Rubrica — Editoria Toscana

Tutti i pregiudizi sull’Islam in un libro

A Firenze la prima presentazione italiana di “Islam, amore o odio?”


Firenze, 25 settembre 2017– Un libro che sfata pregiudizi e ignoranze sulla religione islamica rintracciando nei testi sacri dell’Islam, il Corano e la Sunna, la parola Amore, dimostrando che non si tratta di un credo violento per natura, con odio ed estremismo connaturati in sé. “Islam, amore o odio?” (Jouvence, Milano 2017) è il titolo di un libro che affronta in modo diretto e aperto un tema che rappresenta una specie di tabù nella coscienza dei musulmani. La prima presentazione italiana dell’opera, frutto degli studi della sociologa siriana Ferial Mouhanna dell’Università di Damasco, è in programma giovedì prossimo, 28 settembre, alle 18, all’Istituto Sangalli, in piazza di San Firenze 3, a Firenze.

L’autrice, attesa a Firenze per l’evento, ha rintracciato il valore dell’Amore nei testi sacri, e allo stesso tempo ha spiegato perché nella letteratura teologica islamica, risalente e contemporanea, e perfino nel pensiero islamico “moderato” e quindi “illuminato”, ci sia un’assenza totale rispetto a questo sentimento.

“Sull’emergenza terrorismo l’amore costituisce, secondo il mio parere, l’arma più efficace, non solo per combattere il terrorismo islamico, ma anche per vincerlo. La guerra in corso contro l’Isis sulla sponda orientale del Mediterraneo potrebbe spingerlo a ripiegare, ma non riuscirà mai a sconfiggerlo definitivamente. L’amore, in chiave islamica ‘rinascimentale’, è in grado di farlo”. E’ il pensiero diFerial Mouhanna, studiosa di Damasco, rifugiata in Libano per scampare alla guerra, di casa nel nostro Paese, dove anni fa ha collaborato con la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Firenze, alla vigilia della presentazione del suo libro. “L’amore, prosegue la sociologa, lo si deve cercare e risuscitare in ambito islamico. Solo l’Islam è in grado di isolare il fenomeno terroristico islamico, ed è questo che il libro cerca di spiegare, partendo dalle fonti supreme della religione musulmana.

La presentazione del libro sarà l’occasione per aprire un dibattito sul ruolo dell’Islam “moderato”e sulla posizione degli occidentali nei confronti degli estremismi. Insieme all’autrice interverrà il prof. Paolo Branca dell’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano, uno dei più noti islamologi e orientalisti italiani, che ha curato la prefazione del volume.

L’incontro, che entra nella drammatica attualità della vita di tutti noi, ha il principale fine di accrescere la consapevolezza che il dialogo interreligioso, oggi più che mai, è l’unico seme per far crescere la pace, il rispetto, la conoscenza”, spiega Maurizio Sangalli, presidente dell’Istituto che ha sede nel cuore di Firenze. “Con questo evento ci rivolgiamo da una parte ai musulmani moderati e pacifici che vivono in Occidente, per incoraggiarli a riflettere sui tanti aspetti positivi della loro fede, tornando allo studio e alla comprensione dei loro testi sacri, come del resto dovrebbero fare i cristiani; dall’altra, ci rivolgiamo al lettore occidentale perché cerchi di comprendere e di conoscere più a fondo questa grande religione, i cui fedeli sono ormai di casa, vivono in mezzo a noi, nell’intento di allontanarlo dall’islamofobia. Nell’ambito di questo percorso di dialogo che il nostro Istituto persegue sin dai suoi primi passi, si inserisce anche la giornata di studio dedicata agli edifici di culto in Italia in età contemporanea, in prospettiva interdisciplinare e inter-religiosa; l’iniziativa è il programma lunedì 16 ottobre in Palazzo Medici Riccardi a Firenze”.

Le attività dell’Istituto Sangalli:Istituzione fiorentina, laica e non confessionale, nata nell’aprile 2014 per promuovere gli studi umanistici e il dialogo inter-religioso e inter-culturale, alla vigilia del quarto anno di vita ha contribuito a supportare la ricerca di decine di giovani studiosi con un impegno costante e importante, in termini finanziari e scientifici. L'Istituto Sangalli nel 2015 ha partecipato a Unity in Diversity;ha ideato il progetto‘Florence Short Term Fellowships’ che ha richiamato a Firenze studiosi da tutto il mondo, con partecipate conferenze su temi di attualità, dalla Chiesa di papa Bergoglio all’Islam in Europa e nei paesi arabi alla situazione delle religioni in Africa;ha finanziato il lavoro per l’edizione critica dell’epistolario tra Giovan Battista Montini e Giorgio La Pira;ha ideato il ciclo di incontri “La religione è servita. Ebrei, cristiani e musulmani si incontrano…a tavola”, per laconoscenza reciproca tra le grandi religioni monoteiste puntando sugli aspetti culturali, storici ed anche gastronomici. Inoltre, l'Istituto Sangalli ha istituito, in collaborazione con il Festival dei Popoli, la kermesse internazionale del film documentario, il premio “Lo sguardo dell'altro”, dedicato al dialogo tra culture e religioni; nella primavera scorsa, ha collaborato all’edizione 2017 del Middle East Now, il festival di cinema e cultura contemporanea del Medio Oriente. In ottobre, l’Istituto sarà di nuovo protagonista del Festival dei Popoli con la seconda edizione del premio “Lo sguardo dell’altro. La sfida del dialogo tra culture e religioni”.

L’Istituto Sangalli e la ricerca internazionale: con settembre 2017 è ripartita la “Staffetta della ricerca”; dopo l’atelier su ‘Riformare le religioni nel mondo moderno’, che ha richiamato giovani studiosi da ogni parte del mondo, con tappa all’Istituto Sangalli di Firenze, per tre giorni, sono cominciati ad arrivare in città anche i vincitori del progetto ‘Young Scholars Florence Fellowships in Storia e Studi religiosi, 2017-18”, con soggiorni residenziali di un mese, al fine di approfondire le loro ricerche nel clima culturalmente e intellettualmente stimolante del capoluogo toscano. Per finire, sono 10 le borse di studio messe a disposizione per giovani ricercatori interessati a partecipare al convegno internazionale di studi “Firenze nella crisi religiosa del Cinquecento. Dalla morte di Savonarola all’incoronazione di Cosimo I de’ Medici”, in programma dal 23 al 25 novembre prossimi.

Redazione Nove da Firenze