Turismo in Toscana: il brand rurale per il futuro digitale

Dalla visita degli Obama il rilancio della Toscana sul mercato internazionale


La visita di Barack e Michelle Obama lungo la via Francigena tra le crete senesi e piazza del Campo nell'antico borgo ristrutturato alle porte di Siena che prende il nome dal finocchio selvatico della campagna toscana che serve a produrre la Finocchiona prodotto tipico della enogastronomia locale ha segnato una nuova tappa nel percorso che la Toscana sta affrontando per uscire dalla crisi economica.

Se rileggiamo quanto abbiamo appena scritto troviamo, infatti, una enorme ricchezza non solo in termini di località e prodotti ma di "parole chiave" ovvero l'oro della comunicazione digitale, quella che fa circolare il brand, che fa conoscere il marchio e porta ritorno economico.

L'investimento dell'ex ambasciatore Phillips nell'aver invitato presso il proprio resort i coniugi più amati del mondo ha sicuramente un prezzo, ma non ha valore. Perché di investimento si tratta. Barack e Michelle sono ben lontani dall'intenzione di sottrarsi alla scena pubblica mondiale, il contraltare dei Trump consente al leader democratico ed alla ex firs lady di giocarsi ancora una partita determinante sullo scacchiere internazionale e certo sono degli influencer popolari ma di lusso. L'appeal degli Obama è destinato fin da questa stagione a far desiderare un soggiorno in Toscana e tanto basta per far aprire i registratori di cassa e far girare la moneta elettronica sui portali di prenotazione.

La strada era questa già nel pieno della crisi quando il presidente Enrico Rossi puntava sul Turismo investendo nella riqualificazione della Via Francigena e nella copertura wifi lungo le strade delimitate dai cipressi.
Ma non solo, Rossi aveva già nella manica l'asso dei Vip quando nel 2014 diceva "Cari amici, caro Andrea, cara Irene, caro Carlo, caro Giorgio, caro Leonardo, che avete fatto onore alla Toscana in Italia e nel mondo, sono qui a chiedervi una mano. Un aiuto per sostenere la nostra costa, flagellata dal maltempo che quest'anno ha compromesso gravemente la stagione turistica, mettendo in ginocchio albergatori, bagnini, operatori turistici, così come tutte le lavoratrici e i lavoratori che del turismo vivono e che ora rischiano una crisi senza precedenti" appello rivolto ad Andrea Bocelli, Irene Grandi, Carlo Conti, Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni 
"Siete ambasciatori di fatto della Toscana - spiegava Rossi - perché col vostro impegno nel settore artistico e dello show-business rappresentate un motivo di orgoglio per la nostra terra e il nostro Paese. Quello che vi chiedo è una mano, un'idea, anche solo una testimonianza di sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori della nostra costa che frequentate con molto affetto e che vi hanno nel cuore, ma che ora hanno bisogno di voi. Sarebbe un bellissimo sogno avervi come testimonial per sostenere questa parte della Toscana, celebrata in tutto il mondo e che ora vi porge la mano". Lo show business.

Cercare testimonial ma ancor meglio influencer è oggi l'obiettivo di molti imprenditori che intendono far conoscere il proprio brand e trasmettere un messaggio preciso ai propri clienti ancor più di quanto non lo abbiano fatto gli spot sino a ieri. Esperienza chiama esperienza e dunque lo shopping di Michelle e le pedalate di Barack hanno scatenato un effetto butterfly all'altro capo del mondo.

Ha fatto scandalo solo pochi anni fa l'idea di un Turismo che si reggesse sull'offerta culturale ed enogastronomica in proporzione della disponibilità economica: banchetti sotto al David di Michelangelo, buffet in Galleria, ponti chiusi al transito e tavolini vista Patrimonio Unesco.

Intanto centinaia di investitori sono arrivati in Italia, hanno scoperto luoghi, paesaggi e cultura e sono ritornati per aggiudicarsi ruderi di campagna, ville abbandonate, palazzi storici o vecchie caserme con l'idea di creare luoghi nei quali attrarre turismo dall'estero perché il prodotto è buono e può sicuramente piacere a chi ha i soldi da spendere.
Una valutazione che l'imprenditoria italiana è riuscita a fare solo in alcune occasioni attraverso privati che oggi sono ritenuti "illuminati", hanno contribuito ad abbellire strade, piazze e monumenti eppure hanno ricevuto innumerevoli critiche prima che si arrivasse a formulare una procedura quale l'Art Bonus. Ma la ricchezza chiama ricchezza, non vive di solidarietà.

In molti casi la creazione di nuovi poli attrattivi ha decretato la risistemazione di strade e vie di comunicazione, infrastrutture reali e virtuali necessarie all'attività ricettiva ma utili per l'intero territorio. Se domani sulla via di Cafaggiolo troveremo una strada in sicurezza che non curva a gomito addosso ad un muretto di pietra lo dovremo alla famiglia argentina dei Lowenstein, neo proprietari della tenuta medicea e non alla programmazione delle amministrazioni comunali che negli anni hanno tenuto il conto degli incidenti mortali.
Se domani Sant'Orsola, ex Convento nel cuore di Firenze, non crollerà vergognosamente ma sarà una scuola di arti varie lo dovremo ad Andrea Bocelli e ad una serie di investitori stranieri che il tenore influencer ha saputo raccogliere attorno ad un progetto che certo non nasce dalla bellezza delle quattro pietre rimaste in croce, ma del brand.

La Toscana Ovunque Bella rischia oggi di mettere d'accordo tutti sotto il sole riconoscendo anche alle coltivazioni autoctone un ruolo fondamentale nella gestione del paesaggio che diventa la vetrina imprescindibile che contiene tutto. Da qui ne deriva che viti, ulivi e campi di grano così come le produzioni selvatiche e le pareti di marmo o la manutenzione degli argini e delle spiagge rientrano tutti in un paniere di interesse comune come mai prima d'ora.

Una Toscana in vendita al migliore offerente? Una Toscana in crisi che non abdica al progresso ed anzi punta oggi al ritorno dell'investimento industriale ma lo fa attraverso la presenza della Banda Larga e della Geotermia, della ricerca sulle energie rinnovabili e la digitalizzazione, l'offerta di nuove infrastrutture autostradali e ferroviarie ferme da anni e che spolvera l'artigianato locale proponendosi sul mercato dell'istruzione mondiale attraverso scuole di pelletteria e gioielleria, di restauro ed agricoltura e che non ha paura di mettere insieme cultura e ristorazione perché anche le opere che fino a ieri riempivano i depositi dei musei possono servire oggi per nutrire l'indotto.

Non bisogna avere paura di una Toscana che chiede aiuto al mondo e lo fa con le armi di cui dispone e che, fortunatamente, la storia le ha lasciato.

Antonio Lenoci