Turismo di massa: le risposte di Firenze, dall'acqua al cibo

Punto di riferimento per il turismo mondiale e casse strapiene che consentono grossi sconti sui tributi locali: adesso è il caos


L'acqua sui sagrati e lungo i marciapiedi per allontanare i bivacchi dei turisti è solo l'inizio di una nuova crociata per l'educazione civica?
Dopo aver scalato tutte le vette delle classifiche mondiali sui flussi turistici ed aver piazzato ai primi posti delle top ten delle mete culturali e paesaggistiche e dello street-food locali diventati dei veri e propri cult dove è praticamente impossibile non recarsi durante una visita al capoluogo toscano, Palazzo Vecchio corre ai ripari.

Molte le reazioni all'iniziativa del sindaco Dario Nardella sull'uso degli idranti come deterrente, al sarcasmo della rete il sindaco ha risposto ricordando che esiste un regolamento comunale che prevede sanzioni. Nel caso si sarebbe gridato al "multificio" o peggio alla "intenzione di spennare i turisti". Meglio bagnati che spennati, questa la morale.
Santino Cannamela, Presidente Confesercenti Firenze tende la mano a Nardella: “I bivacchi con l’arrivo della bella stagione e del turismo sold out trasformano il centro in una enorme zona pic-nic. Comprensibile l’iniziativa di bagnare i marciapiedi ed il selciato, anche perché quando i fenomeni di degrado dilagano possono essere necessari interventi clamorosi e provocatori per richiamare l’opinione pubblica e risvegliare il senso civico. E' chiaro a tutti che questa iniziativa, se presa da sola, non può certo risolvere il problema. Occorre maggiore sorveglianza, e, soprattutto, occorre ricercare nuove soluzioni mirate. Le imprese del commercio e del turismo a Firenze possono e debbono svolgere un ruolo e lo farebbero ancora meglio se potessero partecipare alla definizione di progetti e iniziative promossi da Palazzo Vecchio".

E per tutto il resto? Tra i temi caldi del momento ci sono anche: "l’abusivismo commerciale, i tanti risciò, la riorganizzazione della raccolta dei rifiuti" quest'ultima tiene ad esempio sotto scacco piazza del Duomo la mattina presto con i dehor circondati dai cartoni, ma anche lungo le stradine del centro storico i rifiuti accantonati, in attesa di essere recuperati, fanno capolino tra foto e selfie della città di Dante. E' vero che il foto-ritocco è la regola, ma non ci sono ancora App oculari.

La città che mette gloriosamente a Bilancio una Tassa di Soggiorno che vale 30 milioni di Euro per non contare la Firenze Card ed i servizi legati alla presenza turistica come il trasporto locale, è costretta adesso ad aprire una task force per "risolvere i problemi legati alla incidenza del turismo di massa sulla vita dei fiorentini e allentarne l’impatto sulla città, migliorando contemporaneamente la qualità del soggiorno ai visitatori".

Sei assessori al tavolo di lavoro permanente: oltre all’assessora al turismo Paola Concia gli assessori alla mobilità Stefano Giorgetti, allo sviluppo economico Cecilia del Re, all’urbanistica Giovanni Bettarini, all’ambiente Alessia Bettini e alla sicurezza Federico Gianassi.
Nasce nella città medicea una cabina di regia che da adesso in poi si riunirà sistematicamente sui temi legati al turismo. “Stiamo facendo un lavoro serio, sistematico, per allentare e governare la morsa del turismo di massa sul centro storico. Un obiettivo che si raggiunge attraverso una serie di azioni per mettere a punto le quali abbiamo bisogno della collaborazione coordinata di tutti gli uffici ma anche delle categorie economiche legate al turismo. Per noi i diritti dei fiorentini e quelli dei turisti non devono entrare in conflitto ha commentato l’assessora Concia.

Dopo anni in cui è serpeggiata, più o meno convinta, la provocazione di una Firenze Disneyland, l'Amministrazione, che ha ben lavorato in termini di attrazione e promozione del brand gigliato, fa i conti con la gestione dei flussi.
La previsione di un Hub, con tanto di corridoio riservato, presso la futura Stazione Foster dell'Alta Velocità altro non sembra essere che l'esigenza di riorganizzare la sosta dei numerosi pullman granturismo che circolano senza meta attorno al centro storico per poi parcheggiarsi temporaneamente negli stalli improvvisati di Lungarno Aldo Moro a sud o verso via Baracca e Novoli a nord.
Al tempo stesso è risultata necessaria una rigida selezione alla proliferazione dei locali enogastronomici del centro storico, anche se l'eccellenza raggiunta da alcuni ha reso appetibile in tutti i sensi la piazza e l'aggiudicazione di una ex libreria internazionale per oltre 300 metri quadrati ad una gelateria che aprirà tra Palazzo Panciatichi e Palazzo Medici Riccardi, vista Duomo - Battistero, sembra essere una sberla da parte della Regione Toscana.

Più turisti, più consumatori di food and beverage ma anche lo shopping copre una grossa fetta dell'economia locale tanto che presso l'Info point di Santa Maria Novella lo Screen Touch è spesso in stand by sulle "vie commerciali".
Quelle vie nelle quali si è paventato di far ritornare gli artigiani 'bottegai' soprattutto giovani artisti della manualità esperti nella lavorazione di materiali più o meno preziosi, molto presenti nel mondo virtuale e meno in quello reale. Oggi i laboratori sono stanze di casa con un angolo destinato a set fotografico.

Più visitatori sono arrivati anche per i musei ed allestimenti culturali sparsi in vari punti della città, con la proverbiale intenzione di prestare "attenzione anche alle periferie" claim che ha caratterizzato la campagna elettorale dell'attuale amministrazione dopo il forte accentramento della precedente, che crolla davanti allo status attuale in cui tocca combattere la congestione dentro le mura.

Adesso occorre organizzare tutti coloro che hanno creduto in Firenze affinché non affrontino ogni giorno lo stesso percorso e non stazionino esclusivamente in alcune piazze.
Questa nuova vision potrebbe aprire spiragli sul mercato immobiliare soprattutto dei locali commerciali abbandonati perché senza passaggio ma proposti comunque a prezzi non certo concorrenziali.
I temporary store, l'uso creativo di luoghi abbandonati, la valorizzazione del 'patrimonio minore' che da anni soffoca al cospetto dei monumenti noti potrebbero essere la chiave per aprire la porta di Firenze sul futuro.

Potrebbe esserci un inconveniente in questa frenesia di mettere d'accordo tutti?
Una generazione amministrativa 4.0 ha operato sulla culla del Rinascimento alla maniera del Social Media Marketing e così dopo aver aperto un profilo accattivante, aver investito sulla promozione del brand, aver creato eventi e sponsorizzato le foto migliori, ha incassato le prenotazioni ed elargito gli utili alla cittadinanza sotto forma di sconti fiscali.
A questo punto scatta la fase customer care, ma è proprio ascoltando categorie economiche e residenti che il meccanismo si era inceppato, per anni.

Antonio Lenoci