Turismo a Firenze: una entrata sicura con diversi problemi

​Sopralluogo in centro storico da parte dell'assessora Paola Concia con una delegazione di tour operator


La riorganizzazione dei flussi turistici è al centro dell'agenda di Palazzo Vecchio; dopo anni di "record di incasso" infatti il capoluogo vive un momento di crisi esistenziale dove la sindrome colpisce un po' tutti con tachicardia e capogiri ad ogni angolo. Dai bagarini ai risciò, dai mini market ai dehor passando per il lusso, i bivacchi, la movida, qualche scontrino salato i selfie pericolosi sui ponti, comprensivi di nudisti, e voci varie ed eventuali legate all'uso di un centro storico fin troppo accogliente dove il posto a tavola non manca, però mancano sempre le panchine.
In aiuto dell'Amministrazione sono arrivati maggiori poteri di intervento, ad esempio sul tema del decoro, mentre il Tribunale regionale è stato accusato di 'rallentare' spesso il desiderio di cambiamento come accaduto nel caso dei bancarellai da riposizionare.

Una attrazione turistica, questo è il lascito testamentario di cui gode Firenze ed occorre un curatore esperto per far godere il museo a cielo aperto ai turisti compatibilmente con i residenti che vivono dentro le mura antiche.
Residenti che abbandonano la casa di famiglia per metterla a reddito con affitti brevi e residenti che non mollano, ma fanno fatica a convivere con una città museo dove i servizi sono diversamente distribuiti: non mancano presidi sanitari di rilievo come Santa Maria Nuova ad esempio che chi vive fuori le mura raggiunge a fatica, ma per quanto riguarda l'approvvigionamento del frigorifero c'è chi si mette le mani nei capelli ed è costretto a fare la spesa oltre i viali di circonvallazione per riempire il sacchetto. Sempre meno i negozi di vicinato, spesso si ricorre ai rivenditori a 99 cent o multiprodotto fino proprio a quei contestati mini market sempre aperti che a loro volta si riforniscono presso le grandi catene di distribuzione presenti fuori dal centro storico.

 Quasi due ore di sopralluogo oggi per l'assessora al Turismo Paola Concia che detiene una delega delicata come forse mai prima d'ora visto che la crisi ha accentuato il valore turistico come volano economico e quello che prima era un indotto "divertente" è oggi la principale fonte di sostentamento a partire dalla Tassa di Soggiorno che alimenta le casse di Palazzo Vecchio.
Con l'assessore una delegazione di tour operator ed il presidente di Convention Bureau, l'appena rinominato Giacomo Billi già assessore al Turismo alla ex Provincia di Firenze.

"I tour operator – sottolinea l'assessora Concia – sono i nostri migliori ambasciatori nel mondo. Era giusto condividere con loro i problemi da affrontare".
Partenza da piazzale degli Uffizi, con un occhio di riguardo per il nuovo info point all’ingresso di piazza Signoria che aiuta i turisti a capire come devono comportarsi. La delegazione si è spostata in piazza della Repubblica dove "Risciò, carrozzini a tre ruote e macchine elettriche che girano per le strade di Firenze trasportando turisti da una parte all’altra della città sono un problema molto sentito – ha sottolineato l'assessora Concia – ma l'amministrazione non lo sottovaluta, anzi: ho ribadito alla delegazione sia le recenti modifiche alla normativa e che, soprattutto, su questo fronte sta lavorando da tempo l'assessora allo sviluppo economico Cecilia del Re".

Tappa successiva alla Galleria dell'Accademia dove oggi partiva la campagna contro i bagarini: a tutti i turisti in coda viene regalato un ventaglio di carta con le informazioni principali (in italiano ed in inglese), dai prezzi dei biglietti e delle prenotazioni al numero telefonico da contattare.

Il tour si è concluso con la visita all'ufficio informazioni turistiche di via Cavour dove l'assessora si è intrattenuta a parlare con gli operatori "Il sopralluogo di questa mattina è servito per toccare con mano i vari problemi. A breve ci riuniremo insieme a tutti i tour operator e Convention Bureau per mettere nero su bianco le soluzioni che serviranno a rendere Firenze non solo bella, ma anche decorosa e accogliente".

Due ore possono sembrare molto poche a chi vive ogni giorno le antiche strade che videro l'incontro tra Dante e Beatrice, strade che fino all'ora di pranzo sono occupate dai rifiuti in attesa del passaggio dei mezzi per il recupero, che presentano mercati abusivi tallonati dalle forze dell'ordine ma anche grandi comitive intente ad entrare e uscire dai locali fino a tarda notte. 
Una giornata di 24 ore non basta a raccontare Firenze sempre più internazionale e sempre meno "piccina".

Antonio Lenoci