave contemporanea. Questa notizia curiosa nasconda la vitalità della provincia italiana e le sue grandi possibilità. Del resto, l’evento murlese ha trovato spazio nelle pagine culturali dei principali quotidiani nazionali, come alla Rai, o nelle riviste di settore.Nel dato si può leggere anche altro: la piena consapevolezza locale della necessità di provare a costruire un futuro partendo dalla riscoperta del proprio passato.Nel museo, la cui direzione scientifica è affidata all’archeologo Giuseppe Della Fina, viene offerta al visitatore una ricostruzione della civiltà etrusca partendo non da reperti provenienti da necropoli, ma da un insediamento: il palazzo del principe di Murlo e i suoi annessi come un laboratorio dove lavorano artigiani di specializzazione diversa per venire incontro alle esigenze della corte. Da qualche settimana, inoltre, un percorso appositamente recuperato consente di raggiungere, partendo dal museo, l’altura di Poggio Civitate da cui provengono i resti degli edifici e i reperti riportati alla luce in fortunate campagne di scavo portate avanti, a partire dal 1966, da archeologi statunitensi e attualmente dirette da Anthony Tuck. Il tentativo è di saldare la raccolta museale con la storia e il paesaggio da cui è scaturita.

Redazione Nove da Firenze